Ticino

‘Contro l’aumento dei prezzi dei mezzi pubblici, si implementi la nostra mozione’

I Verdi chiedono una visione politica più lungimirante dopo l’annuncio di un previsto incremento del costo dei titoli di trasporto a partire da dicembre

L’atto parlamentare auspica una riduzione del 25% dei costi dell’abbonamento Arcobaleno
(Ti-Press)
1 aprile 2026
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“Il parlamento federale taglia, e a pagare è la popolazione. Soprattutto in Ticino, il Cantone più povero e più trafficato della Svizzera”. È una presa di posizione secca quella dei Verdi in reazione all’annuncio, martedì, di un prospettato aumento medio del 3,9% delle tariffe dei trasporti pubblici a partire dal prossimo dicembre. Una comunicazione, da parte dell’Alliance Swiss Pass, motivata con l’aumento dei costi legato anche all’inflazione e da decisioni politiche. E lo ricordano anche i Verdi: “Nella sessione primaverile, il parlamento ha approvato tagli federali nel settore. Il risultato è chiaro: +3,9% in media sui costi, dal metà prezzo all’abbonamento generale”. Già nel 2024, rimarcano gli ecologisti, stando alla classifica realizzata dalla Federazione europea per il trasporto e l’ambiente (T&E) le Ffs, le Ferrovie federali svizzere, risultavano seconde solo a Trenitalia. Un verdetto, a detta dei Verdi, “legato proprio ai prezzi dei servizi”.

‘Una decisione difficile da comprendere in un momento così delicato’

Ed è proprio perché la decisione di aumentare le tariffe risulta “difficile da comprendere in un momento così delicato” – caratterizzato da una “crisi petrolifera, con gli effetti della crisi climatica già evidenti e mentre la popolazione è costretta a fare sacrifici a causa dell’aumento del costo della vita” – che i Verdi premono per un’implementazione “urgente” della loro mozione ‘Arcobaleno: abbonamenti, carte giornaliere e per più corse a prezzi calmierati’ per una riduzione del 25% dei costi dell’abbonamento Arcobaleno. L’atto parlamentare, presentato nel marzo 2023 (primo firmatario, il capogruppo Matteo Buzzi) e ritenuto dal governo “non sopportabile” dal punto di vista finanziario, è tuttora infilato in qualche cassetto della commissione parlamentare ‘Gestione e finanze’. I Verdi rivendicano però “una politica dei trasporti diversa”. Una politica che “investa nel trasporto pubblico e nella mobilità dolce come modalità principali di spostamento” e che “promuova un vero cambio di paradigma” nella direzione di “città più sostenibili e sicure per ciclisti e pedoni, trasporti pubblici capillari e accessibili e nessun ampliamento autostradale”. Gli ecologisti non si fanno in tal senso mancare una stoccata al progetto di potenziamento autostradale tra Lugano e Mendrisio PoLuMe, ritenuto “infausto” e un “generatore di traffico”, nonché alla “inutile e costosa” circonvallazione Agno-Bioggio.

‘Un piccolo passo a favore della cittadinanza’

Il previsto aumento dei prezzi del trasporto pubblico non va giù ai Verdi. Anche perché arriva “proprio ora, quando sarebbe fondamentale consolidare l’aumento degli utenti del trasporto pubblico per diminuire gli ingorghi stradali, ridurre la dipendenza dalle energie fossili e mitigare l’impatto climatico, di cui le nostre Alpi vivono le conseguenze peggiori”. Per gli ecologisti una cosa è chiara: “La svolta nella mobilità non passa da treni e bus più costosi, ma da una politica che renda il trasporto pubblico più accessibile: un’offerta di qualità e abbonamenti a prezzi ragionevoli”. Di più. “L’annuncio arriva poco prima del periodo pasquale, segnato dalle code chilometriche al Gottardo che congestionano autostrade e strade cantonali ticinesi e urane, anticipando il caos estivo. Una fotografia eloquente delle priorità della politica federale, e non solo. La conseguenza dei tagli è diretta: il parlamento taglia, noi paghiamo il biglietto (e l’abbonamento) e le colonne aumentano”, recriminano i Verdi. Ed evidenziano: “Trasporti pubblici accessibili significano investimenti”. Tant’è che dar seguito alla mozione del 2023 rappresenterebbe “un piccolo passo di 13 milioni annui a favore della cittadinanza, un sesto di quanto costerebbe al Cantone il PoLuMe, un progetto oneroso e dannoso per il territorio”.

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