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14.10.2022 - 23:00

‘No a sfrenate corse redistributive della ricchezza’

Tra le richieste della 105a assemblea generale della Camera di commercio ‘sospendere l’incasso dei tributi pubblici che rincarano il prezzo dell’energia’

no-a-sfrenate-corse-redistributive-della-ricchezza
Ti-Press

«Diffidiamo e distanziamoci in modo perentorio da tutti coloro che ritengono l’economia alla stregua di un bancomat». È l’esortazione con cui Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti), si è rivolto alla folta platea – circa 400 i presenti – in occasione della 105esima Assemblea generale ordinaria tenutasi all’Espocentro di Bellinzona. «La sensazione – ha detto Gehri – è che incuranti dello stato delle finanze pubbliche, pur di far notizia e mostrarsi belli dinanzi agli elettori, diversi attori politici distribuiscano con troppa ed estrema disinvoltura i mezzi finanziari pubblici che non sono infiniti ma vanno innanzitutto creati». Per il presidente della Camera di commercio le soluzioni per far fronte a questo periodo difficile sono ben altre.

«Ormai – ha premesso – l’incertezza è uno stato di fatto e un stato d’animo che si alimentano tra guerra, difficoltà negli approvvigionamenti, aumenti di ogni genere, problemi energetici, inflazione a livelli record, timori per un ulteriore colpo di coda della pandemia». Incertezza che per l’economia «e quindi per tutta la società, è uno dei peggiori nemici perché impedisce alle aziende di pianificare, investire, creare nuovi posti di lavoro e non permette alle persone di progettare seriamente il proprio futuro». Ma pensare che si possano risolvere i problemi del Paese «lanciandosi in sfrenate e incontrollate corse redistributive della ricchezza che non è scontato creare, è una scelta sconsiderata», ha sostenuto il presidente delle Cc. «Noi non abbiamo bisogno di raccogliere facili consensi perché siamo impegnati nel compito di far girare le nostre aziende, di far quadrare i conti per realizzare utili che non rappresentano un peccato mortale ma sono indisponibili per gli investimenti delle nostre imprese che garantiscono la competitività, i posti di lavoro, la formazione e non da ultimo il gettito fiscale». E invitando, «prima che sia troppo tardi», a evitare che «una politica miope e ostile verso le aziende e i manager renda il nostro cantone ancora più povero nell’imbarazzante confronto nazionale dove sulla competitività economica siamo al 23esimo posto», ha sottolineato come sia «essenziale che si provveda con le riforme fiscali già previste e votate dal popolo qualche anno fa».

Mentre per far fronte alla sfida dell’approvvigionamento energetico, Gehri ha chiesto «un deciso intervento delle autorità federali, cantonali e comunali sulle tasse e sui tributi», ad esempio il contributo al fondo per la promozione delle energie rinnovabili o la tassa per l’uso del demanio pubblico. «Saranno anche pochi centesimi, ma si tratterebbe di un segnale importante anche solo con una sospensione temporanea di questi oneri che gravano sulle bollette di imprese e cittadini». A detta di Gehri «sarebbe un segnale altrettanto positivo la rinuncia alla distribuzione di dividendi agli enti pubblici proprietari di quasi tutte le aziende di distribuzione. Un evidente sacrificio per i Comuni ma che dimostrerebbe la volontà di agire in maniera unita per uscire da questa situazione molto intricata senza intaccare in maniera decisiva i margini operativi degli enti pubblici».

Vitta: ‘Il Cantone continua a lavorare nella direzione di un aggiornamento del quadro fiscale’

Presente all’assemblea anche il direttore del Dipartimento finanze ed economia (Dfe) Christian Vitta, che nel contesto di grande incertezza ha sottolineato alcuni elementi «che ci devono infondere fiducia». Tra questi il tasso in diminuzione mostrato dai dati sulla disoccupazione e la dinamica positiva dell’aumento dei posti di lavoro. «Una delle sfide più delicate – ha osservato anche lui in prospettiva futura – è quella legata all’energia, fonte di grande preoccupazione per l’Europa, la Svizzera, il nostro Cantone, le aziende e la popolazione». A livello di azioni intraprese in questo settore, ha ricordato l’istituzione da parte del Cantone di un apparato organizzativo al fine di monitorare costantemente la situazione ed essere pronti a reagire in caso di problemi di approvvigionamento energetico. Quanto ai possibili sostegni economici alle aziende, Vitta ha informato della partecipazione alla consultazione federale dichiarando che «a breve si attendono delle decisioni da Berna». Mentre sul tema delle indennità per lavoro ridotto, ha spiegato che «la Seco ha confermato che questo strumento è a disposizione delle aziende, a determinate condizioni, anche in caso di perdita di lavoro dovuta a penuria energetica o a un massiccio aumento dei prezzi dell’energia». Notizie incoraggianti ci sarebbero pure rispetto alle garanzie da parte dell’Italia per l’approvvigionamento di gas.

Anche Vitta ha rimarcato l’importanza di rendere il Ticino sempre più attrattivo e competitivo nel contesto nazionale e internazionale: «Con questo obiettivo il Cantone continua a lavorare nella direzione di un aggiornamento del quadro fiscale», nonché a puntare «con determinazione sul tema dell’innovazione, in particolare attraverso la concretizzazione del Parco dell’innovazione ticinese e lo sviluppo dei suoi centri di competenza».

Cassis: ‘Parole che sono un gesto di ripresa di coraggio del mondo imprenditoriale’

Quale ospite d’onore è stato invitato il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, che a sua volta ha evocato un contesto «molto teso e polarizzato in cui è di fondamentale importanza sostenere il lavoro delle imprese». Non ha poi mancato di elogiare il discorso di Gehri, auspicando che sia il segnale di «una sorta di risveglio. Ha fatto quello che in pochi fanno, dicendo le cose che nessuno vuol sentire. Lo trovo un necessario gesto di ripresa di coraggio di un mondo imprenditoriale che, visti i venti che soffiavano, negli ultimi due decenni ha preferito tenersi un po’ in disparte». E sostenendo che allo stato attuale non siano necessari degli aiuti finanziari da parte della Confederazione a imprese e famiglie, ha dichiarato che «l’appetito vien mangiando» per dire che «durante la pandemia la popolazione, e un po’ i parlamentari, si sono abituati che bastava dire "voglio" e poi seguiva "posso" e "comando". Ma questo non è sostenibile, non abbiamo riserve infinite. Dobbiamo restare solidi per non fare la fine di molti Paesi intorno a noi».

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