Leventina: interrogazione dei Verdi chiede al Consiglio di Stato di spiegare come mai non cerchi una soluzione definitiva all’annoso problema

Tir che aggirano il Centro di controllo dei veicoli pesanti (Ccvp), attivo sull’A2 a Giornico, percorrendo la strada cantonale da Biasca a Faido per poi rientrare in autostrada: dopo essere transitato sul tavolo del Consiglio federale, che la scorsa estate rispondendo a un’interpellanza del consigliere nazionale Bruno Storni aveva suggerito la posa di una segnaletica di divieto alla rotonda di Pasquerio, il tema che preoccupa la bassa Leventina giunge ora a Palazzo delle Orsoline. Con un’interrogazione la granconsigliera verde Nara Valsangiacomo chiede al Consiglio di Stato una posizione chiara sul traffico parassitario di camion che da tre anni tocca gli abitati di Pollegio, Bodio e Giornico.
Dopo il nostro articolo del 7 aprile, che evidenziava il braccio di ferro in corso fra la politica locale e il Cantone non più intenzionato – dopo un’iniziale propensione – a posare un cartello che vieti il transito ai mezzi pesanti in assenza di un servizio a domicilio, gli ambientalisti vogliono capire l’opinione del Cantone. Il Dipartimento delle istituzioni, responsabile della Divisione delle costruzioni cui compete la posa di segnaletica sulle strade cantonali, ci ha infatti spiegato di privilegiare un approccio proporzionato alla portata del problema, che a suo dire sarebbe limitato a pochi camion, gestibili quindi con controlli di polizia. Diversa l’opinione della popolazione locale e delle autorità di Giornico, che sulla base di pedinamenti effettuati con veicoli privati parlano di un transito quotidiano importante.
Aggiramento del Ccvp che peraltro comporta per la gente del posto conseguenze non solo ambientali ma anche legate alla sicurezza, visto che mediamente i controlli eseguiti nella struttura voluta dalla Confederazione riscontrano difetti in un camion su tre (dato emerso da un nostro servizio pubblicato nel settembre 2023). Quanto poi alla velocità di transito sulla cantonale, nei tratti con limite a 80 i camion hanno una media di 90 km/h. Da qui la convinzione di molti che installando un divieto alla rotonda di Pasquerio, con eccezione per il servizio a domicilio, il vantaggio sarebbe duplice: sicurezza stradale e benessere della popolazione.
Per questi motivi la deputata dei Verdi chiede al governo se negli ultimi tre anni sono stati fatti controlli di velocità mirati ai camion, con quale frequenza e risultati. In caso negativo, chiede il motivo. E ancora: quali possibilità, anche di natura tecnologica o strategica in materia di controlli, intravede il CdS per affrontare efficacemente il problema? Sono immaginabili appositi radar? Ma d’altronde, le multe sono sufficientemente elevate da generare un effetto deterrente? Sono forse necessari contributi per le autorità cantonali, ad esempio provenienti dai proventi della tassa sul traffico pesante, affinché si effettuino più controlli sui camion? E, in definitiva, come valuta il CdS la posa di una segnaletica conforme alla rotonda di Pasquerio? Quali sono i motivi per cui la misura non sarebbe più prevista?