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Lardelli, oggi presidente della Camera di protezione
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05.10.2021 - 19:17
Aggiornamento: 22:24

Da pp a giudice: Franco Lardelli si ritira

A Palazzo di giustizia dal 1990, il magistrato ha rassegnato le dimissioni per la fine del maggio 2022. Si è occupato anche di indagini contro la mafia

Ha compiuto 65 anni il 24 settembre. Venerdì scorso ha scritto al Gran Consiglio, autorità di nomina dei magistrati, comunicando le proprie dimissioni per il 31 maggio 2022. Per legge potrebbe restare in carica fino a 70 anni, ma il giudice Franco Lardelli ha deciso di optare per la pensione, ritenendo che trentadue anni a Palazzo di giustizia possano bastare. Oltre trent’anni durante i quali è stato magistrato inquirente e giudicante, operando nel penale e nel civile. Dal 2013 è presidente, al Tribunale d’appello, della Camera di protezione, chiamata a deliberare sui ricorsi contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione, le Arp, e a esercitare su queste ultime la vigilanza. «Attualmente – afferma Lardelli, contattato dalla ‘Regione’ – svolgo un duplice compito: conduco la Camera di protezione, una Camera piuttosto impegnativa, e nel contempo partecipo ai lavori, nei quali sono stato coinvolto dal Dipartimento istituzioni e dal Consiglio di Stato, legati alla riforma delle autorità di protezione». Riforma che negli intendimenti del governo sancirà il passaggio dal vigente modello amministrativo a quello giudiziario, con la creazione delle Preture di protezione. «Certo, avrei potuto – riprende Lardelli – andare avanti fino a 70 anni. Ma a un dato momento è giusto farsi da parte e fare spazio a persone giovani. Detto questo, personalmente tengo moltissimo a che la riforma delle autorità di protezione vada in porto, attribuendo loro le risorse finanziarie e umane necessarie per rispondere adeguatamente alle esigenze di quella parte della popolazione che vive situazioni di profondo disagio».

L’inchiesta ‘Grave’ e le minacce di morte

Una lunga carriera in magistratura quella di Franco Lardelli, di area Ppd. A Palazzo di giustizia entra nel 1990, dopo essere stato designato dal Gran Consiglio giudice istruttore. «L’ultimo giudice istruttore nominato dal parlamento, prima dell’abolizione di questa funzione», ricorda. Poi l’elezione a procuratore pubblico: carica che ricopre dal 1993 e per dieci anni. In veste di inquirente coordina inchieste anche sulla criminalità organizzata, in particolare sulle ramificazioni della ’ndrangheta in Ticino. Come l’inchiesta ‘Grave’. Indagini, processi, collaborazioni con le autorità giudiziarie di altri Paesi. In quegli anni riceve pure minacce di morte. «Fa parte dell’attività di un inquirente», osserva serafico. Nel 1998 sempre come pp passa alla sezione di procuratori del Ministero pubblico dedita al perseguimento dei reati finanziari. Nel gennaio 2003 diventa giar, giudice dell’istruzione e dell’arresto. Nel settembre del 2004 comincia a operare al Tribunale d’appello, dopo la sua elezione a giudice (d’Appello). Inizia quale membro della prima Camera civile. Nel 2006 diventa membro della seconda Camera: contemporaneamente fa parte della Corte di cassazione e revisione penale. Nel 2011 entrano in vigore le nuove procedure, unificate sul piano federale, civile e penale: per due anni Lardelli è vicepresidente della neoistituita Corte di appello e di revisione penale. Nel gennaio 2013 assume la presidenza della Camera di protezione. Carica che ricopre tuttora unitamente a quella di presidente della Sezione di diritto civile del Tribunale d’appello.

Presidente dal 2013 della Camera di protezione

Ma Franco Lardelli si è occupato anche di diritto amministrativo. Dopo essere stato avvocato e notaio in un importante studio legale luganese, nel 1986 entra alle dipendenze dell’Amministrazione cantonale come giurista dell’allora Dipartimento dell’ambiente. «In quel periodo ho fra l’altro imparato a redigere testi di legge, per questo ho pure seguito un corso in Svizzera interna», racconta il magistrato. «Nella funzione di presidente della Camera di protezione – spiega Lardelli – applico diritto e procedura civile e procedura amministrativa, ma mi è tornata e mi torna utile anche la mia esperienza nel penale, avendo trattato come procuratore anche inchieste per abusi su minori. E le misure di protezione per i minori costituiscono una parte importante dell’attività che svolgo dal 2013».

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