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01.06.2022 - 19:31

Consumatori poco protetti dalla Listeria

Quattro stabilimenti controllati in Ticino non rispettavano tutte le norme di sicurezza

Insalate pronte, latticini, salumi. In questi e altri prodotti potrebbe nascondersi la Listeria monocytogenes, un batterio in grado di produrre sintomi anche molto gravi. Una campagna di controllo realizzata in Svizzera e nel Liechtenstein mostra che circa due terzi degli stabilimenti di produzione (precisamente il 65%) non hanno rispettato i requisiti dettati dalla legge. In Ticino ne sono stati controllati quattro tra maggio e agosto 2021. In tutti sono state rilevate delle non conformità, ci dice il dottor Nicola Forrer, direttore del Laboratorio cantonale. Come nel resto della Svizzera «si tratta principalmente di problemi legati all’igiene, alla pulizia degli impianti di produzione e al piano di campionamento. Quindi in generale all’autocontrollo». Si parla dunque delle misure che l’azienda mette in atto per evitare che il batterio sia presente nelle derrate che produce. In ogni caso «non sono stati rilevati casi gravi che hanno portato al divieto di produzione o al blocco di merce e non sono state fatte multe», indica il direttore del laboratorio.

Quattro ditte non possono essere rappresentative della situazione nel cantone, in quanto a rientrare in quelle potenzialmente a rischio Listeria sono molte di più. «Dovrei verificare il numero esatto, ma contando tutte le macellerie, i caseifici e gli stabilimenti che producono insalate pronte, siamo nella misura delle migliaia», stima Forrer.

Controlli regolari

Trattandosi di un batterio pericoloso, i laboratori cantonali ricercano comunque in modo regolare la Listeria negli alimenti ed effettuano delle monitoraggi sulle procedure di autocontrollo tramite frequenti ispezioni, ricorda Forrer. «Nelle aziende a rischio, come ad esempio nei caseifici, verifichiamo le procedure di autocontrollo, facciamo dei prelievi di prodotti e controlliamo la pulizia degli impianti con dei tamponi ambientali». Per quanto riguarda gli altri tipi di stabilimenti, le autorità competenti verificano le procedure di autocontrollo e fanno regolarmente dei prelievi di prodotti sul mercato per esaminare se il batterio è presente.

‘Scegliere bene le materie prime’

Ma come si fa concretamente a evitare che la Listeria contamini il cibo? «Un fattore importante è la scelta e la qualità della materia prima, perché spesso il batterio arriva da lì», spiega Forrer. «Sono fondamentali anche igiene, pulizia e, nel caso dei trattamenti termici, il raggiungimento della temperatura necessaria a disattivare l’agente patogeno». Ci sono poi tutte le misure per evitare la ricontaminazione, ovvero le procedure per pulire gli impianti e per verificare che essi siano igienizzati. Inoltre le aziende devono avere delle procedure da avviare nel caso si dovesse trovare il batterio durante un controllo. Come per esempio quelle per bloccare la vendita o eventualmente ritirare i prodotti dal mercato.

Conseguenze sulla salute da non sottovalutare

I pericoli per la salute in caso di listeriosi non sono da sottovalutare. «Si tratta di una malattia batterica che in persone sane può essere anche asintomatica o provocare disturbi lievi da gastroenterite», spiega il direttore del laboratorio. «In soggetti immunodepressi, anziani, neonati e donne incinte possono verificarsi invece sintomi più gravi, che in casi eccezionali conducono anche alla morte».

Una campagna per sensibilizzare le aziende produttrici

Il controllo realizzato a livello nazionale ha coinvolto 115 aziende alimentari e fa parte di una delle campagne dell’Associazione dei chimici cantonali svizzeri. «L’intento principale è di fotografare la situazione e sensibilizzare ulteriormente le imprese», indica Forrer. Si tratta dunque di ispezioni «improntate alla prevenzione. Non abbiamo verificato se i prodotti o i macchinari erano effettivamente contaminati. Ci siamo concentrati su cosa fa la ditta, nell’ambito del proprio controllo autonomo, per evitare la presenza di questo batterio».

A seguito dei controlli "i chimici cantonali hanno avviato misure per rimediare alle carenze riscontrate", scrive l’Associazione che segnala che in tre casi sono state inflitte multe.

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