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02.09.2019 - 06:20
Aggiornamento: 10.10.2019 - 08:48
di Francesca Camponovo

Turismo in Ticino, un’estate promettente

Luglio ‘generalmente positivo’ per Hotelleriesuisse. In aumento i visitatori dagli Usa

Con l’inizio delle scuole, l’estate sta definitivamente giungendo al termine. Il tunnel del Gottardo potrà allora concedersi un po’ di respiro, ad Ascona si tornerà ad ordinare il gelato in italiano e, per qualche tempo, non saremo più bombardati da foto e video sui social che immortalano tuffi stratosferici in Val Verzasca e Valle Maggia. Il turismo ogni anno sembra essere una scommessa dipendente da molteplici fattori, come ad esempio il tempo meteorologico, la promozione della regione sia in Svizzera sia a livello internazionale, la qualità degli eventi proposti. Una cosa è certa: per il Ticino, il turismo è fondamentale. Fra i tanti benefici, permette di creare sviluppo e posti di lavoro, contribuisce a plasmare il territorio in cui viviamo e ne incentiva la valorizzazione. Il periodo più fortunato legato a quest’aspetto è sicuramente quello della bella stagione, che spazia da inizio giugno a fine settembre.

Ed è possibile, essendo ormai finito agosto, tracciare un primo bilancio? «Per quanto riguarda il mese di luglio – ci risponde Lorenzo Pianezzi, presidente di hotelleriesuisse Ticino – il riscontro è generalmente positivo per tutto il cantone. Vero è che ci si confronta con un 2018 non particolarmente brillante. Ma questo è a sua volta dovuto al paragone con il 2017, un anno, al contrario, davvero redditizio». E val la pena ricordarlo, che ha registrato un boom di turisti in modo particolare grazie all’apertura di AlpTransit e alla promozione dell’offerta TicinoTicket.

Locarno batte Lugano

Ma non per tutte le regioni i risultati sono gli stessi. Infatti, prosegue Pianezzi, «l’unica pecca rilevata è stata una leggera perdita su Lugano, anche se è necessario aspettare i dati precisi». Calo che però sembrerebbe avere un motivo. «Sì – risponde –, è dovuto principalmente alla concorrenza degli eventi che vengono proposti in altre zone del Ticino. Due su tutti sono per esempio il Festival del cinema e il Moon&Stars a Locarno». E in merito alla provenienza del visitatore medio, il presidente di hotelleriesuisse rileva come «la grande maggioranza dei turisti resta quella indigena, in particolare dalla Svizzera tedesca. Seguita dai germanici che prediligono Locarno, e dagli italiani che preferiscono invece Lugano».

Aumentano i turisti dagli Stati Uniti

Eppure, in un contesto che pare seguire trend e cliché, basta fare una passeggiata fra le torri di Castelgrande a Bellinzona e tendere un po’ l’orecchio per accorgersi che qualcosa sta cambiando. Ci spiega infatti Pianezzi: «Il mercato americano è continuamente in crescita. Questo è dovuto principalmente alla concentrazione della promozione degli ultimi anni negli Stati Uniti. Nel 2018 a New York e nel 2019 a Los Angeles infatti – annota – numerosi albergatori del Luganese, in collaborazione con Ticino turismo e altri enti turistici, hanno avuto la possibilità di incontrare i media statunitensi facendo loro conoscere la nostra regione», puntando in particolar modo sulle eccellenze enogastronomiche e sul patrimonio naturalistico-culturale. Nel merito, Pianezzi tiene a precisare che «i numeri concernenti questo fenomeno sono ancora bassi rispetto a quelli riferiti ai turisti considerati nel loro insieme. In ogni caso quest’inclinazione non va sottovalutata. Sempre più albergatori sono interessati a questo tipo di mercato e non più solo quelli situati nel Luganese».

Insomma, le premesse perché l’estate 2019 per il turismo in Ticino sia positiva, quando si tireranno le somme definitive, ci sono. «Non bisogna però smettere di investire ed essere creativi – conclude Pianezzi –. È sbagliato fermarsi alla promozione del solo legame con la natura. Panorami, fiumi, laghi e montagne non bastano. Occorre continuare a proporre e rinnovare l’offerta su svariati fronti, così da risultare sempre più interessanti e attrattivi».

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