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07.06.2022 - 17:59
Aggiornamento: 21:23

Imposte di circolazione, in Gestione è muro contro muro

Dopo l‘audizione del governo che ha illustrato la propria formula i firmatari del rapporto Dadò/Caverzasio: ‘In aula subito’. Intanto Plr e sinistra...

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«Abbiamo ascoltato con grande interesse la proposta del governo, ma da parte di chi ha preparato il rapporto conforme all’iniziativa e degli iniziativisti stessi sono state mantenute le posizioni: andiamo in aula». È inscalfibile il muro alzato dal presidente del Ppd (e della Commissione parlamentare della gestione) Fiorenzo Dadò sull’iniziativa popolare ‘Per un’imposta di circolazione più giusta’. Anche davanti a un all-in come quello del Consiglio di Stato che, dopo aver annunciato venerdì la sua proposta di compromesso, oggi l’ha illustrata in Gestione. E rimbalzando, almeno per quanto riguarda Ppd, Lega e Udc che hanno già firmato il rapporto Dadò/Caverzasio che aderisce completamente all’iniziativa.

Non ci si sposta di un centimetro da quanto firmato da oltre 12mila persone nel 2017: plafonamento dell’imposta a 80 milioni, considerare solo le emissioni di CO2 per il calcolo, che siano referendabili le eventuali modifiche e che la tassa base non superi i 200 franchi. Resta lontana la proposta del governo, che propone un massimo di 96 milioni e il calcolo del CO2 solo per i veicoli più inquinanti. «E per noi quello del Consiglio di Stato non può essere nemmeno considerato come un testo conforme all’iniziativa, perché noi chiediamo tutt’altro» tuona Dadò. I chiarimenti giuridici arriveranno venerdì, ma il presidente popolare democratico mette le mani avanti: «Il testo per essere conforme deve rispondere a quanto chiesto dall’iniziativa: il testo del Consiglio di Stato, da quel che si è potuto capire, non risponde o lo fa in modo molto diverso. È un controprogetto semmai, come successo con il Referendum finanziario obbligatorio».

Caprara (Plr): ‘Ci dicano dove andiamo a prendere i soldi’

Chi invece è quantomeno confortato dalla proposta del governo è Bixio Caprara (Plr), autore del rapporto commissionale teso a ‘sposare’ la formula e il montante del Consiglio di Stato: «Perlomeno ci avviciniamo o siamo su una linea che da parte mia può essere considerata accettabile», considera infatti il deputato liberale radicale. Che puntualizza: «Il tema di fondo è che tutti vogliamo abbassare questa imposta, la questione è come e quanto. Quello che propongono gli iniziativisti, 26 milioni, semplicemente oggi non è sostenibile, proponibile né accettabile». Muro contro muro? «Per avere soluzioni consensuali tutti dovrebbero fare un passo verso una soluzione condivisa... qualcuno è arroccato sulle sue posizioni ed evidentemente non rende il compito facile». Di più: «Bisognerebbe chiedere agli iniziativisti dove andrebbero a compensare queste mancate entrate, perché siamo in una situazione di deficit strutturale da parte dello Stato. E se diminuiamo le entrate il deficit aumenta ulteriormente: non è quello che hanno chiesto i cittadini votando il decreto sul contenimento della spesa il 15 maggio».

A stretto giro di posta arriva la replica di Dadò: «La domanda potrei formularla io: dove dovrebbero andare i cittadini a recuperare i soldi per sostenere i costi in continuo aumento?».

La ‘terza via’ di Ps e Verdi

A parlare espressamente di ‘terza via’, illustrando il terzo rapporto che verosimilmente andrà in Gran Consiglio nella seduta che comincerà lunedì 20 giugno, è la sinistra con Ps e Verdi. Proprio la coordinatrice ambientalista Samantha Bourgoin spiega che «si tratta di una terza via perché riteniamo che oltre che andare incontro alla popolazione riducendo l’imposta di circolazione, sarebbe opportuno fare un discorso più ampio e quindi andare incontro anche alla mobilità in generale: con una parte del gettito vorremmo sostenere gli abbonamenti Arcobaleno calmierandone il prezzo, e per farlo nel modo più efficiente possibile l’idea è diminuirne il prezzo non in maniera generalizzata ma mirata per il ceto medio promuovendo così una mobilità integrata, la riduzione dell’uso delle strade e una visione più virtuosa e trasversale della circolazione».

Il montante? «Deve essere ancora stabilito, ma sarà comunque inferiore a quello attuale» risponde il capogruppo socialista Ivo Durisch. Anche perché «c’è l’aspetto che non possiamo sottovalutare relativo alle finanze del Cantone che non sono messe benissimo, serve un’operazione sostenibile».

E adesso? Situazione e scenari

Dadò è chiaro. È sempre più probabile che i rapporti in Gran Consiglio saranno tre. Quello di maggioranza della Gestione, che riprende l’iniziativa ed è firmato da Dadò (Ppd) e Caverzasio (Lega), in aula sarà sostenuto ‘solo’ da Ppd, Lega e Udc. In caso di bocciatura del plenum, si passerà ai rapporti di minoranza, con una votazione eventuale tra i rapporti di Plr e Ps/Verdi. Se il vincitore, con delle convergenze, avrà una maggioranza andrà al voto popolare come controprogetto assieme al testo conforme all’iniziativa (rapporto Dadò/Caverzasio). Se nessuno dei due la troverà, al voto popolare andrà solo il rapporto Dadò/Caverzasio.

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Imposte di circolazione, ecco il compromesso del governo

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