Ticino

Ambulatoriale, burocrazia e digitalizzazione: i nodi della sanità

L’incontro di oggi a Bellinzona del Comitato centrale della Federazione dei medici svizzeri Fmh guarda alle future sfide per il settore

(Keystone)
17 giugno 2026
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Rafforzamento della medicina ambulatoriale e di prossimità, riduzione del carico amministrativo attraverso una digitalizzazione realmente utile alla cura e valorizzazione del personale sanitario, compresa la dipendenza e l’integrazione del personale proveniente dall’estero. Sono questi i temi al centro dell’incontro tenutosi oggi al Municipio di Bellinzona tra il Comitato centrale della Federazione dei medici svizzeri Fmh, che quest’anno celebra il 125esimo anniversario dalla sua fondazione, e le autorità cantonali e locali, alla presenza di rappresentanti del settore sanitario ticinese. L’appuntamento, viene evidenziato nel relativo comunicato stampa diffuso dall’Ordine dei medici del Canton Ticino (Omct), ha rappresentato “un’importante occasione di dialogo istituzionale sulle principali sfide del sistema sanitario svizzero e cantonale, con particolare attenzione alla realtà del Ticino: una regione periferica, minoranza linguistica e territorio con specificità sanitarie, demografiche e organizzative che meritano attenzione nel dibattito nazionale”.

Tre punti chiave

Venendo ai temi cardine, “il progressivo trasferimento di prestazioni dal settore stazionario a quello ambulatoriale – si legge nella nota – è una delle trasformazioni più cruciali del sistema sanitario”. Tant’è, scrive l’Omct, che “il finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie (Efas) favorisce coerenza, equità ed efficienza”. In merito, il presidente dell’ordine Franco Denti sottolinea, citato nel comunicato, il ruolo centrale della medicina di famiglia e della medicina territoriale: “La prossimità delle cure è essenziale per garantire accessibilità, continuità e qualità. I medici di famiglia sono un punto di riferimento fondamentale per la popolazione”.

Quanto alla burocrazia, a richiamare l’attenzione sul crescente carico amministrativo sui dottori ci pensa la presidente della Fmh Yvonne Gilli, anche citata nella nota: “La burocrazia sottrae tempo prezioso alla relazione medico-paziente, riduce le risorse disponibili per l’attività clinica e incide negativamente sull’attrattività della professione medica, sia in ambito stazionario sia ambulatoriale. In questo contesto la digitalizzazione deve essere uno strumento al servizio della cura e non un ulteriore fattore di complessità. Solo processi standardizzati, interoperabili e sicuri, orientati ai bisogni concreti dei professionisti e dei pazienti, possono semplificare le attività e restituire tempo alla cura”.

La carenza di personale sanitario qualificato, poi, rappresenta una sfida nazionale e assume particolare rilievo in Ticino, soprattutto nelle regioni periferiche e nella medicina di base. La disponibilità di dottori adeguatamente formati, si rimarca nella nota, “è essenziale per garantire cure di qualità, accessibili e vicine ai bisogni della popolazione”. Secondo le statistiche Fmh, ricorda Gilli, “circa il 43% dei medici attivi in Svizzera ha conseguito il diploma all’estero. Questo contributo è prezioso, ma una dipendenza strutturale dall’estero non può essere una soluzione sostenibile a lungo termine. Perciò è necessario aumentare i posti di studio in medicina, ampliare i percorsi di formazione postgraduata e investire nelle discipline di base e nella medicina di prossimità”. Per il Ticino, ciò significa valorizzare ulteriormente le strutture formative già presenti, come la Facoltà di scienze biomediche dell’Usi, l’Istituto di medicina di famiglia e il programma cantonale ‘Praxisassistenz Ticino’. Strumenti che “favoriscono la formazione locale, avvicinano i giovani medici alla medicina di base e sostengono percorsi professionali radicati sul territorio”. Parallelamente, stando alla nota, resta fondamentale accompagnare l’integrazione dei professionisti formati all’estero, garantendo la conoscenza del sistema sanitario svizzero, dei suoi percorsi istituzionali e delle regole professionali, per un inserimento efficace e sostenibile.

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