Ticino

Si ‘aprono i rubinetti’ del Ceresio per aiutare le coltivazioni del Nord Italia

Il Ticino aumenta le erogazioni d'acqua verso il Lago Maggiore e il Piemonte. Una misura temporanea che sarà rivalutata tra 10 giorni

Soffrono soprattutto le coltivazioni di riso
(Ti-Press)
11 agosto 2026
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Per aiutare le coltivazioni del Nord Italia, in particolare quelle di riso, il Ticino ha deciso di “aprire i rubinetti” del Lago Ceresio. La misura, che sarà temporanea e durerà 10 giorni, è la seguente: a Ponte Tresa l’erogazione d’acqua salirà da 3 a 8 metri cubi al secondo. Considerato il collegamento idrografico tra i due laghi, il maggiore deflusso raggiungerà naturalmente il Lago Maggiore e di conseguenza aumenterà la portata d’acqua verso l’Italia. Per il Ticino questa cambiamento comporterà un abbassamento di circa 10 centimetri del Lago di Lugano. Questa misura è stata decisa ieri al termine di una riunione d’urgenza dell’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del relativo bacino. Una riunione convocata del Ministero italiano dell’Ambiente. Sul fronte italiano la situazione è infatti estremamente complessa con i raccolti che sono già quasi completamente compromessi.


«Questa misura è quanto il Ticino può fare in questo momento senza che ci siano conseguenze gravi», afferma Laurent Filippini, capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua. «Stiamo entrando in una fase molto delicata per la coltura del riso in Italia. Allo stesso tempo, però, anche la situazione ticinese va tenuta in considerazione». Mette infatti in chiaro il Dipartimento del territorio nella sua comunicazione inviata alla stampa: “Anche il versante svizzero è confrontato con una situazione di allerta per siccità dovuta alle scarse precipitazioni. Le riserve d’acqua nei bacini idroelettrici ticinesi si situano infatti al limite inferiore dei valori registrati negli ultimi dieci anni. Non sussistono pertanto le condizioni per ulteriori rilasci, anche alla luce della necessità di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Il margine di intervento del Cantone – evidenzia sempre il Dt – è inoltre limitato dal quadro giuridico vigente: una parte importante delle acque è sottoposta a concessioni attribuite a operatori privati sui quali il Cantone non dispone di un’autorità diretta”. La situazione, come detto, verrà in ogni caso rivalutata tra dieci giorni. Nel frattempo, su entrambi i lati della frontiera, si spera di veder arrivare la pioggia.

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