Le FFS revocano il limite a 160 km/h dopo l'installazione di una decina di sensori; chiedono riforma della responsabilità civile per incentivare la manutenzione dei carri
Nella notte fra domenica e lunedì le Ferrovie federali svizzere (FFS) hanno messo in funzione una decina di sensori anti-deragliamento ai portali della galleria di base del San Gottardo. Di conseguenza è stata revocata la riduzione temporanea della velocità a 160 km/h prima del tunnel.
A quasi tre anni dal grave deragliamento di un treno merci avvenuto all'interno del traforo, nell'agosto 2023, l'azienda annuncia oggi di aver compiuto un ulteriore passo avanti per la sicurezza della tratta. Sono stati attivati rilevatori di deragliamento in una decina di punti strategici lungo l'accesso al tunnel, in particolare prima dei cambi di binario situati ai due portali. Si tratta di una sezione particolarmente sensibile, poiché sia i convogli viaggiatori sia quelli merci vi transitano ad alta velocità.
I nuovi sensori - spiegano le FFS in una nota - sono "l'unica tecnologia infrastrutturale comprovata" in grado di rilevare istantaneamente un deragliamento. Nel caso improbabile che un evento simile si ripeta, il loro scopo è evitare la collisione tra due treni, bloccando immediatamente la circolazione sul binario opposto o fermando i convogli in arrivo. I rilevatori, però, non possono impedire il deragliamento stesso. A tal fine, sottolinea l'azienda, occorre intervenire a monte, migliorando la manutenzione dei carri merci e modificando le norme sulla responsabilità civile nel traffico ferroviario.
Il deragliamento dell'agosto 2023 - che provocò danni ingenti alla galleria e una lunga sospensione del traffico - fu causato, come stabilito dal Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI), dalla rottura di una ruota di un carro merci. Per prevenire simili incidenti è fondamentale rilevare per tempo crepe e difetti delle ruote.
Le FFS condividono le conclusioni del rapporto SISI e chiedono un cambio di passo nella manutenzione del materiale rotabile. Attualmente, se un incidente è dovuto a un difetto di un vagone, la responsabilità ricade sull'impresa di trasporto ferroviario che gestisce il treno e non sul proprietario del carro. Questo - denunciano le Ferrovie federali - non incentiva i detentori a investire nella sicurezza. Per questo l'azienda sostiene le disposizioni emanate dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT) e chiede una riforma della responsabilità civile per una più equa ripartizione dei rischi.
Con l'attivazione dei rilevatori, le FFS hanno revocato la riduzione temporanea della velocità a 160 km/h in corrispondenza dei due cambi di binario ai portali della galleria. Il limite ridotto era stato imposto dalla riapertura del tunnel (settembre 2024) come misura cautelare. Sebbene il rallentamento non avesse creato particolari disagi a viaggiatori e coincidenze, riduceva le riserve di tempo per assorbire eventuali ritardi: ora la circolazione torna a pieno regime. Le FFS ribadiscono peraltro che il traffico su rotaia resta fondamentalmente tra i sistemi di trasporto più sicuri.