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Il progetto è pronto ©Ti-Press
05.02.2020 - 11:11

Ex funzionario, pronto il mandato per Cpi a 7 membri

È pronta la bozza di mandato per la futura Commissione d’inchiesta, in cui siederà anche un rappresentante dei partiti che non fanno gruppo

La bozza di mandato c’è. È quella, qualora dovesse essere istituita dal plenum del Gran Consiglio, per la futura Commissione parlamentare d’inchiesta (Cpi) sul caso dell’ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità condannato per coazione sessuale, caso giudiziariamente pendente in Appello dopo il ricorso dell’imputato, ovvero sugli eventuali silenzi all’interno dell’Amministrazione quando alcune delle vittime segnalarono i fatti o una parte di essi, avvenuti oltre quindici anni fa, al centro del processo celebratosi nel gennaio 2019.

La bozza di mandato è stata approntata dalla sottocommissione parlamentare ‘Finanze’, presieduta dal leghista Michele Guerra e discussa, sempre ieri mattina, dalla commissione della Gestione. Sul documento si pronunceranno ora i gruppi parlamentari: hanno tempo due settimane per esprimersi e suggerire eventuali modifiche al progetto di mandato. Quest’ultimo elenca una serie di quesiti/compiti ai quali la Cpi dovrebbe rispondere.

Richiesta interpartitica per una Commissione d'inchiesta

Tra cui quelli contenuti nella richiesta di dar vita alla Commissione d’inchiesta avanzata nei mesi scorsi, nero su bianco, dai granconsiglieri Fiorenzo Dadò (Ppd), Boris Bignasca (Lega), Marco Bertoli (Plr), Tamara Merlo (Più Donne), Lara Filippini (Udc), Claudia Crivelli Barella (Verdi) e Matteo Pronzini (Mps): la verifica delle responsabilità politiche e operative dell’allora Consiglio di Stato, dei funzionari dirigenti e dei servizi competenti coinvolti a vario titolo nella gestione del settore della politica giovanile; la verifica di azioni o omissioni non conformi alle prescrizioni legali, alla prassi o alle direttive interne; la valutazione delle misure allora adottate e quelle eventualmente da adottare per evitare il ripetersi di casi simili.

Nella bozza di rapporto la Gestione propone di stanziare, come riferito dalla Rsi, un credito di 100mila franchi a favore della Cpi per le sue spese. C’è di più. La Commissione d’inchiesta dovrebbe essere formata da sette membri: dunque non solo da sei rappresentanti degli attuali gruppi parlamentari, ma anche da un/a deputato/a in rappresentanza dei tre schieramenti che oggi in Gran Consiglio non fanno gruppo e cioè Più Donne, Partito comunista e Movimento per il socialismo.

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