06.10.2022 - 18:42
Aggiornamento: 22:44

Trompe l’oeil, ‘non c’è stato nessuno sfregio’

L’amministratrice dell’azienda di Besazio reagisce all’interpellanza dell’AlternativA. ‘La procedura? Tutto in regola’

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La responsabile dell’azienda non ci sta. E replica alle critiche

«Sono allibita. Leggere di quell’interpellanza è stato un colpo al cuore dopo 40 anni di lavoro e sacrifici (12 dei quali in Ticino)». L’amministratrice dell’azienda di Besazio che si è ritrovata da un giorno all’altro sotto i riflettori e al centro di un atto parlamentare all’indirizzo del Municipio di Mendrisio – che risponderà in aula lunedì –, per ‘colpa’ di una insegna, non ci sta proprio. «Quelle che ho letto sulla mia attività – dice – sono parole menzognere». Anche perché la ditta, sottolinea replicando agli autori dell’interpellanza, è riconosciuta per il suo operato, ma soprattutto è iscritta a Registro di commercio dal 2010. Quanto basta per ritenere, ribadisce, lesive della sua persona e della società le affermazioni messe nero su bianco.

A creare quello che sembra essere diventato un ‘caso’ è stata la copertura del ‘trompe l’oeil’ firmato dall’artista Tazio Marti. «Dopo aver deciso di affiggere una insegna pubblicitaria – tiene a puntualizzare –, da subito mi sono sentita in dovere di contattare l’artista. D’altra parte, per procedere alla posa ho seguito correttamente l’iter stabilito dall’Ordinanza comunale e rispettato le regole, ricevendo (per quanto necessario) il nullaosta». Insomma, «non esiste – annota ancora l’amministratrice – alcun ‘deturpamento’ o ’sfregio’ dell’opera, intatta sotto l’insegna sistemata su un edificio di nostra proprietà. D’altro canto, va detto poi che l’immobile non è vincolato in alcun modo all’opera dell’artista. Opera che non è inventariata come bene culturale rilevante ai fini comunali, regionali o cantonali». In ogni caso, rilancia, prima di interrogare il Municipio i quattro consiglieri comunali «avrebbero potuto bussare alla mia porta. Avrebbero ricevuto tutte le spiegazioni del caso».

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