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12.01.2019 - 11:20

Talenti, dalla danza allo sport: l'evoluzione fra i banchi

Dalla sperimentazione alle Medie ai programmi per talenti nel post-obbligatorio: intervista alla responsabile del Decs Francesca Pedrazzini-Pesce

di Dino Stevanovic
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Correva l’anno 1581. In Francia nasceva il Ballet Comique de la Reine: il primo balletto della storia. Sarà col secolo successivo che si diffonderà sempre più cominciando pian piano a dotarsi di regole, per poi assumere sempre maggior importanza – dall’Italia alla Russia – nei secoli successivi. Un percorso in ascesa, che ha portato alla globalizzazione, alla codificazione e alla ramificazione di questa disciplina artistica. Negli ultimi duecento anni la danza si è sempre più professionalizzata: sono nate compagnie e si sono aperte accademie. La Svizzera è rimasta perlopiù alla finestra di questo fenomeno, almeno fino a pochi anni fa. Nel 2009 la Confederazione ha infatti approvato un’ordinanza che ha riconosciuto ufficialmente la professione di ballerino. Ciononostante – come testimoniato dall’intervista alla danzatrice Lisa Fornoni (cfr. articolo) – resta molto da fare. Sia le istituzioni che i rappresentanti di categoria stanno contribuendo ai passi significativi che si stanno compiendo. Ne abbiamo parlato con Francesca Pedrazzini-Pesce, responsabile del Settore scolarizzazione talenti sportivi e artistici dell’Ufficio Sport del Decs.

Che possibilità di coniugare studio della danza e formazione scolastica ci sono?

Nelle scuole post-obbligatorie sono tre. Nel settore delle scuole professionali, accanto alla Scuola per sportivi d’élite di Tenero (Spse), in Ticino c’è il Programma ‘aziende di formazione favorevoli allo sport di prestazione’: permette di svolgere l’apprendistato o frequentare una scuola professionale a tempo pieno con lo statuto di talento sportivo/artistico. Nelle Scuole mediosuperiori (Sms) esiste il Programma talenti Sms. Consiste in una serie di misure per aiutare gli studenti a gestire nel miglior modo possibile il doppio impegno scuola e sport/attività artistica.

Concretamente, come funziona?

Il Programma talenti Sms esiste da oltre dieci anni e in questo periodo ha cercato di adeguarsi, nel limite del consentito, alle crescenti esigenze del mondo dello sport d’élite e delle attività artistiche di alto livello, come la musica e appunto la danza. In ogni istituto c’è un docente-tutor che svolge un importante lavoro di informazione e sensibilizzazione, mantiene contatti con le associazioni e i formatori. Inoltre, è possibile richiedere congedi scolastici per lo svolgimento di importanti manifestazioni sportive o in ambito artistico o per prepararsi a questi eventi. Oppure si può domandare di frequentare una sede diversa da quella del comprensorio d’appartenenza. Da alcuni anni è pure possibile svolgere la formazione liceale su cinque anni (invece di quattro, ndr). È un’opportunità che permette di avere una griglia oraria più leggera e aver quindi più tempo da dedicare all’attività sportiva/artistica, ma è concessa solo a determinate condizioni.

Nell’ambito della danza quali sono?

Richiediamo la frequentazione di una scuola riconosciuta da Danse Suisse, la certificazione di talento rilasciata dall’AfpDanza e un impegno per le lezioni di almeno dieci ore settimanali.

Quanti allievi frequentano questi curricoli?

I giovani che fanno parte del Programma talenti Sms sono circa 180. Gli allievi della Spse sono più o meno 130, mentre quelli inseriti nel programma per gli apprendisti sono una cinquantina. Nell’ambito della danza, in totale sono 12: la metà a Tenero e gli altri alle Sms. La maggior parte sono ragazze, quest’anno abbiamo però anche due ragazzi. La loro preparazione riguarda la danza classica e, in alcuni casi, il musical.

A livello di Scuola media cosa si fa invece?

Da due anni si sta sperimentando l’introduzione di classi di III e IV dotate di griglia oraria ‘compatta’. Pur svolgendo tutte le lezioni previste, accorciando la pausa pranzo, è possibile terminare tutti i giorni alle 15.15 mantenendo il mercoledì pomeriggio libero. Questo a condizione che allenamenti e lezioni di danza siano possibili dalle 16. Gli allievi coinvolti sono 59: due classi (una III e una IV) a Canobbio e una III a Bellinzona 1. Nella sede del Luganese ci sono anche due danzatrici. Durante questo primo anno e mezzo abbiamo constatato che quest’orario è positivo per determinate realtà, ma non per tutte. Infatti, poter offrire gli allenamenti subito al termine della scuola significa avere a disposizione sia gli allenatori che le infrastrutture.

Famiglie e scuole come hanno reagito?

Le famiglie dei ragazzi che possono approfittare delle condizioni che abbiamo detto sembrano apprezzare questa soluzione. Dal punto di vista scolastico, l’inserimento di queste classi nelle sedi è stato gestito al meglio dalle direzioni, che seguono queste classi con particolare attenzione. Ci sono infatti alcuni aspetti da non sottovalutare: ad esempio la composizione prevalentemente maschile o il particolare clima che si viene a creare in queste classi, dove gli allievi di un medesimo club sportivo possono creare gruppi molto affiatati e ‘vivaci’.

Quando terminerà la sperimentazione?

Si concluderà alla fine di quest’anno scolastico. Al momento parlare del futuro di queste classi per sportivi o artisti nelle scuole medie è prematuro, in quanto la questione dovrà essere ridiscussa a livello politico (è stato proprio il Gran Consiglio ad avver approvato la sperimentazione, ndr).

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