Venezia
0
Torino
0
1. tempo
(0-0)
LECHEMIA E./LOHOFF J.
0
GOLUBIC V./TEICHMANN J.
0
1 set
(2-1)
l-occupazione-ai-tempi-del-covid-male-ma-poteva-andare-peggio
Archivio Ti-Press
Ticino
30.06.2021 - 18:160

L'occupazione ai tempi del Covid: male, ma poteva andare peggio

Uno studio dell'Ustat fotografa la situazione del 2020. Gli occupati calano di 1'500 unità, gli inattivi aumentano di 4mila. Colpito soprattutto il turismo

È stata una bella botta, ma poteva andare peggio. È questo, in soldoni, il riassunto dell’analisi che l’Ufficio di statistica ha pubblicato in merito alla situazione del mercato del lavoro ticinese al tempo del Covid. Un’analisi che però, vuoi per la delicatezza della questione vuoi per le peculiarità del Ticino, è per forza di cose su più livello. Ma la base di partenza non può che essere rappresentata dai numeri: ebbene, nel 2020 “le persone occupate secondo il concetto interno - concetto che include anche chi non risiede in Svizzera ma vi lavora (i frontalieri, ndr.) - erano poco più di 232mila, in calo di oltre 1’500 unità rispetto alla media del 2019 (-0,7%)”. Analizzando la popolazione attiva e inattiva, si registra un aumento dell’inattività: in un anno, da 125mila persone si è saliti a 129mila. Un dato che va posto “in stretta relazione con le misure di contenimento della pandemia”. Insomma, “emerge un’immagine abbastanza chiara del mercato del lavoro da questa analisi, immagine non così cupa come ci si sarebbe potuti attendere vista l’entità della crisi a livello globale” si legge nello studio dell’Ustat. “Il mercato del lavoro cantonale era già in una fase stagnante e la crisi non h afatto altro che accentuare dei trend già in corso. Gli effetti sugli indicatori del mercato del lavoro, come anche i risultati del Pil che riportano un calo meno marcato di quanto previsto a inizio 2020, sono stati più contenuti anche grazie alle molte misure messe in atto dalla Confederazione”. Misure che prima o poi finiranno, e lì saran dolori.

Manco a dirlo, “il settore del turismo è stato tra i più toccati (...). Nello specifico del settore alberghiero, nel 2020, il numero di disoccupati iscritti è aumentato del 69%, mentre nella ristorazione del 45,4%”. Molto preoccupante anche la situazione del commercio al dettaglio.

Insomma, il Covid e le limitazioni imposte dalle autorità hanno colpito duramente il mercato del lavoro ticinese. Ipg Corona e indennità di lavoro ridotto per ora hanno attutito il colpo, ma per ora...

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved