una-moratoria-per-la-5g-in-ticino
ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
12 min

I Comuni serrano i ranghi contro la corsia per i Tir sull’A2

Coldrerio convoca i vicini per definire una strategia congiunta. Lurati, Crtm: ‘Adesso serve un’azione di protesta’
Ticino
2 ore

Campeggi, nel 2021 il boom, ora il rientro nei ranghi

Dopo il milione e più di pernottamenti del 2021, la situazione dovrebbe tornare a livelli pre-pandemici. Patelli: ‘Inizio più che positivo’
Bellinzonese
2 ore

Strade e centri commerciali: cosa si è fatto e cosa manca

Sant’Antonino: il punto sulla viabilità dieci anni dopo la pianificazione che ha dimezzato l’area di vendita massima
Ticino
12 ore

Lega dei Ticinesi, Consiglio esecutivo al completo

Agli eletti in Cds e al Nazionale, si aggiungono Sabrina Aldi, Massimiliano Robbiani, Patrizio Farei e Alessandro Mazzoleni
Locarnese
14 ore

Gordola, ‘Littering: quando si passerà dalle parole ai fatti?’

Con un’interrogazione al Municipio, il Plr chiede se quanto pianificato per combattere il fenomeno sia stato attuato, altrimenti quando
Ticino
14 ore

Referendum sulla giustizia, votano anche gli italiani all’estero

Il plico con il materiale di voto arriverà per posta entro il 25 maggio a tutti gli iscritti alle anagrafi consolari
Ticino
15 ore

È attivo il Centro tumori cutanei complessi dell’Eoc

Il cancro della pelle è in costante aumento in tutto il mondo. Diagnosi e cura sono ora più efficaci e i tassi di mortalità in calo
Ticino
15 ore

Il futuro energetico al centro dell’assemblea dei fiduciari

I lavori inizieranno domani alle 16 presso Villa Negroni di Vezia, sede dell’istituto di formazione professionale del settore
14.04.2019 - 09:32
Aggiornamento : 17:01

Una moratoria per la 5G in Ticino

Mozione di Fiorenzo Dadò, Giorgio Fonio e Maurizio Agustoni chiede al Consiglio di Stato studi scientifici indipendenti prima di introdurre la tecnologia

a cura de laRegione

 

Decretare subito una moratoria concernente l’installazione del 5G su tutto il territorio del Canton Ticino fintanto che studi scientifici indipendenti non siano stati in grado di dimostrare la non nocività della tecnologia 5G sul corpo umano e prendere contatto con gli altri Cantoni che hanno già decretato la moratoria affinché siano promossi degli studi scientifici congiunti.

È quanto chiedono Fiorenzo Dadò, Giorgio Fonio e Maurizio Agustoni tramite una mozione presentata al Consiglio di Stato. Una mozione che riprende le sempre "più insistenti voci di un imminente arrivo, anche su suolo ticinese, delle antenne 5G per la telefonia mobile. Lo scorso mese di febbraio 3 operatori di telefonia (Swisscom, Sunrise e Salt) si sono infatti aggiudicati all’asta, per un totale di 380 milioni di franchi, le licenze per installare le suddette antenne".

Questa nuova tecnologia, la 5G appunto,  scrivono i mozionanti, non avrà quale unico scopo quello di velocizzare l’accesso a internet o le telecomunicazioni bensì anche di far dialogare macchine, apparecchi e elettrodomestici di uso quotidiano. Si parlerà così di “internet degli oggetti” visto che il 5G genererà tra 10 e 20 miliardi di connessioni (frigoriferi, macchine da lavare, telecamere di sorveglianza, ecc...).

I rischi concernenti questa tecnologia non sono purtroppo ancora completamente conosciuti, si legge nella mozione. Quello che per il momento si sa è che oltre 230 rappresentanti del mondo scientifico – di 40 paesi – hanno espresso una seria preoccupazione per l’esposizione permanente ai campi elettromagnetici. Campi elettromagnetici che provocano danni agli organismi viventi (uomini, animali e vegetali) anche rimanendo sotto le soglie limite imposte – oggi – a livello internazionale.

L’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) nel 2018 ha istituito un gruppo di lavoro per discutere e analizzare le esigenze e i rischi legati al potenziamento delle reti 5G. È prevista la pubblicazione, entro la metà di quest’anno, di un rapporto con delle raccomandazioni. In contemporanea l’Ufam è però all’opera per rivedere l’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Orni) così da eventualmente colmare tutte quelle lacune che potrebbero ostacolare il potenziamento delle reti 5G.

Questa Ordinanza, come si legge in un comunicato Ufam datato settembre 2018, riportato nell'atto parlamentare, “dovrebbe essere adottata dal Consiglio federale nella primavera 2019”. Non è dunque ammissibile che la modifica dell’ordinanza Orni, con verosimilmente degli adattamenti a riguardo dei valori limite per le radiazioni non ionizzanti, avvenga prima di conoscere i risultati del rapporto ordinato dallo stesso Ufam. I Cantoni Vaud e Ginevra hanno nel frattempo già decretato una moratoria riguardante la costruzioni di nuove antenne 5G. 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved