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Mendrisiotto
‘Non è la Grande Chiasso: studiamo le nostre potenzialità’
La parte sud del Distretto è a ‘un punto di sofferenza’. Abbiamo chiesto un’analisi della situazione a Moreno Colombo, ex sindaco di Chiasso
Moreno Colombo a tutto campo
(archivio Ti-Press)
11 Gennaio 2023
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Il Basso Mendrisiotto è arrivato «a un punto di sofferenza». Quello della possibile aggregazione nella parte sud del Distretto è sempre più un tema di stretta attualità, soprattutto dopo che l’istanza aggregativa che ha fatto breccia tra i cittadini di Balerna e lo stesso Municipio di Balerna ha promosso l’idea di un convivio dei sindaci. Per avere una visione esterna, abbiamo chiesto un parere a Moreno Colombo: anche se ha salutato la politica attiva da ormai qualche anno, l’ex sindaco di Chiasso continua a essere un attento osservatore delle dinamiche del territorio. «Personalmente sono favorevole all’aggregazione – ci risponde –. C’è la necessità di studiare le potenzialità perché la popolazione che si esprimerà dovrà dire se è favorevole o contraria al progetto, non alla fusione. Questa nuova prospettiva non potrà avere solo favorevoli, e ci mancherebbe altro, ma non siamo più nel 2007 (quando il progetto tra Chiasso, Morbio e Vacallo venne bocciato, ndr) e situazione e contesto sono molto diversi».

‘Favorevoli o contrari solo con un progetto’

Partiamo dalla fine, e quindi dallo stimolo arrivato dai cittadini di Balerna che chiedono di poter continuare con l’analisi delle potenzialità in corso. Cosa ne pensa? «Trovo sia un aspetto positivo degli iniziativisti e di chi ha sottoscritto verso la chiusura del Municipio. Solo davanti a un progetto concreto si può essere favorevoli o contrari. Essere contrari a prescindere è secondo me un grosso errore perché non si ha un’analisi completa, ma solo una visione magari un po’ personale che va nella direzione di non verifica delle potenzialità di un nuovo comune». Per Moreno Colombo la decisione dell’esecutivo di Balerna «è un peccato anche per le generazioni future: chi ha qualche anno più di me ha determinate visioni che probabilmente non corrispondono nemmeno più al futuro. Ma i giovani sono indirizzati verso un discorso di territorio più ampio». A Novazzano, invece, il ‘no’ del Municipio a continuare, scegliendo uno studio indipendente, non ha portato a iniziative della popolazione. «Peccato – continua Colombo –. Ma penso che se ci fosse stata una speranza di continuare, almeno un’interpellanza in Consiglio comunale sarebbe stata presentata». Oggi Novazzano ha una fiscalità «molto attraente. Non voglio essere l’uccello del malaugurio, ma le cose cambiano. Quello fiscale non deve essere l’unico motivo per dire di non voler entrare nella logica di verificare o meno le opportunità che la regione offre».

L’analisi della situazione attuale

In quale situazione si trova oggi il Basso Mendrisiotto? «Come detto, è a un punto di sofferenza perché ogni comune ha dei pregi e delle difficoltà, e un aspetto più ampio potrebbe portare a vivere in un contesto più completo. Va fatta un’analisi per consegnare alle generazioni future un territorio con tante eccellenze». Chiasso, per esempio, «ha la ferrovia e un potenziale per il futuro, ancora molti spazi per servizi, sono state fatte delle riqualifiche ed è anche comodo abitarci. In centro manca un po’ il verde, caratteristica che però si trova nei comuni limitrofi e collinari e a Breggia c’è un territorio magnifico». Un altro esempio è legato al contrasto tra le zone residenziali e quelle economiche. «Ormai il ‘disastro’ è fatto – sottolinea ancora Colombo –, ma con una visione territoriale queste aree possono essere suddivise meglio e con più d’impegno la situazione può sicuramente migliorare».

