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Ti–Press
Ticino
07.08.2021 - 05:300
Aggiornamento : 14:01

La vaccinazione per ora non fa l'unanimità in governo

Gobbi: ‘Non la escludo’. De Rosa: ‘L’ho fatto per me stesso e per gli altri’

Vaccinazione sì, vaccinazione no. L’eterno dilemma per parte della popolazione si rivede anche nel governo ticinese. Non tutti i Consiglieri di Stato hanno infatti ancora scelto l’immunizzazione. «Pur avendo una vita sociale molto intensa, con contatti frequenti, non mi sono mai ammalato, così come non mi sono mai ammalato nei periodi di normale influenza», dice alla ‘Regione’ il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.  «Tuttavia non escludo di farmi vaccinare, quando riterrò che sarà opportuno e necessario farlo. Comunque – tiene a puntualizzare – attualmente mi faccio tamponare per partecipare ai vari eventi istituzionali o pubblici, come ad esempio il Festival». 

Abbiamo chiesto anche al direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta se ha deciso di immunizzarsi: «Sì, sono vaccinato. Si è trattato di una scelta condivisa con la mia famiglia, perché crediamo nella scienza e crediamo che questo sia il modo migliore per proteggere se stessi e il prossimo. Va precisato però che si tratta di una scelta personale, che resta tale anche per chi ricopre cariche pubbliche e di governo. Si deve quindi rispettare anche chi decide di non vaccinarsi o di attendere. Certo, un Consigliere di Stato o un’altra figura investita di una certa visibilità può contribuire con l’esempio a veicolare un messaggio utile alla salute pubblica, ma resta anzitutto una persona. Per questo io ho comunque scelto di non pubblicare immagini o messaggi al momento della vaccinazione, sui social o altrove». Per Vitta il discorso cambia quando si tratta di personale sanitario o persone a contatto con malati e categorie vulnerabili: «In quel caso probabilmente sarebbe opportuna una scelta di responsabilità vaccinandosi per non esporre il prossimo a rischi eccessivi».

Anche direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa dice di essersi vaccinato se stesso e gli altri, «per me stesso e per gli altri, soprattutto per proteggere le persone più fragili. Mi auguro che la campagna vaccinale possa ottenere i migliori risultati, perché sono fermamente convinto del fatto che proprio da essa dipenda la possibilità di una svolta nella lotta alla pandemia. Si tratta comunque di un risultato al quale puntiamo attraverso l’informazione e la sensibilizzazione, perché deve comunque trattarsi di una scelta libera e personale, per cui non pretendo certo di poter fungere da modello».

Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio, preferisce invece non esprimersi al riguardo: «È un tema sul quale non mi piace prendere posizione».

Il direttore del Dipartimento educazione, cultura e sport Manuele Bertoli si era al contrario esposto pubblicamente con un post sui social in occasione della prima dose di vaccino: “Questa è la strada da percorrere per uscire dallo stallo in cui ci troviamo e ritrovare progressivamente una nuova normalità. Invito anche voi, quando potrete, a farvi vaccinare: è un gesto semplice, utile a chi lo fa e utile al Ticino”, aveva scritto il presidente del Consiglio di Stato.

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