Il Consiglio di Stato: ‘Per ora nessun ulteriore approfondimento’. Dieci anni alle ortiche? No (scontato). Magari rispunta l'ipotesi polizia unica...

‘Polizia ticinese’, si chiude. Il progetto – avviato dieci anni fa dal Dipartimento istituzioni guidato dal leghista Norman Gobbi con l’obiettivo di migliorare la collaborazione tra la Polizia cantonale e le polizie comunali passando da una ridistribuzione dei compiti, anche per evitare doppioni – è giunto al capolinea: nessun ulteriore approfondimento. Lo ha deciso il Consiglio di Stato, dove, in seguito all’arrocchino/pastrocchio, il nuovo referente politico della polizia è un altro leghista: Claudio Zali.
Quanto stabilito dal governo non sorprende per nulla, considerato l’esito della consultazione – conclusasi a metà dello scorso ottobre – sul progetto sfornato dal gruppo di lavoro misto (Cantone/Comuni) designato a suo tempo dal governo. Lo studio ha infatti incassato più critiche – molte – che consensi. Dieci anni gettati alle ortiche? No (scontato...), stando alle valutazioni del Consiglio di Stato. “Il lavoro svolto negli ultimi anni costituisce una base di conoscenza importante per eventuali sviluppi futuri, in particolare per quanto riguarda la definizione dei ruoli tra Cantone e Comuni e il rafforzamento dei meccanismi di coordinamento delle forze di polizia nel Cantone”, scrive il governo.
Nella nota del Consiglio di Stato si ricordano anche contenuti, obiettivi e iter del progetto ora arenatosi. ‘Polizia ticinese’ “ha permesso di analizzare in modo approfondito la ripartizione dei compiti, le responsabilità e i modelli di governance tra i due livelli istituzionali”. Segnatamente, “il gruppo di lavoro ha sviluppato una proposta fondata sui principi di sussidiarietà e di neutralità finanziaria, distinguendo tra responsabilità politiche e operative, valorizzando il ruolo di prossimità delle polizie comunali”. Nel corso del 2025 il rapporto è stato posto in consultazione “presso i Comuni e i principali attori istituzionali: dall’analisi delle osservazioni pervenute è emersa l’opposizione ai cambiamenti proposti dal gruppo di lavoro paritetico”. Il Consiglio di Stato “ne ha preso atto e non ritiene necessario al momento procedere a ulteriori approfondimenti”. Con questa decisione “si conclude formalmente la fase progettuale, portando a termine il mandato del gruppo di lavoro”.
E ora? Il Consiglio di Stato tornerà a proporre l’istituzione in Ticino di un solo corpo di polizia, di una polizia unica, come aveva fatto anni fa sostenendo la mozione dell’allora deputato del Plr ed ex ufficiale della Polizia cantonale Giorgio Galusero? Ci lasceremo stupire