Sgombero detriti nella campagna tra Castro e Ponto Valentino (Regione)
Ticino
11.06.2019 - 18:500
Aggiornamento : 21:49

Maltempo, allerta cessata in Ticino. Ma ad Acquarossa è presidio

Nonostante il miglioramento delle condizioni meteo, nelle prossime ore in Valle di Blenio la vigilanza resta alta

«Erano previsti forti temporali concentrati soprattutto nei pressi del San Gottardo e un sopralluogo alle 22 non ha evidenziato situazioni preoccupanti, pertanto lunedì sera non abbiamo attivato il gruppo previsto in caso di pericoli naturali, ma poi la pioggia è scesa in modo particolarmente abbondante anche nella nostra regione», spiega da noi contattato il sindaco di Acquarossa Odis B. De Leoni a seguito dei danni causati da diversi scoscendimenti e fuoriuscite di riali in particolare sulle strade verso i monti e nei dintorni di Traversa. Alla luce delle previsioni per la notte, oggi pomeriggio il Comune di Acquarossa d’accordo con il Dipartimento del territorio ha deciso di allestire un presidio di sicurezza con la partecipazione dei pompieri per tenere sott’occhio la situazione del riale che scende da Marolta verso la campagna di Castro e il riale Froda di Comprovasco. La scorsa notte, come da noi anticipato, una decina di persone ha deciso spontaneamente di lasciare la propria abitazione per precauzione. Il Comune ha inoltre diramato un comunicato chiedendo alla popolazione di evitare di spostarsi sulle strade tra i monti di Leontica e di Largario. In questa zona, nella località di Puscett situata sotto Cancorì, il sindaco spiega che due persone si trovano «al sicuro nel loro rustico» senza però la possibilità di lasciare la zona con la loro auto. Altre 10 persone nelle vicinanze, pur avendo l’accesso veicolare libero, hanno scelto di rimanere lì.

MeteoSvizzera: superata la fase più intensa di maltempo

Qualche temporale qua e là, sull'alto Ticino, nel corso della prossima notte. Ma le precipitazione saranno decisamente meno intense rispetto a quelle registrate nelle scorse ore. A mezzogiorno MeteoSvizzera ha tolto l'allarme, mantenendo – come ci conferma Marco Gaia – quella che viene definita “una prospettiva di maltempo”. Sempre Gaia: «In alcune località si verificheranno dei temporali, ma non sono per contro più attese precipitazioni estese che raggiungono le soglie del livello 3: è per questo che l'allerta è stata revocata. La fase più intensa è ormai alle spalle e adesso dobbiamo convivere con quest’aria molto umida fino a mercoledì sera». Tirando le somme, tra la notte su lunedì e quella su martedì MeteoSvizzera ha rilevato precipitazioni di 114 litri per metro quadrato a Sonogno e 151,6 a Bedretto. La zona più toccata è stata in generale la regione tra il Lago Verbano e la Valle Bedretto, comprese dunque le valli del Locarnese. Per quanto riguarda la Valle di Blenio, i rilevamenti effettuati ad Acquarossa riferiscono di 65 litri per metro quadrato e 109 a Olivone; 50 i litri registrati a Biasca. Al di là del valore totale, sottolinea Gaia, va considerata l’intensità specifica in un determinato luogo per un certo periodo di tempo. «In caso di eventi particolarmente violenti, 30 millimetri di pioggia scesi in una sola ora potrebbero fare più danni di 100 millimetri su tutto l’arco della giornata».

Confine, in Formazza per una frana restano fuori casa sedici persone 

Rimarranno fuori casa i residenti delle case di Ponte, frazione di Formazza (Verbania), evacuate la scorsa notte per una frana. Per precauzione sedici persone alloggeranno da parenti in attesa che migliorino le condizioni meteo. “Per garantire sicurezza dovremo prima ripulire il canalone dal quale si sono staccati sassi e limo, trascinati a valle dalla pioggia intensa”, spiega Bruna Papa, sindaco di Formazza. Stanotte la frana ha interessato il versante che già aveva ceduto nell'aprile 2009. Allora si staccò un grosso costone roccioso: i residenti della zona rimasero fuori casa diversi mesi. Anche il sindaco, stanotte, ha abbandonato per alcune ore la sua abitazione, sotto lo stesso versante montano. “Pioveva tantissimo, c'era timore che di altri crolli; si è deciso per lo sgombero”, spiega. La caduta di massi e terra si è verificata dopo l'una di notte: per capire cosa stava succedendo in alto sono state posate della torri con i fari. Stamattina un geologo ha valutato la situazione constatando che quello caduto era materiale rimasto in bilico, detriti di una conoide scivolati a valle. “Devo dire – aggiunge Papa – che ha tenuto bene il vallo di protezione delle case che avevano realizzato dopo la frana del 2009”.

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