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Ti-Press
27.05.2022 - 15:41
Aggiornamento: 30.05.2022 - 15:56

In piazza contro l’aumento delle spese militari

Il comitato di solidarietà Ucraina Ticino è contrario all’aumento del bilancio per la difesa e alla politica di avvicinamento alla Nato

Il comitato di solidarietà Ucraina Ticino, sostenuto da Mps, Verdi, Ps e Gioventù anticapitalista, scende in piazza contro l’aumento delle spese militari della Confederazione a 7 miliardi l’anno. Il presidio di protesta si terrà martedì 31 maggio prossimo alle 18 davanti al piazzale della stazione a Bellinzona.

"Prendendo a pretesto l’aggressione russa contro l’Ucraina, i partiti borghesi son partiti all’offensiva ed hanno ottenuto, in poco più di due mesi di guerra, quanto non osavano sperare fino al 24 febbraio: un aumento delle spese militari di due miliardi all’anno in modo da raggiungere ‘al minimo’ l’1% del Pil", si legge in una nota. Così ha già deciso il Consiglio nazionale, nei prossimi giorni la stessa mozione dovrebbe essere discussa dal Consiglio degli Stati. "Così, nel 2030, le spese militari dovrebbero passare dagli attuali 5,3 miliardi – non dimentichiamo che nel 2015 queste raggiungevano i 4,3 miliardi – a 7,3 miliardi. Somme astronomiche che, tuttavia, non rappresentano ancora tutta la realtà dei costi della difesa nazionale in Svizzera", si precisa nella nota dove si sottolinea che "uno studio pubblicato nel settembre scorso dal think tank liberale Avenir Suisse ricorda che il suo costo reale, già oggi, tenuto conto dei costi indiretti e indotti, è dell’ordine di 8,2 miliardi, mentre un rapporto del Ddps dell’estate del 2012 indicava che questi costi ‘nascosti’ aumentano del 25-30% il costo reale della difesa nazionale. Che ci costerà dunque più di 9 miliardi!".

Il comitato ricorda che anche l’emergenza climatica è ormai dimenticata. "E contro queste sfide, i soldi non li si trovano, come non si trovano quelli per rispondere ai bisogni sociali di una popolazione che subisce gli effetti indiretti ma tangibili della guerra, in particolar modo l’inflazione. Così come si trovano con difficoltà gli stanziamenti necessari per potersi preparare a una nuova possibile quanto probabile ondata di Covid il prossimo autunno".

"È ora di riprendere la mobilitazione contro tutto questo, contro lo sperpero di denaro pubblico, prima che ci impongano gli aerei da combattimento, l’aumento degli effettivi dell’esercito, la partecipazione alle missioni europee e l’adesione alla Nato: tutte decisioni che sicuramente ci verranno presentate come ‘misure preventive in difesa della patria’. Le stesse parole impiegate, pochi giorni fa, sulla Piazza Rossa, a Mosca", si conclude.

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