eruzione-tonga-il-suono-dell-esplosione-anche-in-ticino
Meteo Svizzera
Immagine della violenta eruzione ripresa dal satellite Giapponese Himawari-8, elaborazione CIRA RAMMB
ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
6 ore

Una famiglia luganese vuole assumere Wonder Woman

Da un annuncio di lavoro innumerevoli richieste e requisiti per la ricerca di una ‘semplice’ baby sitter e collaboratrice domestica
Locarnese
6 ore

Venerdì in piazza a Cevio la proiezione di ‘Il legionario’

La serata gratuita nell’ambito della rassegna di cinema all’aperto per omaggiare i 75 anni del Locarno Film Festival si aprirà alle 21.30
Locarnese
7 ore

Calcio, musica latina e tanti sogni in tasca. Questo era Raùl

Il 19enne, coinvolto in un incidente in moto insieme a un amico sabato scorso a Maggia, è morto martedì sera. Il ricordo di chi gli ha voluto bene.
Locarnese
8 ore

Piazza Remo Rossi, che fine ha fatto la visione d’insieme?

Lo chiede al Municipio di Locarno il Gruppo Sinistra Unita attraverso un’interrogazione che punta i fari sulla progettazione degli spazi del centro urbano
Bellinzonese
8 ore

Lungo le mulattiere del Piottino con la Fondazione Dazio Grande

L’escursione è in programma per domenica 10 luglio
Grigioni
9 ore

Domani a Roveredo scatta il ‘Grin Festival’

Da giovedì 30 giugno a domenica 3 luglio si esibiranno artisti e band provenienti da tutto il mondo. In programma anche spettacoli teatrali e workshop
Mendrisiotto
9 ore

Lugano-Ambrì, sfida di pulizia in vetta al Monte Generoso

I giocatori delle due squadre di hockey si sono cimentate in un ‘Clean Up Derby’. Chi ha vinto? La sostenibilità
Locarnese
9 ore

Brissago multimediale, così ti rilancio l’immagine del paese

Due iniziative che poggiano sulle moderne tecnologie per consentire di rilanciare il territorio e le sue attività commerciali coinvolgendo le famiglie.
Luganese
9 ore

Arrivano le misure di sicurezza: filo spinato alla Foce

In vista della Conferenza internazionale sull’Ucraina che inizierà settimana prossima
Bellinzonese
10 ore

Biasca lanciata verso un futuro d’arte e cultura

Il Legislativo ha approvato i crediti per lo studio di fattibilità per il deposito di opere all’ex arsenale e per gli interventi a Casa Cavalier Pellanda
Ticino
10 ore

‘Io l’8 ogni giorno’ esprime solidarietà alle donne americane

Dopo la sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti, il collettivo femminista fa un’azione dimostrativa a Bellinzona: ‘Difendere i diritti delle donne’
Mendrisiotto
11 ore

Rotary Club Mendrisiotto, Matteo Quadranti presidente

Paola Brambillasca ha ceduto il testimone. Fil rouge del nuovo corso: “Mettersi in gioco, dare, ricevere, ricambiare: servire in amicizia”
laR
 
17.01.2022 - 20:10
Aggiornamento: 09.02.2022 - 09:56

Eruzione Tonga, il ‘suono’ dell’esplosione anche in Ticino

Non solo i barometri hanno registrato un’oscillazione importante, anche i sensori infrasuoni hanno captato le onde causate dal vulcano

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

“Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”. Sicuramente a molti, leggendo questa frase, saranno tornati in mente i momenti passati sui banchi di scuola quando, a fisica, il docente cercava di spiegare la teoria del caos.

Il principio per cui piccole variazioni nelle condizioni iniziali possono portare a grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

E quindi, un leggero spostamento d’aria può essere il punto d’inizio di un potente ciclone. Ma può essere vero anche il contrario: da un feroce tifone si può arrivare, man mano che ci si sposta, a un soffio di vento quasi impercettibile.

Un po’ come quanto successo sabato con l’eruzione del vulcano sottomarino di Tonga, la cui violenta esplosione ha generato un’onda d’urto così potente da espandersi in lungo e in largo per il globo, arrivando anche in Svizzera. Diversi barometri “rossocoraciati” (ma non solo) hanno infatti registrato un’oscillazione della pressione atmosferica abbastanza importante.

C’è onda e onda

Ma non solo i barometri hanno segnato un’alterazione dei flussi e pesi d’aria. Anche i sensori infrasonici, utilizzati in ambito astronomico, hanno captato delle vibrazioni, ma stavolta di tipo sonoro. A spiegarci meglio quanto accaduto un paio di giorni fa, il già professore di fisica, nonché astronomo amatoriale Stefano Sposetti.

«Come membro della Specola Solare Ticinese e della rete Fma, dispongo di un’attrezzatura a sensori infrasuono, che serve principalmente per osservare il passaggio delle meteore. In Svizzera ne abbiamo quattro. Due di questi si trovano in Ticino: uno a Locarno, appunto alla Specola e il secondo è qui, a casa mia - afferma il docente, che continua - Come funzionano? Il meccanismo è semplice: sono dei microfoni molto sensibili che riescono a captare suoni impercettibili. Si parla di microonde che viaggiano sotto i 20 hertz. Queste onde sonore vengono prodotte dai meteoriti di passaggio e attraversano la nostra atmosfera».

Ma come è possibile che un evento terrestre sia stato registrato da apparecchi che studiano fenomeni celesti?

«Perché le onde rimbalzano sulla Terra, esattamente come le loro “simili” di pressione, quelle che vengono percepite dai barometri. Mettendo a confronto i grafici (di barometri e sensori infrasuono) è impressionante constatare come due modi diversi di rilevare un fenomeno abbiano riportato valori molto simili».

Così lontani, così vicini

Un risultato questo che mostra l’unicità, quanto la potenza e violenza, di quanto successo nel Pacifico. Le onde d’urto e suono prodotte dall’esplosione hanno circumnavigato il globo, arrivando a toccare anche la nostra piccola Svizzera, distante ben 17300 km. Attorno alle otto di sera di sabato, le prime oscillazioni, che si sono protratte fino alle sette del mattino del giorno dopo.

«È molto interessante, poiché nel caso del suono, si vedono due “ondate”. La prima, in cui le vibrazioni sono rimbalzate dal Pacifico, al Polo Nord, per arrivare poi da noi. La seconda è arrivata facendo un viaggio opposto, dall’estremo Sud al continente europeo, con qualche ora di ritardo - cinque per la precisione - poiché il percorso è stato più lungo -, conferma entusiasta il docente, che conclude - Questo evento è stato straordinario. Non avevo mai visto una cosa del genere in cinque anni con queste apparecchiature. Certo, capita di percepire grandi esplosioni, come ad esempio quella di Beirut, nell’agosto del 2020. Ma così, mai».

La natura, per l’ennesima volta, ci mostra la sua potenza ricordandoci che, questo immenso pianeta tinto di blu, immenso, alla fine, non lo è mica tanto, se messo a confronto a grandi eventi. E che pure i confini, alla fine, non sono altro che un costrutto del nostro genere, segni tracciati dalla mano dell’uomo. Questo insegnamento sarebbe da applicare anche nella gestione dei cambiamenti climatici, senza confini di sorta.

Poiché, alla fine, anche il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano. Dall’altra parte del mondo.

Leggi anche:

Erutta un vulcano sottomarino, allarme tsunami da Tonga a Fiji

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
barometri eruzione onde specola stefano sposetti suono ticino tonga
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved