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17.02.2022 - 18:52

Modifica legge sui sentieri: ok dalla Fat, ma con riserva

Punto delicato, la questione mountain bike. ‘Il loro avvento è stato metabolizzato, ma la montagna non divenga un nuovo parco giochi’

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La nuova Capanna Efra, di proprietà della Sev

È "senza ostruzione alcuna", ma collocandosi "a una certa distanza dalle visioni proposte" che la Federazione alpinistica ticinese (Fat) si posiziona rispetto alla proposta di modifica della Legge sui percorsi pedonali e i sentieri escursionistici (Lcps) posta in consultazione dal Dipartimento del territorio. Oggetto di riserva è la questione delle mountain bike. Presentando la propria presa di posizione in una nota, la Fat sottolinea infatti che rimarrà vigile "sull’evoluzione della nuova finestra aperta a favore delle mountain bike", aspettando il riscontro "che permetterà di capire se si tratterà solo di una tendenza ‘modaiola’ oppure di un nuovo e vero modo di vivere la montagna sul lungo periodo".

Prima di entrare nel merito delle conclusioni, nello spiegare il suo coinvolgimento nella consultazione la Federazione premette che, nonostante le sezioni escursionistiche non siano proprietarie di sentieri, sono tuttavia vivamente interessate alla rete sentieristica poiché proprietarie di capanne alpine la cui raggiungibilità è possibile attraverso di essi. "Le sezioni escursionistiche sono perciò interessate a che la rete dei sentieri sia correttamente demarcata e mantenuta poiché, anche in base a questi importanti fattori, si gioca la sopravvivenza delle capanne alpine e dei rifugi e, non da ultimo, delle singole società che sono storicamente radicate sul territorio".

In generale, "l’avvento delle mountain bike è stato oramai metabolizzato e gli appassionati sono divenuti frequentatori regolari delle nostre strutture", sostiene la Federazione, aggiungendo che la regolamentazione delle presenze e la differenziazione dei diversi attori sui percorsi sentieristici era "inevitabile e attesa". Andando più nel particolare, la Fat si dice cosciente di come l’attuale possibilità di percorrenza dei sentieri in Ticino sia ampia e la futura differenziazione di sentieri dedicati "ridurrà la necessaria e forzata convivenza tra escursionisti e mountain bike". Poi ricorda che la presenza storica delle capanne e delle società escursionistiche "risale oramai a decenni prima che venisse istituzionalizzata la creazione di qualunque Ufficio deputato alla gestione della rete sentieristica a livello cantonale – specificando –: Sul territorio esistono sentieri che sono stati lasciati al loro destino; un patrimonio storico abbandonato, frutto di una razionalizzazione che ha visto la necessità di strutturare una rete sentieristica ‘forte’ nell’ottica della proposta di modifica cui si fa riferimento". Un patrimonio lasciato a sé stesso che però la Federazione crede "non debba essere dimenticato nel rispetto di tutti i sacrifici portati a compimento dai nostri antenati nel creare e percorrere quei sentieri che hanno permesso la costruzione delle capanne alpine, ergo, di quell’interesse forzatamente locale di un tempo che ha permesso di posare le basi per gli sviluppi odierni".

Esprimendosi al netto di tutto "genericamente in modo positivo" sui contenuti della modifica proposta, pur con la riserva citata, la Fat spiega di rispettare "evidentemente le scelte fatte dai singoli frequentatori della montagna al di là degli aspetti numerici di presenza tra pedoni e ciclisti e della loro competenza nella fruizione dei rispettivi percorsi", ma tiene a comunque a rimarcare che "la montagna non ha bisogno di noi, ma noi di lei". Pertanto "auspica che la montagna non divenga un nuovo parco giochi e che, a prescindere, venga sempre più infuso il rispetto che le è dovuto".

Infine la Federazione mette a disposizione le proprie competenze. "In questi ultimi anni, alcune delle sezioni aderenti alla Fat (e non solo) si sono impegnate – e si stanno impegnando – nella costruzione delle Vie Alte i cui percorsi sono perlopiù demarcati come tracce alpine (bianco-blu-bianco). Queste opere sono realizzate con la competenza tecnica che è anche patrimonio delle sezioni. In questo specifico ambito di ‘tracce alpine’, fondato sulla competenza e sulla conoscenza del territorio, la Fat intende profilarsi, chiedendo e volendo prestare la propria attiva consulenza all’istituzione".

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