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02.09.2020 - 16:11
Aggiornamento: 03.09.2020 - 08:38

Marco Chiesa: 'Si è fatta chiarezza'

Così il consigliere agli Stati Udc dopo la sentenza del Tribunale federale. Marina Carobbio: 'Sempre avuto fiducia nelle istituzioni'

«È una decisione che riporta serenità e fiducia nei confronti delle istituzioni democratiche del nostro Paese», afferma un soddisfatto Marco Chiesa da noi contattato. «Mi fa piacere che i cittadini possano contare sulla serietà e la credibilità della nostra democrazia di cui non ho mai avuto dubbi», continua ancora il consigliere agli Stati ticinese. «Quella del ricorso contro l'esito e le procedure di organizzazione di un'elezione - sia essa nazionale, cantonale o comunale - è una possibilità prevista dalla legge. Ora gli eventuali dubbi sono stati chiariti dal Tribunale federale che ha confermato la bontà dell'esito elettorale dello scorso 17 novembre», conclude Chiesa.

Marina Carobbio: 'Ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni'

Soddisfazione anche in casa socialista. Attraverso un comunicato stampa a firma dei due copresidenti Laura Riget e Fabrizio Sirica, Marina Carobbio commenta così la notizia: “Questa decisione fa chiarezza e mi permette di portare avanti con serenità il lavoro politico che ho iniziato al Consiglio degli Stati, oggi più che mai importante per il Canton Ticino che è confrontato con una crisi che avrà purtroppo conseguenze negative per la popolazione e in particolare per il ceto medio e medio-basso, crisi alla quale si deve rispondere con misure adeguate. Ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni e questa sentenza lo conferma”.

Il Consiglio di Stato è soddisfatto

Non si è fatto attendere il commento del Consiglio di Stato ticinese: "Il Tribunale federale è stato chiamato a esprimersi su due ricorsi, presentanti da un cittadino ticinese, che contestavano l’esito del turno di ballottaggio per l’elezione dei deputati al Consiglio degli Stati del 17 novembre 2019. Il primo ricorso riguardava il verbale di accertamento dei risultati della votazione; il secondo, invece, contestava la sentenza con la quale il Tribunale cantonale amministrativo, il 3 giugno 2020, aveva giudicato corretto l’esito dell’elezione. Nelle proprie motivazioni, il Tribunale federale conferma la sentenza sottolineando l’accurata e scrupolosa valutazione dei fatti", si legge in una nota.

"Il Consiglio di Stato - si conclude - prende atto con soddisfazione della decisione, che conferma definitivamente la correttezza dei risultati".

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