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05.03.2021 - 18:58

La sicurezza informatica al tempo della pandemia

Primo anno di attività della campagna di prevenzione ‘Cyber sicuro’. I criminali ‘entrano in casa’ in un altro modo

L’anno della pandemia di coronavirus ha cambiato le abitudini di lavoro, di studio e di consumo di tante persone. Gli strumenti informatici, già presenti nella vita di tutti i giorni sono diventati ancora più pervasivi. Per questa ragione l’attenzione alla sicurezza, o meglio alla ’cybersicurezza’. E a un anno dal lancio della campagna, il Gruppo di lavoro strategico Cyber sicuro ha stilato il bilancio del primo anno di attività dell’omonima campagna di prevenzione, presentata e avviata ufficialmente il 21 febbraio 2020. E il Gruppo di lavoro “ha subito dovuto confrontarsi con sfide inedite, adattandosi con rapidità ed efficacia a un contesto mutevole di interazioni professionali, formative e private sempre più digitali”, è stato affermato durante la conferenza stampa.

È stata in particolare la crisi legata al coronavirus a influenzare la campagna di prevenzione, sottolineando ulteriormente «quanto la sicurezza nella sfera digitale acquisisca sempre maggiore importanza, soprattutto a seguito dell’incremento del telelavoro e delle nuove modalità di didattica a distanza, rispettivamente per la diffusione di nuovi strumenti di lavoro e comunicazione quali le videoconferenze», ha affermato il presidente del consiglio di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. In particolare, ha sottolineato Gobbi, la collaborazione tra Dipartimenti (Istituzioni, Dfe, Decs) si è rivelata fondamentale e vincente».

Un dato che è emerso durante la conferenza stampa è che in soli 20 casi di abusi denunciati, i danni ad aziende del territorio sono state pari a 3 milioni di franchi. Questo per dire che i dati informatici sono preziosi. Il capitano Orlando Gnosca, responsabile per i reati informatici in seno alla polizia cantonale ha confermato che la criminalità punta sempre più su questi ’territori’ per lucrare. «I furti nelle case sono fortemente diminuiti nell’ultimo anno, ma i ladri si sono spostati online», ha affermato. La statistica per quanto riguarda i reati penali verrà resa nota però solo dopo la metà di marzo.

Per quanto riguarda l’amministrazione cantonale, il passaggio al telelavoro ha funzionato. I collaboratori sono stati sensibilizzati per quanto riguarda il fenomeno del phishing (furto dei dati, ndr). Ed è proprio sull’informazione e la responsabilità personale che bisogna puntare per evitare brutte sorprese online. Su questo aspetto si è concentrato Alessandro Trivilini, del Servizio informatico forense della Supsi. 

La quarta campagna di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni – dopo Strade sicure, Montagne sicure e Acque sicure – ha saputo raccogliere queste sfide effettuando attività di analisi, informazione e prevenzione puntuale per cittadini e aziende, organizzando inoltre webinar concernenti temi d’attualità senza tuttavia rinunciare – quando possibile – all’organizzazione di conferenze (in presenza) di alto profilo con relatori d’eccezione a livello nazionale, tra cui il Delegato federale alla cybersicurezza Florian Schütz (giunto per la prima volta in Ticino) e il Delegato della Confederazione e dei Cantoni per la Rete integrata Svizzera per la sicurezza André Duvillard. «Appuntamenti importanti, questi ultimi, e di riferimento per quanto riguarda l’italianità svizzera», ha precisato Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento delle istituzioni. 

L’anno attualmente in corso non sarà meno ricco di sfide per il Gruppo di lavoro strategico, con particolare riferimento alla Legge federale sulla protezione dei dati (Lpd) a proposito della quale verranno organizzati diversi eventi (sia online che in presenza) per informare sull’impatto che la stessa avrà per la popolazione e per diversi settori professionali; d’altro canto proseguirà il monitoraggio dell’evoluzione delle tendenze in ambito di cybercriminalità e cybersicurezza, coinvolgendo infine sempre maggiormente gli enti locali per sensibilizzarli sull’importanza di questo settore. Ulterioriori informazioni sulal prevenzione svizzera della criminalità si possono trovare sul sito www.skppsc.ch mentre per segnalare si invita a usare il sito www.ncsc.admin.ch del Centro nazionale per la cybersicurezza.

 

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