Ticino

In Ticino è stato il terzo dicembre più caldo di sempre

L'Ustat: temperatura di 2,4 gradi superiore alla media, male anche a livello di precipitazioni piovose e nevose

Le ultime misurazioni
(Ti-Press)
20 gennaio 2026
|

In Ticino quello appena conclusosi è stato il terzo dicembre più caldo, grazie a temperature superiori alla norma, poche precipitazioni e un soleggiamento di poco inferiore alla media. A metterlo nero su bianco è una rilevazione dell'Ufficio di statistica, che rimarca come “la temperatura media di dicembre è risultata di 2,4 gradi superiore alla media 1991-2020” e, si diceva, sale sul podio delle misurazioni dal 1864 preceduta solo “dal 2015 (+4 gradi) e 2016 (+3 gradi)”.

L'Ustat sottolinea anche che “le anomalie delle singole stazioni di misura sono state tutte comprese tra +1,9 e 2,7 gradi, senza particolari differenze fra le zone di montagna e le basse quote”. La stragrande maggioranza delle stazioni di rilevamento sudalpine ha registrato temperature medie giornaliere superiori alla media di riferimento 1991-2020 durante tutto l'arco del mese di dicembre, a eccezione dell'ultimo giorno dell'anno. Infatti, il mese è stato caratterizzato da prevalenti condizioni di alta pressione con masse d'aria miti provenienti dai quadranti occidentali”.

Poi, verso la fine dell'anno, “a margine dell'anticiclone sul Nordeuropa, correnti provenienti da nord sono invece state convogliate verso le Alpi. L'aria fredda – annota l'Ustat – si è riversata a sud delle Alpi dapprima sotto forma di favonio il 30 dicembre, facendo registrare ancora locali anomalie di temperatura positive, mentre il giorno successivo ha rivelato il suo vero carattere che, senza effetto favonico, ha fatto registrare deviazioni di temperatura negative”.

Poca pioggia

Il tempo anticiclonico e mite, si legge ancora nello studio, “è all'origine anche della scarsità di precipitazioni osservata a sud delle Alpi: mediata sull'intero territorio, la somma mensile delle precipitazioni non ha superato il 41% della media di riferimento 1991-2020. Solamente fra i giorni 16-17 e 24-25 dicembre due perturbazioni hanno interessato le nostre regioni, ma con apporti di umidità molto modesti”. In entrambi i casi, “il Ticino centro-meridionale è stato più toccato dalle precipitazioni”. Che son state, appunto, poca cosa: “Nel primo evento sono caduti da 10 a 30 millimetri, nel secondo non più di una ventina di millimetri sul Mendrisiotto”. Di conseguenza, “il totale mensile delle precipitazioni ha raggiunto il 70% della media a Stabio e il 58% a Lugano, rimanendo attorno al 50% sul Ticino centrale (a eccezione del 72% di Cimetta) mentre lungo le Alpi non ha superato il 15-30%”.

Durante i due eventi citati, “il limite delle nevicate è rimasto sui 1'100-1'200 metri, scendendo temporaneamente a quote più basse solamente durante le precipitazioni più intense. Alle quote medie l'innevamento è stato deficitario, rimanendo ben al di sotto della media di riferimento 1991-2020 per tutto il mese”.

Per quanto concerne il soleggiamento, a differenza dei due mesi precedenti ricchi di sole, “in dicembre in Ticino la durata del soleggiamento è risultata di poco inferiore alla media del periodo di riferimento 1991-2020, con valori compresi fra l'85 e il 95%”.

La situazione in Svizzera

E in Svizzera? Su scala nazionale è stato un dicembre più caldo della media anche se meno rispetto al Ticino: +0,6 gradi, valore che corrisponde a un'anomalia di +2 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. La somma delle precipitazioni mensili è risultata inferiore alla norma, “raggiungendo al massimo il 72% e rimanendo tra il 10 e il 30% nella maggior parte delle stazioni. I quantitativi maggiori sono caduti a sud delle Alpi, mentre quelli più modesti sull'Altopiano, lungo il versante nordalpino, nel nord e nel centro dei Grigioni, nel Vallese e in Engadina. La durata mensile del soleggiamento è stata compresa fra il 45 e il 162% (dal 70 al 140% in gran parte delle stazioni). Mentre il Giura ha avuto il soleggiamento più abbondante, i valori più scarsi sono stati registrati sull'Altopiano”.