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15.03.2021 - 17:560
Aggiornamento : 18:18

'Da Berna messaggi non lineari e disorientanti'

Il Consiglio di Stato prende posizione sulle misure poste in consultazione dal Consiglio federale non mancando di lesinare critiche e proporre modifiche

"I messaggi del Consiglio federale appaiono non lineari e per certi versi disorientanti". Così esordisce criticamente il Consiglio di Stato nella risposta data oggi circa le misure poste in consultazione dal Consiglio federale riguardo i prossimi allentamenti delle misure di protezione dal coronavirus.

L'esecutivo ticinese, come già evidenziato dal presidente Norman Gobbi, punta l'accento sulle aspettative "inevitabilmente" create negli operatori economici interessati dalle misure a fronte, però, di una terza ondata che, in base a numerosi elementi, sembra ormai iniziata. Elementi secondo i quali il Consiglio di Stato ritiene "indicato rinunciare a ulteriori alleggerimenti oltre a quanto era già stato prospettato a inizio mese" e indispensabile procedere con estrema prudenza, considerato che in Ticino la crescita dei nuovi contagi è costante da alcune settimane, presumibilmente a causa della diffusione delle nuove varianti.

Le considerazioni del Consiglio di Stato

Per quanto attiene le manifestazioni, il Consiglio di Stato "prende atto positivamente della revoca del divieto di principio, sostituito dal limite di 15 partecipanti" e definisce  "benvenuto" anche il limite di 50 spettatori, soprattutto per gli eventi culturali, e il ritorno al limite di 10 persone per le manifestazioni private. Perplessità invece sull'apertura agli eventi con 150 persone anche se all'esterno, allentamento che il governo ticinese ritiene per contro non opportuno e "prematuro"

Riguardo la formazione, il Consiglio di Stato approva il ritorno all'insegnamento in presenza a livello terziario, proponendo però, anzichè il limite assoluto di 15 persone, il limite di capienza dei locali esteso fino al 50% dei posti abituali.

Terrazze aperte: probabile disparità, ma opportunità per ripartire

Per quanto riguarda uno dei temi più controversi, ovvero la riapertura delle sole terrazze per la ristorazione, il Consiglio di Stato riconosce che tale proposta "aveva già raccolto un certo scetticismo nell’ultima consultazione, soprattutto per la disparità fra esercizi pubblici che sono dotati di spazi esterni e quelli che ne sono privi". Tuttavia, sottolinea l'esecutivo, tale allentamento potrebbe costituire "un’opportunità per una prima limitata partenza del settore, e risponde anche alla forte aspettativa di ritorno alla normalità da parte della popolazione".

Torna ancora una volta, inoltre, la richiesta a Berna perchè rafforzi i controlli di frontiera. Ciò anche in seguito al passaggio in zona rossa delle regioni italiane limitrofe, che, se da una parte, con la chiusura di bar e ristoranti risolve momentaneamente il problema delle differenti regolamentazioni ai due lati del confine, dall'altro, dato l'inasprimento delle restrizione italiane, si potrebbe verificare "un afflusso ancor più importante di cittadini italiani sul nostro territorio per ragioni di svago e non solo professionali".

No del Consiglio di Stato, infine, alle proposte di eccezioni alla quarantena per chi si sottopone a test regolari e per le persone vaccinate, in quanto "prive di evidenze scientifiche".

“La situazione rimane fragile”, conclude il Consiglio di Stato,“e occorrerà monitorare attentamente l’evoluzione epidemiologica per seguire l’impatto che queste eventuali nuove disposizioni avranno nelle prossime settimane. Si invita la popolazione a continuare a seguire le raccomandazioni e le misure di protezione in vigore, utili a contenere la diffusione del virus”.

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