ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
19 min

Lugano, alle porte il XV open scacchistico internazionale

Appuntamento a Villa Sassa venerdì per la quindicesima edizione con partecipanti provenienti da almeno sei nazioni. Montepremi: 8’000 franchi
Locarnese
20 min

Cosa farà la Ses per abbassare i prezzi dell’elettricità?

Lo chiede, unitamente ad altri interrogativi, al Municipio di Locarno (azionista dell’azienda elettrica) il gruppo in Consiglio comunale Sinistra Unita
Locarnese
1 ora

Locarno, prevenzione dei tumori al seno

L’Associazione Triangolo organizza il 6 ottobre un incontro informativo sulla malattia con possibilità di dialogo con il pubblico
Mendrisiotto
2 ore

Mercato d’anniversario a Mendrisio per Slow Food Ticino

L’associazione festeggia i suoi primi 35 anni di vita in piazza del Ponte, tra prodotti da difendere e un’etica del cibo
Locarnese
2 ore

Pedemonte, in due frazioni si abbassa il limite di velocità

Negli abitati di Cavigliano e Verscio presto si circolerà a 30km/h. La misura consentirà di ridurre i rischi d’incidente e meglio tutelare i pedoni
Bellinzonese
2 ore

Incidente prima dell’alba, effetto domino sul traffico ticinese

Solo danni materiali per un’auto finita contro il guardrail, ma la rimozione dei detriti sta ancora causando notevoli disagi in direzione nord
Ticino
3 ore

Orari, si va verso negozi più aperti

Chiusura posticipata e deroga per i commerci nelle località turistiche: la maggioranza commissionale con la proposta del Plr. Ma c’è aria di referendum
02.03.2021 - 20:18
Aggiornamento: 03.03.2021 - 12:07

Aiuti alla stampa, per il governo bastano quelli di Berna

Secondo il Consiglio di Stato la mozione Jelmini ‘per un’informazione a km 0’ sarebbe di fatto evasa. Delusa l’Associazione ticinese dei giornalisti

di Generoso Chiaradonna
aiuti-alla-stampa-per-il-governo-bastano-quelli-di-berna
(archivio Ti-Press)

“Viste le specifiche misure messe in campo nell’ambito della Legge Covid-19 nonché le evoluzione del dibattito in corso alle Camere federali (il Nazionale ha deciso un credito di 150 milioni di franchi l’anno, per i prossimi cinque anni, a favore di stampa, tv, radio e siti web, ndr), vi invitiamo a ritenere la mozione in oggetto evasa”. Sono le conclusioni del Consiglio di Stato al rapporto sulla mozione presentata da Lorenzo Jelmini (Ppd), primo firmatario e appoggiata da Tatiana Lurati Grassi (Ps); Marco Noi (verdi); Amanda Rückert (Lega) e Alessandro Speziali (Plr) lo scorso anno e che chiedeva ‘un sostegno ai media locali: per un’informazione a km 0’. La mozione partiva da iniziative analoghe attuate nel Canton Vaud da parte del governo locale e da proposte simili nel Canton Berna. La mozione era stata presentata poco prima che scoppiasse la pandemia e che ha complicato ancora di più le cose. Di fatto il Consiglio di Stato si rimette a quanto decideranno le Camere federali. L’unica concessione è l’invito da parte del governo agli enti pubblici e parapubblici a privilegiare la stampa locale (cartacea e online) per quanto riguarda le inserzioni pubblicitarie e di lavoro. Richiesta giunta lo scorso ottobre da parte dell’associazione Stampa Svizzera.

L’Associazione ticinese dei giornalisti (Atg-Impressum) non è soddisfata della posizione del Consiglio di Stato. “La mozione Jelmini e cofirmatari era stata presentata prima dello scoppio della pandemia e che chiedeva di alle autorità ticinesi di sostenere la stampa locale così come fanno fatto nel recente passato altri cantoni, come Vaud, Friburgo e Berna”, afferma Roberto Porta, presidente dell’Atg citato in una nota. Già prima della pandemia la stampa soffriva di un’importante perdita di introiti pubblicitari. “Da parte dell’Atg c’è delusione nel costatare che il governo ticinese rifiuta di fatto di entrare in materia, facendo leva sugli aiuti federali”. “Questo significa - si continua – sopravvalutare la portata di quegli stessi aiuti, certamente utili ma minimi rispetto ai bisogni reali del settore”. Per questo l’Atg si “sarebbe perlomeno aspettata che il governo ticinese decidesse di valutare l’opzione di un suo contributo, come del resto ha deciso di fare in favore di altri settore del tessuto economico locale”.

La parola il rapporto e la relativa mozione verranno ora attribuite a una commissione del Gran Consiglio. Sarà quindi il parlamento a decidere in ultima istanza il destino di questo atto che il “il governo ha deciso purtroppo di cestinare”, conclude l’Atg.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved