Ticino

Abbandono dei livelli, i paletti del Movimento della scuola

Pur caldeggiando la decisione del governo, l’associazione chiede di rivedere le tempistiche e pone l’accento su traguardi di competenza e onere lavorativo

Un tema che fa discutere
(Ti-Press)
2 aprile 2026
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Verifica dell’accessibilità ai traguardi minimi di competenza degli allievi, un imprescindibile coordinamento con il settore medio-superiore, criteri di valutazione chiari e condivisi, riconoscimento dell’onere lavorativo, nonché un indispensabile accompagnamento formativo dei docenti. Il Movimento della scuola caldeggia la decisione del governo di procedere con il superamento dei livelli A e B alle Medie – intenzione esposta settimana scorsa con la presentazione del relativo messaggio all’attenzione del parlamento –, ma in un’articolata presa di posizione fissa alcuni paletti. Se da un lato in effetti l’associazione di insegnanti “plaude alla decisione del Consiglio di Stato di procedere con il superamento della differenziazione strutturale degli allievi”, dall’altro elenca i propri timori sul fatto che “alcune questioni fondamentali per un superamento efficace dei livelli possano passare in secondo piano”.

Punto per punto

Innanzitutto il Movimento della scuola auspica che prima di partire con l’implementazione venga verificata l’accessibilità da parte degli allievi ai traguardi minimi di competenza. Un elemento, viene rimarcato nella nota, “indispensabile, riguardo al quale, però, durante la sperimentazione non sono state effettuate indagini mirate”. Sarà in tal senso “di primaria importanza raccogliere dati al riguardo”. Un esame necessario il prima possibile, in particolare per quanto riguarda la matematica, materia per la quale l’associazione di docenti si aspetta una verifica dei requisiti già durante il mese di maggio, attraverso la somministrazione delle prove cantonali previste per il corso attitudinale anche nelle sedi sperimentali, che si rifanno al programma del piano di studi. Secondo il Movimento della scuola dai dati raccolti “sarà possibile, per gli esperti, capire se i traguardi minimi fissati siano accessibili a tutti”.

In quest’ottica, nel caso in cui si dovesse rivelare necessario rivedere i traguardi di apprendimento, per l’associazione di insegnanti “bisognerà coordinarsi di conseguenza con il medio superiore affinché vengano ridefinite le competenze richieste in entrata”. Esatto, perché stando al Movimento della scuola, “è impossibile pensare al superamento dei livelli senza coordinarsi con il post-obbligo che, almeno per la matematica, dovrà per forza adattare le proprie esigenze alle differenti competenze degli allievi in prima”.

Prima dell’eventuale eliminazione dei livelli, è richiesta chiarezza anche per quanto concerne i criteri di valutazione. “In caso contrario – mette in guardia l’associazione di insegnanti – si rischia di generare una situazione di caos, in cui i docenti adottano criteri personali o interni alla sede per dare ragione della differenziazione”.

Altro tema cruciale, quello del riconoscimento dell’onere lavorativo, “punto su cui non si può scendere a compromessi”. Nel messaggio del governo, ricorda il Movimento della scuola, “al punto 1.3 si afferma che lo sgravio concesso ai docenti coinvolti verrà mantenuto ‘almeno per i primi anni’”. Una formulazione ritenuta “ambigua”, visto che “anticipa la possibilità che lo sgravio inizialmente concesso possa in seguito venire ridotto o addirittura tolto. Questo scenario non è ammissibile”. E questo perché, si indica nella presa di posizione, “la codocenza richiede un dispendio di tempo maggiore da dedicare alla pianificazione, alla valutazione e, in generale, alla condivisione di informazioni fra due colleghi”. Tant’è che il Movimento “esige che si proceda all’implementazione solo quando vi siano garanzie che adeguati sgravi siano riconosciuti a ogni docente coinvolto nell’insegnamento in codocenza e siano mantenibili nel tempo”.

Non da ultimo, l’accompagnamento formativo, “requisito indispensabile”. Nella formazione per l’insegnamento in codocenza, sottolinea il Movimento della scuola, “va garantita la qualità, anche in questo caso con risorse adeguate a livello di tempo”. L’associazione chiede dunque che “si possano rivedere le tempistiche per l’introduzione della riforma in modo da poter garantire un accompagnamento efficace durante i primi anni, evitando una eccessiva sovrapposizione di docenti che necessitano il sostegno dei formatori”.

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