Ticino

Future autorità di protezione, domani mattina incontro tra governo e Comuni sedi delle Arp

È la prima riunione dopo la recente approvazione del Gran Consiglio agli aspetti organizzativi dell'importante riforma

Oggi le Arp sono sedici. Al loro posto ci saranno le Preture di protezione
(Ti-Press)
11 marzo 2026
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Sarà il primo incontro tra governo e Comuni dopo il chiaro sì (settantanove deputati favorevoli, quattro gli astenuti e nessun contrario) espresso dal Gran Consiglio nella seduta del 27 gennaio agli aspetti organizzativi e finanziari della riforma proposta dal Consiglio di Stato delle autorità di protezione, che prevede, nel settore tutele e curatele in Ticino, l’istituzione delle Preture di protezione con conseguente cancellazione delle attuali sedici Autorità regionali di protezione, le Arp. L’incontro si terrà domani alle 10 a Bellinzona allo Ias, l’Istituto delle assicurazioni sociali. Il consigliere di Stato Claudio Zali, attuale responsabile politico, nell’Esecutivo, della riforma, la direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti e il direttore aggiunto Cristoforo Piattini si riuniranno con i rappresentanti dei Comuni-sede delle Arp.

«Si intende fare il punto sul prosieguo dei lavori e quindi su come affrontare alcuni punti, penso in particolare alla logistica e al personale, nel passaggio alla ‘cantonalizzazione’ del sistema», afferma, interpellato dalla ‘Regione’, il capo, al Dipartimento istituzioni, della Sezione enti locali Marzio Della Santa, reduce dalla riunione odierna della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni nel corso della quale si è accennato anche all’incontro agendato per domani mattina.

Il nuovo scenario in sintesi

Oggi le Autorità regionali di protezione fanno capo, per funzionamento e costi, ai Comuni. Una volta operative le Preture di protezione, si concretizzerà il passaggio dal vigente modello amministrativo a quello giudiziario e dunque alla ‘cantonalizzazione’ delle autorità chiamate a decidere le misure a tutela di adulti e minori vulnerabili. Nella consultazione popolare del 30 ottobre 2022 l’introduzione nella Costituzione cantonale del principio del modello giudiziario era stata approvata da quasi il 78% dei votanti. Nel gennaio di quest’anno il verdetto favorevole, e altrettanto netto, del parlamento agli aspetti organizzativi e finanziari del citato modello: il plenum ha così condiviso il rapporto della commissione granconsiliare ‘Giustizia e diritti’ e compiuto un ulteriore passo verso l’attuazione di quella che è tra le riforme importanti se non la più importante delle ultime legislature.

Nelle Preture di protezione (quattro e relative sezioni) collegi giudicanti – composti da magistrati (pretori di protezione o pretori aggiunti) e specialisti in ambito psicologico/pedagogico e nel campo del lavoro sociale – stabiliranno le misure di protezione idonee per persone fragili. Misure delicate poiché incidono sui diritti e le libertà fondamentali dei destinatari. Parliamo di tutele, curatele, collocamenti, privazione dell’autorità parentale, regolamentazione dei diritti di visita, ricoveri a scopo di assistenza... Scopo della riforma è di migliorare la qualità delle decisioni e di rispondere alle esigenze di specializzazione poste dal Codice civile svizzero. Ancora non si sa quando saranno operative le Preture di protezione (magistrati e specialisti saranno eletti dal parlamento). Ora il Gran Consiglio, ovvero la commissione ‘Giustizia e diritti’, è alle prese con il messaggio governativo sulle norme di procedura, in sostanza le regole che disciplineranno il funzionamento delle nuove autorità giudiziarie.

Gli altri temi in Piattaforma

Ma nella seduta di oggi della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni – la prima del 2026 e la 76esima dalla sua costituzione – c’erano anche altri temi all’ordine del giorno. Si è pure discusso, riferisce il governo in una nota, dello stato di avanzamento del progetto ‘Polizia ticinese’, sul quale lo scorso ottobre si è conclusa la fase di consultazione. Elaborato da un gruppo di lavoro designato a suo tempo dal governo, il rapporto ha raccolto più critiche che consensi. Il Dipartimento, si legge nel comunicato, “ha confermato che un rapporto sarà prossimamente trasmesso al Consiglio di Stato”.

Durante la seduta è stata inoltre fornita, aggiunge il governo, una panoramica sull’ultima revisione dell’Ordinanza sulla protezione civile nell’ambito delle costruzioni di protezione, entrata in vigore lo scorso 1° gennaio: “Le modifiche si basano su un concetto di salvaguardia del valore dei rifugi e degli impianti di protezione”. Prossimamente sul ‘Foglio ufficiale’ saranno pubblicate le zone di valutazione: nella riunione della Piattaforma “è stato ricordato che i Comuni che presentano un tasso di copertura inferiore al 100% dovranno intervenire per garantire la presenza delle infrastrutture indispensabili”.