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23.02.2021 - 19:420
Aggiornamento : 20:07

Casse malati, Berna: ‘Non dare seguito alle iniziative’

De Rosa: ‘È un segnale molto negativo’. Si chiede un maggior coinvolgimento dei Cantoni nella procedura di approvazione dei premi

Frenare l’aumento dei premi di cassa malati intervenendo sulla Legge federale sulla vigilanza sull’assicurazione malattie (LVAMal). Questo l’obiettivo delle tre iniziative cantonali proposte nel 2019 dal governo ticinese. Durante la riunione di lunedì, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati ha proposto di non dare seguito alle iniziative cantonali che chiedono un maggior coinvolgimento dei Cantoni nella procedura di approvazione dei premi di cassa malati. Fra queste una delle tre proposte del Canton Ticino che chiedeva di “rafforzare, tramite informazioni complete, la partecipazione dei Cantoni affinché possano elaborare una presa di posizione pertinente in occasione della procedura di approvazione dei premi di cassa malati”. Le altre iniziative analoghe sono state presentate dai Cantoni Ginevra, Giura, Friburgo e Neuchâtel.

Sulle altre iniziative si discuterà durante una prossima seduta

«Che la strada fosse in salita lo sapevamo già, però bisogna tenere conto che due iniziative sono state ritenute interessanti e si è deciso di approfondirle», afferma il direttore del Dipartimento sanità e socialità (Dss) Raffaele De Rosa interpellato da ‘laRegione’. Infatti riguardo alle “complesse questioni relative alla riduzione delle riserve e alla compensazione dei premi”, fra cui le iniziative ticinesi ‘Per riserve eque e adeguate’ e ‘Per premi conformi ai costi’, la Commissione ha annunciato che discuterà ancora prossimamente. Questo “dopo aver sentito i rappresentanti dei Cantoni, degli assicuratori e degli assicurati e dopo la consultazione relativa alla modifica di ordinanza”, si legge nel comunicato. Riguardo alla proposta della Commissione di non dare seguito all’iniziativa ‘Più forza ai Cantoni’: «È un segnale molto negativo perché già diversi Cantoni non partecipano più a questo esercizio di vigilanza che viene ritenuto oramai completamente superato dagli eventi. Non si ottengono più tutte le informazioni necessarie per potersi esprimere», dice De Rosa che aggiunge: «Le competenze che il Canton Ticino aveva sviluppato nella verifica sia dei costi, sia delle proposte di premio, hanno permesso di risparmiare circa una ventina di milioni tra il 2012 e il 2020».

‘Bisogna tornare alla carica’

«Non è finita qui – sottolinea De Rosa –, questa è la prima proposta. Si tratta di vedere cosa succederà nell’altra Commissione. Questa presa di posizione ci dà però la dimensione di quanto non ci si renda conto che i Cantoni hanno un ruolo di vigilanza. Verificare l’operato delle casse malati non è solo un diritto dei Cantoni ma anche un dovere. È importante ricordare che questi ultimi sono grandi contributori a livello nazionale, con 2,1 miliardi circa di pagamenti di sussidi per i premi di cassa malati. Questo è un ulteriore elemento che mi fa dire che bisognerà tornare alla carica per convincere il parlamento ad accogliere, o per lo meno a modificare, questa decisione di non entrata in materia. Il ruolo dei Cantoni deve tornare forte come era prima e non annacquato come lo è adesso».

La Commissione ha inoltre proposto di respingere la mozione depositata nel 2019 dall’allora consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi (Ppd), che chiedeva di “reintrodurre il diritto dei Cantoni di accedere ai dati contabili degli assicuratori per il calcolo dei premi e di esprimersi in proposito”. Nella nota della Commissione si legge anche: “All’inizio del 2020 le riserve degli assicuratori ammontavano a 11,3 miliardi di franchi, un importo che corrisponde al doppio di quelle previste per legge. In considerazione dell’aumento delle riserve e dell’incremento dell’onere dei premi, i Cantoni di Ginevra, Giura, Friburgo, Neuchâtel e Ticino hanno presentato iniziative cantonali tese a modificare la legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie in modo da obbligare gli assicuratori a ridurre le riserve eccessive e a compensare a posteriori i premi sovrastimati. Oggigiorno queste misure sono volontarie; il Consiglio federale prevede tuttavia di rafforzare gli incentivi mediante una modifica di ordinanza”.

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