Ticino

Aree di sicurezza nei centri d'asilo solo con il consenso di Cantoni e Comuni

La mozione della CIP-N chiede strumenti disciplinari, limitazioni della libertà di movimento e un quadro giuridico uniforme dopo criticità emerse nel progetto pilota a Pasture

27 maggio 2026
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Nel quadro di progetti pilota, prima di istituire aree di sicurezza interne nei centri federali d'asilo ordinari destinate agli ospiti problematici, come nel caso di Pasture ubicato fra Balerna e Novazzano, va ottenuto il consenso dei Cantoni o dei Comuni interessati.

Lo chiede una mozione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N), nella quale si auspica l'introduzione di misure coercitive e limitazioni alla libertà di movimento, e che il Consiglio federale raccomanda di accogliere.

Il progetto pilota annunciato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) presso il Centro federale d'asilo Pasture ha rivelato importanti lacune dal punto di vista materiale e metodologico, secondo i sostenitori della mozione.

La decisione è stata comunicata senza un'adeguata consultazione preliminare delle autorità cantonali e dei Comuni direttamente interessati, nonostante le ripetute segnalazioni delle difficoltà riscontrate nel corso degli anni in Ticino. La successiva sospensione del progetto conferma che le preoccupazioni espresse dal Cantone e dai Comuni erano fondate, stando alla maggioranza della commissione.

La proposta della SEM prevedeva l'alloggio, in spazi separati, dei richiedenti l'asilo definiti 'turbolenti', senza restrizione della loro libertà di movimento in loco, ma non conteneva strumenti chiari e giuridicamente efficaci per garantire la sicurezza all'esterno e l'ordine pubblico.

Per questo, oltre al nullaosta delle località interessate, è indispensabile un quadro giuridico uniforme, applicabile e compatibile col federalismo, che garantisca sicurezza, competenze chiare e un'equa ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni.

In particolare, la mozione domanda l'introduzione di strumenti disciplinari e amministrativi chiari, tra cui limitazioni della libertà di movimento e misure coercitive proporzionate, nonché il rafforzamento dell'esecuzione delle decisioni di allontanamento nei confronti degli autori di reati e dei recidivi.

Il Consiglio federale dovrà inoltre provvedere affinché i Cantoni e i Comuni interessati siano pienamente coinvolti nell'ambito della Strategia in materia d'asilo 2027 e predisporre, se necessario, meccanismi di compensazione adeguati per i Cantoni di frontiera.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni