È quanto propone, con un'interrogazione al Municipio, il gruppo Lega-Udc-Indipendenti dopo i danneggiamenti commessi da un gruppo di giovani

Non sarebbe la cosiddetta soluzione a tutti i mali, ma “uno strumento utile sia in chiave deterrente, sia per la ricostruzione dei fatti e l'identificazione dei responsabili in caso di danneggiamenti, aggressioni, furti o altri comportamenti illeciti”. È con questa premessa che il gruppo Lega-Udc-Indipendenti di Chiasso ha presentato un'interrogazione al Municipio (primo firmatario Claudio Schneeberger) chiedendo di illustrare il punto della situazione attuale e le prospettive future per quanto riguarda un impianto di videosorveglianza alla piscina comunale. A spingere i consiglieri comunali sono stati i fatti avvenuti a metà giugno, quando un gruppo di giovani, identificati e in seguito diffidati, ha commesso danneggiamenti, furti e lanci di sassi contro bagnini e personale comunale. “Appare legittimo chiedersi se gli strumenti oggi a disposizione del Comune siano sufficienti per prevenire nuovi episodi, tutelare l'incolumità degli utenti e del personale, individuare più rapidamente gli autori di eventuali reati o infrazioni e rafforzare il controllo della struttura, segnatamente nelle fasce serali o notturne”.
Oltre al Regolamento comunale sulla videosorveglianza, il Cantone ha adottato la Legge sulla videosorveglianza pubblica che definisce condizioni, limiti e finalità della videosorveglianza da parte degli enti pubblici, imponendo il rispetto dei principi di legalità, necessità, proporzionalità e finalità determinata. Anche per la piscina di Chiasso, l'impiego dovrà essere “fondato su una base legale adeguata e accompagnato da misure organizzative chiare”. Al Municipio viene quindi chiesto di illustrare la situazione attuale, e quindi se un impianto “totale o parziale” è già presente, quali aree sono coperte e se è sufficiente. In caso negativo, si vuole sapere se l'esecutivo intende valutare l'installazione o il potenziamento del sistema, “in particolare agli accessi, nelle zone di transito, nelle aree esterne e nei punti maggiormente esposti a furti, vandalismi o aggressioni” e quali modifiche di regolamento sono necessarie. Si chiede infine se, parallelamente alle videocamere, “il Municipio intende rafforzare altre misure di presidio, prevenzione e collaborazione con la Polizia comunale e con i servizi sociali”.