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laR
 
24.03.2022 - 05:30
Aggiornamento: 19:29

Tasse rifiuti, a Mendrisio il sacco è rosso... carico

In Città l’aumento delle tariffe fa discutere la politica locale: si annunciano atti parlamentari. Ecco la situazione negli altri comuni

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Ti-Press
Comuni a confronto

I cittadini di Mendrisio (e non solo loro, del resto) dovranno puntare alla virtù, anche quando si tratta di rifiuti urbani. Produrre meno immondizia quotidiana, infatti, fa bene all’ambiente e al portafoglio. Soprattutto ora che la Città, dovendosi adeguare alla legge (e al principio della causalità) e ai prezzi (del sacco) fissati dall’autorità cantonale, si è vista costretta a rivedere al rialzo tasse e tariffe. Oltre al caro carburante e al caro energia, quindi, dal primo settembre le famiglie (ma pure commerci, artigiani e industrie) dovranno fare i conti con ciò che finisce nella pattumiera. Certo qui si parla di adeguamenti, peraltro obbligati, ma l’effetto rincaro ha già fatto storcere qualche naso tra i politici locali. Insomma, perché adesso e tutto in una volta?, si domanda qualche esponente (in particolare nel Ppd).

Sono bastati 35 centesimi di aumento sul sacchetto rosso da 35 litri – per un rotolo da 10 si pagheranno così 12 franchi – per riaprire la discussione sulle scelte strategiche e la gestione finanziaria del Municipio in carica. E l’impressione è che, in vista del dibattito sul Piano finanziario (dunque sul moltiplicatore destinato a lievitare, per amore o per forza), questo sia solo l’antipasto.

Per il Municipio: ‘Adeguamenti sì, ma contenuti’

L’esecutivo cittadino lo ha fatto capire subito, annunciando le novità sulla raccolta dei rifiuti urbani che aprono la strada alla nuova Ordinanza, in pubblicazione sino al 3 maggio prossimo: di più non si poteva fare. Come dire che, rifatti i calcoli, i ritocchi risultano essere "piuttosto contenuti". Passando in rassegna le varie voci, sull’arco di un anno quanto a maggiori costi si stimano tra i 9 franchi (per le residenze secondarie) e i 66 franchi e 50 (per grandi industrie e centri commerciali). Sull’altro piatto della bilancia, poi, si mette un servizio di "elevata qualità, flessibilità e capillarità". In altre parole, la Città ritiene "di aver fatto tutto il possibile per offrire alla sua cittadinanza e alle sue aziende un sistema di raccolta adeguato, funzionante e sensibile alle necessità di contenere e riciclare i volumi dei rifiuti, con dei costi ragionevoli e proporzionati per le varie categorie di utenza".

A questo punto, dunque, non resterà che continuare a migliorare la separazione degli scarti: parola d’ordine, differenziare. Le premesse sono buone: dal 2014 a oggi le tonnellate di rifiuti smaltiti sono calate, sino alle 8’901 del 2021. In effetti, la percentuale di riciclaggio è cresciuta negli anni: dal 47,5 per cento del 2009 al 64,6 per cento dell’anno scorso. Quanto ai costi, non si può sfuggire ormai da una copertura al 100 per cento. Sinora Mendrisio raggiungeva l’85 per cento.

Padlina (Ppd): ‘Questo rincaro? È un salto in avanti’

I buoni propositi non sembrano, però, bastare a quietare gli animi. Il Municipio deve prepararsi, quindi, a ricevere sul suo tavolo più di un atto parlamentare. In casa Ppd, ad esempio, si preannuncia già un’interpellanza. Troppe le perplessità che accompagnano la decisione cittadina. Una buona ragione per il capogruppo Gianluca Padlina, da sempre contrario alla tassa sul sacco, per chiedere delle delucidazioni. «Sono gli stessi cittadini che ci sollecitano: per le famiglia si tratta, in fondo, dell’ennesimo aumento. Penso – dice a laRegione – al momento storico in cui arriva questo aumento e all’entità del passo compiuto dal Municipio: si poteva attendere e rivedere le tariffe in modo più graduale, non fare un balzo così in avanti. Di fatto, si è introdotto il massimo della forchetta fissata a livello cantonale».

Dati gli obblighi di legge, per Padlina l’ente pubblico ha ancora un certo margine di manovra in questa materia. Molto potrebbero dire le cifre del deficit generato dal servizio e le ricadute sul cittadino-contribuente.

Stephani (AlternativA): ‘E allora riparliamo di scarti verdi’

Anche nell’AlternativA (che riunisce Insieme a Sinistra e Verdi) sta maturando un’interpellanza. Qui, però, la si legge da un altro punto di vista. Anzi, per Andrea Stephani, è l’occasione per tornare alla carica con un tema sul quale sin qui il gruppo non ha avuto soddisfazione dall’esecutivo: la raccolta degli scarti verdi e dei rifiuti organici che sul territorio locale l’anno scorso hanno visto raccogliere 1’531 tonnellate. «A inizio legislatura – ci ricorda – la nostra proposta è stata bocciata dal Municipio per una questione di costi. Non dimentichiamo, però, che il sacco per metà viene riempito dal cosiddetto ‘umido’». E allora, si rilancia, perché non ripensare davvero a quella parte del servizio, tanto più che nel Mendrisiotto sta prendendo forma la centrale di biogas che vede in società Stabio e Chiasso.

