È quanto risponde il governo ai dubbi di Petralli (Verdi) che sollevava interrogativi sulla sicurezza del personale dei Centri educativi per minorenni

“L’Ufag, l’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani, non è mai stato interpellato in merito a eventuali lacune a livello di tutela giuridica o professionale”. È quanto risponde il Consiglio di Stato alle sollecitazioni di Giulia Petralli (Verdi) che, in un’interpellanza, evidenziava come il fenomeno degli episodi di violenza nei Cem, i Centri educativi per minorenni, sia “verosimilmente sottostimato, soprattutto nei contesti socio-educativi caratterizzati da una relazione quotidiana e ravvicinata con un’utenza fragile o instabile”. Atto parlamentare in cui la deputata, nonché co-segretaria del sindacato Vpod, scriveva che “diversi operatori del settore segnalano che alcune misure e procedure risulterebbero solo parzialmente applicabili alla realtà operativa dei Cem, nei quali emergono criticità specifiche legate alla gestione quotidiana delle situazioni ad alta complessità educativa, relazionale e psichiatrica”.
In merito, indica il governo, “gli episodi di aggressione da parte di familiari sono molto rari”. Mentre “per i fatti che possono coinvolgere i minorenni come autori, la denuncia di un’aggressione è di regola motivo di uno spostamento in un’altra struttura di protezione”. Tuttavia, “ogni situazione va valutata in modo approfondito prima di procedere con eventuali denunce o spostamenti”. E questo perché: “Tale valutazione deve tenere conto anche della specificità del contesto educativo dei Cem, che accolgono minorenni spesso segnati da percorsi personali e familiari caratterizzati da maltrattamenti, trascuratezza, violenza o altre forme di grave vulnerabilità”. In merito, chiarisce il Consiglio di Stato, malgrado il contesto molto specifico dei Cem, “ciò non giustifica in alcun modo comportamenti aggressivi, ma richiede che gli interventi adottati perseguano, laddove possibile e compatibilmente con le esigenze di sicurezza, anche finalità educative e di responsabilizzazione. Nei casi meno gravi – indica ancora l’Esecutivo –, infatti, è spesso educativamente più efficace procedere con una mediazione, che porti i ragazzi a una presa di coscienza e all’assunzione delle proprie responsabilità e soprattutto al proseguimento del progetto d’affidamento, la cui interruzione rischierebbe di compromettere ulteriormente lo stato di salute del minorenne. Gli eventuali provvedimenti a tutela del personale e degli altri ospiti vengono decisi anche in funzione del rischio di recidiva”.
Tra i punti rimarcati da Petralli, la convivenza all’interno dei Cem di minorenni collocati per esigenze di protezione con utenti che presentano disturbi psichiatrici, comportamenti violenti o problematiche legate a dipendenze. “Nel limite del possibile – replica il Consiglio di Stato – i minorenni con gravi problemi psichici vengono collocati nei Cem terapeutici Arco e Archetto, quando non in strutture specialistiche fuori Cantone”. Ma non nasconde: “Può succedere che per determinati periodi ragazzi con problematiche psicosociali possano convivere nel medesimo Cem con altri minorenni, anche perché certe patologie si manifestano solo col tempo. Le direzioni dei Centri educativi per minorenni – sottolinea il governo – sono comunque molto attente nell’evitare le convivenze più problematiche o laddove le controindicazioni sono note già al momento dell’eventuale collocamento”. La granconsigliera chiedeva inoltre se il Consiglio di Stato ritenesse che i rafforzamenti temporanei attualmente previsti in termini di personale siano sufficienti a garantire stabilità alle équipe educative e qualità nella presa a carico dei minorenni. “Il settore della protezione dei minorenni – osserva il governo – è stato negli anni potenziato in modo importante, in primo luogo con sostegni strutturali e subordinatamente con supporti mirati a singole situazioni. I risultati della Pianificazione del settore della protezione, attesi per fine 2027/inizio 2028, consentiranno al Consiglio di Stato di disporre di informazioni aggiornate rispetto ai bisogni del settore e dell’eventuale necessità di ulteriori rafforzamenti. Il tema del benessere di utenti e personale sarà al centro della valutazione”. Alla luce dei risultati, conclude, “potranno essere valutati eventuali ulteriori rafforzamenti strutturali”.