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Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale
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21.04.2021 - 18:32
Aggiornamento: 19:19

Vaccini, in Ticino seconde dosi garantite

Per il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, l’appuntamento di chi ha già fatto la prima iniezione non è a rischio

Il consigliere federale Alain Berset è stato chiaro: senza un aumento significativo delle persone immunizzate al Covid-19 non sarà possibile pensare di tornare presto alla normalità. I primi allentamenti entrati in vigore lo scorso lunedì rimarranno tali almeno fino al 26 maggio. Intanto si fa affidamento sul prosieguo della campagna vaccinale che deve fare i conti con la consegna a singhiozzo dei preparati, per accelerare l’immunità di gregge. L’ultima, ordine di tempo, ad aver annunciato ritardi è stata Moderna.

A ogni modo, i ritardi annunciati negli scorsi giorni non dovrebbero avere ripercussioni sulla campagna in corso, almeno in Ticino. «Se le dilazioni delle consegne saranno nell’ordine di una settimana, non si avranno implicazioni sul programma in corso sia per quanto riguarda le vaccinazioni di prossimità – in fase di ultimazione in questi giorni –, sia per i centri cantonali», spiega il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, da noi contattato, il quale precisa che è stato confermato anche il programma di vaccinazione del personale sanitario iniziato questo lunedì. «Questo è stato possibile grazie alle riserve che abbiamo allestito in vista della seconda dose», continua Zanini che comunque mette le mani avanti: «È chiaro che se il ritardo dovesse protrarsi per lungo tempo, allora è chiaro che ci saranno delle conseguenze. È però prematuro per affermarlo oggi».

Quindi chi ha fatto la prima dose, pensiamo alle persone con malattie croniche, non deve temere per la seconda iniezione? «Il problema in Ticino non si pone perché le seconde dosi sono comunque garantite. Al momento della prima, si è già di fatto prenotati per la seconda. La richiesta di Berna ai Cantoni di ‘dimagrire’, come si dice, le riserve della seconda dose a favore delle persone che devono ancora fare la prima ha senso in prospettiva. Nell’immediato i preparati ci sono».

Da pochi giorni, inoltre, si è iniziato a vaccinare il personale sanitario. «È ancora presto per stilare un bilancio sulle adesioni. Un certo numero si è già annunciato ai vari centri. Altri verranno vaccinati direttamente nelle strutture in cui operano», specifica il farmacista cantonale il quale precisa che la definizione di operatore sanitario è quella prevista dalla Legge sanitaria cantonale. «In questa primissima fase invitiamo ad aderire alla vaccinazione tutti gli operatori sanitari che hanno un contatto fisico con i pazienti. Quindi sicuramente i medici, gli aiuto medico, chi lavora nei servizi di aiuto a domicilio, gli infermieri, i fisioterapisti, i dentisti, gli igienisti dentali, ma anche gli optometristi e i farmacisti», aggiunge Zanini. Ci sarà bisogno comunque di una certificazione che attesti il contatto con i pazienti. «Non sarà sufficiente il solo titolo professionale».

L’adesione, pur non essendoci dati precisi, è buona. Per quanto riguarda le fasce di età fino a oggi coinvolte, la percentuale di interesse è superiore al 75%, arrivando all’85% per gli over 80.

Alain Berset ha affermato ieri che il rapporto ‘costi/benefici’ della vaccinazione è “estremamente positivo per tutte le fasce d’età”. Campagna vaccinale in ritardo? Berset ha ricordato che fino alla fine dello scorso anno in questa sala non c’erano quasi domande sui vaccini. La Svizzera ha avuto il merito di essersi guadagnata l’accesso ai “due migliori vaccini che esistono e che sono arrivati per primi sul mercato”. E ha aggiunto: “È anche un atto di solidarietà farsi vaccinare”.

Non c’è modo di saltare la fila

Le autorità cantonali hanno raccolto diverse segnalazioni di cittadini a cui è stato recapitato un messaggio sul proprio cellulare con un link diretto alla piattaforma di registrazione per la vaccinazione, indipendentemente dall’età e dall’appartenenza a una categoria che attualmente ha accesso alla campagna vaccinale. Tuttavia, chiarisce il Dipartimento sanità e socialità (Dss) “questa procedura è sconsigliata e non porta in ogni caso all’ottenimento di un appuntamento per le persone che attualmente non ne hanno diritto”.

Le registrazioni che violano i criteri di iscrizione, espressamente dichiarati sulla pagina web del Cantone vengono eliminate dal sistema. Dal Dss raccomandano quindi di seguire le indicazioni e di non procedere con questa modalità che, oltre a non fornire alcun vantaggio al cittadino, produce un maggior carico di lavoro alle autorità.

L’unica procedura corretta per annunciarsi per la vaccinazione è quella tramite la pagina cantonale www.ti.ch/vaccinazione. Bisogna verificare di appartenere a una delle categorie per le quali la vaccinazione è aperta e, solo in quel caso, procedere all’iscrizione tramite la pagina dedicata alla prenotazione online. Le persone vengono dapprima registrate e, non appena è disponibile, ricevono l’appuntamento per la vaccinazione.

“Prima di procedere alla registrazione – scrive il Dss in una nota – è necessario auto certificare di appartenere a una delle categorie che attualmente hanno diritto a mettersi in lista di attesa per la vaccinazione. Al momento possono iscriversi le persone con 65 anni (compiuti) o più, le persone con malattie croniche ad alto rischio e il personale sanitario a contatto diretto con i pazienti”. 

“Nel caso in cui una persona dovesse accedere aggirando il sistema senza compilare l’autocertificazione – conclude il comunicato –, non riceverà in ogni caso un appuntamento e la sua registrazione verrà successivamente cancellata”.

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