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25.08.2021 - 17:060
Aggiornamento : 20:07

Bertoli: col Covid pass ‘problemi di non poco conto’

Il presidente del Consiglio di Stato teme le ricadute economiche, ma riconosce la mancanza di alternative se la campagna vaccinale non accelera

a cura de laRegione

«L’estensione del Covid pass ai luoghi pubblici al chiuso porrà problemi di non poco conto». Il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli non nasconde le sue preoccupazioni per «una misura che almeno nel breve termine potrebbe avere un impatto significativo sul risultato economico di molte attività. Per questo dovremo chiarire se il Consiglio federale prevede anche forme di indennizzo, in modo tale da trattare queste limitazioni alla stregua di un parziale lockdown». Resta inoltre da capire «come funzionerà l’eventuale verifica di possesso del pass prevista sul lavoro, un punto sul quale le indicazioni mi paiono ancora vaghe».

D’altro canto, Bertoli riconosce che «la richiesta del lasciapassare resta comunque di gran lunga preferibile a una serrata totale, da tutti i punti di vista». Quanto alle alternative, «dubito che ve ne siano di efficaci, se non un’accelerazione della campagna vaccinale». Ma allora perché non introdurre direttamente l’obbligo di vaccinarsi? «Neanche questa opzione risulta agevolmente praticabile», ribatte Bertoli: «Mi riesce difficile pensare che si possa costringere le persone che non vogliono a vaccinarsi e credo che la priorità vada data alla persuasione. Per fortuna i cittadini non agiscono solo quando sono obbligati a farlo».

Infine il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport saluta con favore l’esclusione delle università e delle scuole post-obbligatorie dalla lista dei luoghi sottoposti all’eventuale esibizione del pass, un’ipotesi caldeggiata nei giorni scorsi anche da alcuni esponenti di quel mondo: «Non credo si possa confondere l’accesso alla ristorazione, ma anche ahimè a teatri, musei e altri luoghi culturali, al diritto di formarsi che impone, pandemia permettendo, di garantire un accesso all’istruzione più libero possibile». Il Consiglio di Stato si confronterà sulle proposte nei prossimi giorni.

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