Una questione di opportunità

Quello che si vuole portare avanti è uno studio di opportunità della regione. Una prima parte del lavoro è stata svolta a giugno, in occasione dei workshop di Mezzana ai quali Moreno Colombo ha partecipato in qualità di presidente del CdA dell’Organizzazione turistica regionale. Quali sono queste opportunità? «Chi ha svolto positivamente l’incontro, ha portato tantissimi aspetti riguardo a un possibile territorio unificato». Tra questi, ci sono posti di lavoro, territorio o investimenti. Passando agli anziani, «occorre verificare se i servizi sono adeguati e cosa si può fare di più». Oggi una coppia «deve lavorare per poter sbarcare il lunario e c’è grossa richiesta di servizi per le famiglie. Una coppia potrebbe anche scegliere di lavorare in percentuale diversa per usufruire di più del tempo libero e non aspettare sempre la pensione». In quest’ottica rientra anche l’ambito sportivo-ricreativo e dei parchi pubblici. «L’idea della SportAcademy a Mendrisio è molto interessante, e sono contento sia stata sostenuta dal Distretto, perché permette di sgravare le palestre e andare nell’ottica di mettere a disposizione queste strutture anche durante il giorno per diverse attività».

Grande Chiasso? ‘Un grande errore’

C’è però chi ha ribattezzato ‘Grande Chiasso’ questo studio di opportunità. «E commette un grande errore che, mi auguro, sia involontario – sottolinea ancora Moreno Colombo –. I Municipi che si sono messi al lavoro non hanno mai pensato alla Grande Chiasso». In Ticino i processi aggregativi di Bellinzona, Lugano e Mendrisio hanno portato al mantenimento del nome del Comune polo. «Non è uno standard. E soprattutto adesso che è in corso questo studio di un territorio più ampio si può arrivare a una soluzione diversa da quella adottata dagli altri centri». Indipendentemente dal nome che verrà scelto, per l’ex sindaco di Chiasso il punto di partenza è chiaro. «Nelle discussioni e nelle rivendicazioni importanti un comune di 20mila abitanti ha un altro peso». Ottenuti gli InterCity («grazie alla Commissione regionale dei trasporti per il lavoro svolto»), occorre ora muoversi sulle questioni ambientali. «Nel nostro Mendrisiotto non possiamo più accettare nulla. Se penso alla terza corsia e alla corsia dei Tir, mi sono arrabbiato tantissimo quando ho sentito il consigliere di Stato Claudio Zali dire che ‘Ustra può fare quello che vuole’. C’è una popolazione che, da sinistra a destra, si sta opponendo e un consigliere di Stato deve cercare di fare il possibile per far capire a Ustra che i cittadini non vogliono questi progetti. Se si andrà nella decisione della conferma, c’è già un grandissimo numero di persone pronto a bloccare questa corsia».

La soluzione su cui lavorare

Oggi sul tavolo ci sono tre ipotesi (future) di lavoro: il comune del Basso Mendrisiotto, il Comune unico e il convivio dei sindaci. Quale soluzione preferisce Moreno Colombo? «Se chi oggi è al fronte ha la volontà di farlo, la tappa iniziale potrebbe essere quella di verificare la potenzialità che il Basso Mendrisiotto ha. Personalmente mi sento un cittadino momò: se un domani ci fosse il Comune del Mendrisiotto, potrei essere solo felice di avere un comune di 55mila abitanti. Penso però che per Mendrisio, che sta ancora lavorando al suo comune aggregato, sia difficile rimettersi subito in una sfida del genere». Il convivio, infine, «mi sembra una scusa per la decisione presa contestata dalla popolazione. Ci sono già incontri periodici tra sindaci e municipali su temi specifici e di attualità. Un ulteriore gremio aumenterebbe l’impegno dei sindaci, visto che ogni discussione deve poi essere riportata in Municipio per le decisioni. A parte casi particolari – conclude Colombo – il sindaco non ha infatti la possibilità di prendere decisioni vincolanti».

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