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24.11.2020 - 06:000
Aggiornamento : 16:38

Nomina pp, ancora fumata nera in commissione

La 'Giustizia e diritti' intende però rispettare i termini. Il governo: se del caso il parlamento ci indichi i supplenti da designare e per quanto tempo

Fumata nera. La commissione parlamentare ’Giustizia e diritti’ non ha ancora formalizzato, all’attenzione del plenum del Gran Consiglio, le proposte di elezione dei procuratori in relazione al rinnovo delle cariche in seno al Ministero pubblico per il periodo 1° gennaio 2021/31 dicembre 2030. Non lo ha fatto neppure nella riunione di ieri mattina. Il rapporto commissionale stenta insomma a vedere la luce. D’altronde quella in corso è una procedura di rinnovo assai travagliata, contraddistinta da polemiche e rivelazioni in seguito al preavviso negativo formulato dal Consiglio della magistratura - con valutazioni dai toni insolitamente duri e, come abbiamo appreso di recente, con qualche pasticcio a livello statistico - alla rielezione di ben cinque pp, ovvero di un quarto degli inquirenti della Procura. La commissione, fa sapere la stessa ’Giustizia e diritti’, si ritroverà lunedì 30. Tuttavia la scadenza dei mandati al Ministero pubblico si avvicina: fine dicembre. Per il legislativo cantonale l’ultima seduta utile per nominare venti pp e un procuratore generale (candidato unico è l’uscente Andrea Pagani) è quella che si aprirà lunedì 14 dicembre (e che chiuderà il 2020 parlamentare). Termine che la commissione intende rispettare.

Una volontà che la ’Giustizia e diritti’ ha manifestato agli inizi del mese in una lettera al Consiglio di Stato: “Nonostante le vicende che hanno segnato questa procedura nelle scorse settimane, l’obiettivo della commissione resta” quello di “sottoscrivere il rapporto (con le relative proposte di elezione, ndr) in tempo utile perché sia trattato al più tardi nella sessione parlamentare di dicembre, nel rispetto della scadenza dei mandati al 31 dicembre 2020”. Ciò premesso, e siamo al motivo della missiva datata 4 novembre, la ’Giustizia e diritti’ chiedeva al governo “di valutare se vi sia una ’soluzione d’estrema emergenza’ da adottare affinché sia comunque garantito il funzionamento del Ministero pubblico e della giustizia ticinese in generale anche a partire dal 1° gennaio 2021". La ’soluzione d’estrema emergenza’? La risposta del Consiglio di Stato alla ’Giustizia e diritti’ è dell'11 novembre. “La sola via percorribile in una situazione d’urgenza come quella evocata dalla vostra missiva è quella - a voi nota - disposta dall’articolo 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (Log)". Questa norma, ricorda il governo, “prevede difatti che in caso di vacanza di qualsiasi seggio giudiziario - come potrebbe essere il caso a partire dal 1° gennaio 2021, in assenza di elezione a dicembre dei venti procuratori pubblici - il governo può designare dei supplenti con il compito di ricoprire la funzione fino alla sostituzione degli stessi”. Qualora “dovesse palesarsi” questa situazione, il Consiglio di Stato, “ai fini del buon funzionamento della giustizia penale, dovrà procedere alla designazione di venti procuratori pubblici supplenti ex art. 24 Log, in maniera tale da garantire la continuità dell’attività del Ministero pubblico fino all’entrata in carica dei magistrati eletti”. Se si renderà necessaria la nomina governativa, il Consiglio di Stato “chiede che il parlamento dia chiare indicazioni circa i nominativi dei venti procuratori pubblici supplenti da designare nonché le tempistiche di supplenza auspicate”. Ma, come scritto, la commissione ’Giustizia e diritti” intende procedere affinché sia il Gran Consiglio a nominare i magistrati e non l’Esecutivo. E allora non rimane che attendere la riunione commissionale del 30 novembre.

Non luogo a procedere per il giudice Ermani

Ieri pomeriggio intanto il procuratore generale sostituto Andrea Maria Balerna ha fatto sapere “di avere emanato una formale decisione di non luogo a procedere a seguito della segnalazione del deputato al Gran Consiglio Matteo Pronzini, a nome del gruppo Mps-Pop-Indipendenti, per ’possibile reato penale da parte del presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani’ " a proposito del messaggio inviato via WhatsApp in agosto dal giudice Ermani al pg Pagani. Ermani si esprimeva su una vicecancelliera del Tribunale, candidatasi a pp, dopo la sua audizione davanti alla Commissione di esperti: “Pare sia andata bene. Se me la rubi trattamela bene. Se no ricomincio a parlare male di voi”, ossia del Ministero pubblico. La segnalazione di Pronzini, giunta “il 30 ottobre” in Procura, “non ha aggiunto nulla a quanto già di pubblico dominio, e dunque già noto anche al Ministero pubblico, dai primi giorni di ottobre”, annota Balerna: “Svolti gli accertamenti preliminari, è stata formalmente accertata la non rilevanza penale del fatto in questione”. Sorge una domanda: come mai, per ragioni di opportunità, la segnalazione non è stata trattata da un ’esterno’ al Palazzo di giustizia, da un procuratore straordinario?

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