Sta di fatto che, con i rincari in vista, le famiglie dovranno pagare pegno. Anche se Stephani intravede un altro rischio, mettendo l’accento sulla tempistica che scandisce l’Ordinanza. A Mendrisio potrebbe, ci fa notare, scattare la corsa all’accaparramento dei sacchi prima di settembre. Sacchi che potrebbero poi essere rivenduti sottocosto. Come dire che a rimetterci potrebbe essere pure il Comune.

Crimaldi (Plr): ‘Si tratta di un adeguamento, annunciato’

Il Plr, dal canto suo, non raccoglie le critiche e richiama alla ‘realpolitik’. Il gruppo del sindaco (Samuele Cavadini), nonché capo del Dicastero ambiente, difende chiaramente la linea municipale. «È vero – concede il capogruppo Vincenzo Crimaldi –, c’è un aumento, ma è da vedere nell’ottica di un adeguamento nel solco delle direttive espresse dal Consiglio di Stato. Mendrisio era, in effetti al di sotto della soglia prevista e di una copertura totale dei costi. Giocoforza bisognava intervenire. D’altro canto, l’esecutivo in sede di preventivi aveva già menzionato una revisione di tasse e tariffe. Certo – riconosce ancora –, la decisione cade in un momento poco favorevole della congiuntura. Restano contemplati, in ogni caso, agevolazioni e incentivi. In più, la popolazione viene sensibilizzata». Una ricetta? «Bisognerà mettere la diminuzione dei rifiuti al primo posto».

Robbiani (Lega-Udc-Udf): ‘Si compensi con più flessibilità e controlli’

Per il gruppo Lega-Udc-Udf non rimane che prenderne atto. «Il popolo ha votato e la legge è chiara: in Gran Consiglio immaginavamo che, prima o poi, saremmo arrivati a questo punto. L’aumento, insomma, ci può stare», commenta da parte sua Massimiliano Robbiani, che sposta l’attenzione su un altro aspetto (che in queste ore sarà al centro, fa sapere, di una interrogazione). «Adesso – ci anticipa – bisogna riflettere su maggiori controlli e pulizia nei centri di raccolta, ragionando altresì sulla possibilità di tenere aperto l’ecocentro nell’arco di tutta la giornata. L’invito è a lavorare in questa direzione». Con questi accorgimenti, sottolinea, si darà una mano ai cittadini in un altro modo.

Fontana (Lista civica): ‘La legge è la legge. Ma quelle categorie...’

Sui banchi della Lista civica Per Mendrisio non vi è nulla da eccepire sui rincari. «Siamo sempre stati per il rispetto della legge e la legalità – tiene a ribadire il consigliere comunale Tiziano Fontana –. La copertura dei costi va assicurata attraverso le tasse previste per la raccolta dei rifiuti e non tasse occulte, di altro genere». A lasciare perplessi sin qui era semmai la proporzione tra piccoli negozi e artigiani, da un lato, e grandi industrie e centri commerciali dall’altro. Divario in parte sanato dalla revisione in atto che, in buona sostanza, contiene l’aumento della tassa base per i piccoli – passando da 300 a 330 franchi – e raddoppia la quota ai grandi (da 550 a 1’100 franchi). «Anche se – annota ancora Fontana – quanto viene previsto per uffici e piccoli commerci ci pare ancora eccessivo».

Nel Distretto

Chiasso e Stabio, tra alti e bassi

Ma com’è la situazione negli altri Comuni del distretto? Dipende dove si orienta il proprio sguardo. Le altre due realtà più popolose del Mendrisiotto, Chiasso e Stabio, presentano infatti due scenari piuttosto differenti. Nella cittadina di confine la tassa base per una famiglia (composta da almeno due persone) è di 100 franchi, adeguata nel 2021 rispetto agli anni precedenti quando si fermava a 80. Mentre il costo del sacco, riferito a quello da 35 litri, è di 1,20 franchi. A Stabio la tassa base risulta invece decisamente più alta, una famiglia è chiamata a versare nelle casse comunali 180 franchi all’anno. Il costo del sacco da 35 litri è invece di 1 franco.

Come mai questa differenza? Il motivo è legato alle tasse sugli ingombranti e sul verde, che a Stabio non vengono riscosse separatamente ma sono inglobate nella tassa base. Questo cambiamento è stato attuato nel 2021, prima le economie domestiche pagavano 120 franchi.

Sempre a Stabio, negli scorsi mesi, si era deciso di controllare maggiormente quello che la popolazione buttava all’ecocentro comunale. Una scelta che aveva suscitato anche qualche malumore tra la popolazione, ma necessaria, come spiegato dal Municipio, per non dover alzare ulteriormente la tassa base.

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