Mendrisiotto

A Chiasso non ci sarà un aumento della videosorveglianza

Lo precisa il Municipio in risposta a un’interrogazione del gruppo Lega-Udc-Indipendenti

Uno sguardo vigile
(Ti-Press / Francesca Agosta)
15 luglio 2026
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Un ampliamento della videosorveglianza a Chiasso, almeno per il momento, “non entra in linea di conto”. Lo afferma il Municipio nella risposta all’interrogazione presentata dal gruppo Lega-Udc-Indipendenti (primo firmatario Claudio Schneeberger) sul controllo delle zone sensibili e dei centri di raccolta dei rifiuti.

Per i firmatari, la videosorveglianza rappresenta “uno strumento utile sia in chiave deterrente, sia per la ricostruzione dei fatti e l’identificazione dei responsabili in caso di danneggiamenti, aggressioni, furti o altri comportamenti illeciti”. Una riflessione condivisa dall’Esecutivo, che ribadisce però come “l’obiettivo non è aumentare indistintamente i controlli, ma intervenire in modo mirato dove si presentano problemi concreti”. Il Municipio richiama inoltre una posizione già espressa nel 2012, ricordando che sarebbe “utopico” pensare di eliminare il fenomeno senza instaurare “uno Stato di polizia”, con costi ritenuti ingenti e sproporzionati.

L’Esecutivo sottolinea inoltre che ritiene “importante affiancare ai controlli soprattutto un lavoro costante e ricorrente di informazione e sensibilizzazione”. Tra le misure previste figurano campagne informative, la promozione del calendario ecologico e dell’app Junker, contatti diretti con amministrazioni e proprietari in presenza di criticità ricorrenti e l’installazione di manifesti mobili nei punti più problematici per ricordare giorni, orari e modalità corrette di conferimento dei rifiuti.

Per quanto riguarda i centri di raccolta, il Comune precisa che “dei sette centri di raccolta sul territorio comunale, quattro possono essere controllati tramite videosorveglianza: via Favre, viale Stoppa, via Fontana da Sagno e via Tell”. Ne sono invece sprovvisti quelli di viale Volta, Seseglio e Pedrinate. Secondo il Municipio, allo stato attuale la copertura è ritenuta sufficiente e un’estensione del sistema non è prevista. Negli ultimi cinque anni, viene precisato, sono stati emessi complessivamente 160 rapporti di contravvenzione in materia di rifiuti: 26 nel 2022, 38 nel 2023, 34 nel 2024, 16 nel 2025 e 46 nel 2026, dato quest’ultimo ancora parziale. Le infrazioni più frequenti riguardano “il deposito non conforme di rifiuti, l’esposizione di sacchi fuori giorno o fuori orario, l’utilizzo di sacchi non ufficiali, l’abbandono di rifiuti presso i punti di raccolta o su suolo pubblico e l’uso improprio dei cestini pubblici”. Il Municipio ricorda infine che, con l’entrata in vigore della nuova legge cantonale sulla videosorveglianza pubblica lo scorso 1° luglio, la Polizia comunale può analizzare le immagini registrate “in relazione a un evento concreto”, anche per ricostruire le responsabilità e perseguire infrazioni amministrative. Le telecamere, precisa però l’Esecutivo, “non possono invece essere utilizzate come controllo continuo e generico di tutti i conferimenti”.

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