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15.07.2022 - 17:18
Aggiornamento: 17:36

Migrante travolto dal treno, molte domande senza risposta

La tragedia alla stazione di Balerna, il giovane marocchino era arrivato in aprile presentando richiesta d’asilo

migrante-travolto-dal-treno-molte-domande-senza-risposta

Una tragica imprudenza: questa rimane l’unica spiegazione plausibile di quanto accaduto giovedì sera alla stazione ferroviaria di Balerna, dove un giovane richiedente l’asilo marocchino, seduto sul bordo della banchina di attesa dei treni, è stato colpito dallo spigolo di una locomotiva merci in transito verso nord. La vittima di questo incidente risiedeva al Centro federale d’asilo di Pasture, una struttura di alloggio provvisoria situata poco distante, a cavallo tra i comuni di Novazzano e Balerna. Era arrivato lo scorso mese di aprile ed era in attesa di una decisione sulla sua domanda di asilo. Aveva dichiarato di avere 15 anni, ma era sprovvisto di documenti. Cosa ci facesse lì da solo alla stazione di Balerna a tarda sera non è dato sapere. La locomotiva è sbucata da una curva, erano quasi le 23 e probabilmente la visibilità non era sufficiente per scorgere in tempo la sagoma del giovane sul marciapiede del binario 2. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e, in supporto, della Polizia comunale di Chiasso, i pompieri Ffs nonché i soccorritori del Servizio Ambulanza Mendrisiotto (Sam). Tuttavia a causa delle gravi ferite riportate il richiedente l’asilo è deceduto sul posto. Il traffico ferroviario è stato temporaneamente interrotto.

Sbigottimento al Centro di Pasture

L’accaduto ha suscitato vasta costernazione fra i compagni del giovane e gli operatori presenti presso il Centro federale di Pasture. Luca Cesaro della Segreteria di Stato della migrazione (Sem): «Il ragazzo non lo vedevamo più da giovedì pomeriggio, la sera non aveva fatto ritorno al centro. Sono in corso le indagini, per quanto ne sappiamo si escludono atti intenzionali ma non sappiamo dire di più». Come state affrontando la situazione? «La procedura prevista in questi casi comprende l’informazione alle autorità del Paese di origine: in questo momento stiamo facendo il possibile per rintracciare i familiari, bisogna dire che questo giovane era sprovvisto di documenti. Era arrivato a fine aprile e aveva una domanda di asilo pendente, non c’era ancora una decisione. In mancanza di documenti ci basiamo spesso sulle loro dichiarazioni, soprattutto per quanto riguarda l’età. Siamo un po’ scioccati, in particolare gli operatori che avevano un contatto diretto e gli altri richiedenti, particolarmente quelli con cui condivideva la stanza. Spesso siamo presi da numeri e situazioni, ma quando succedono queste cose si resta toccati. È in corso una nostra informazione interna. Sono dei fatti tragici che per fortuna succedono raramente».

Non è un luogo di ritrovo

Restano per finire molti interrogativi sul motivo per cui il giovane marocchino si trovasse lungo i binari. Da quanto ci hanno riferito sia la Sem che la Polizia comunale di Chiasso e le stesse Ferrovie federali la piccola stazione balernitana non risulta essere un punto di ritrovo, diversamente da quanto accade presso scali più grandi. «I richiedenti l’asilo hanno molto tempo libero, quindi frequentano il centro di Chiasso o i centri commerciali, il Centro di Pasture è lì vicino ma non ci risulta che la stazione di Balerna sia un luogo di ritrovo». Tuttavia c’è un tragico precedente che tocca proprio la stazione di Balerna: nel 2017 un 20enne originario del Mali (come poi venne identificato) salito sul tetto di un treno ‘Tilo’ rimase folgorato a morte dall’elettricità presente sulla linea di alimentazione. Un incidente analogo coinvolse un secondo richiedente, di 22 anni, proveniente dal Camerun, poche settimane dopo alla stazione di Chiasso, e purtroppo tragedie del genere accadono un po’ ovunque nel mondo, sempre legate al tentativo di attraversare confini molto sorvegliati. Non è peraltro il caso del giovane deceduto giovedì, che stava seguendo una strada ‘legale’ per ottenere il diritto di vivere in Svizzera.

Sul fronte dell’inchiesta di polizia, da nostre informazioni, nel corso della giornata sono continuati accertamenti e valutazioni per capire come mai il richiedente l’asilo si trovasse in stazione, e come mai non abbia sentito arrivare il treno.

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