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Restano da definire i confini
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02.12.2021 - 19:54

Il Basso Mendrisiotto guarda oltre i suoi confini

Il Municipio di Vacallo scriverà agli altri Comuni del Distretto per chiedere il loro interesse. Le risposte sono attese entro la fine dell’anno

Quali saranno i confini del futuro Comune del Basso Mendrisiotto? Ci si limiterà ai sei Comuni che, lo scorso 21 ottobre, hanno deciso di dare vita a un pre-studio o saranno più ampi? Una prima risposta arriverà entro la fine dell’anno. È questa la principale novità emersa questa sera, in occasione del secondo incontro che ha riportato allo stesso tavolo i rappresentanti di Vacallo, Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore, Breggia e Novazzano. Nell’aula magna delle scuole elementari di Vacallo sono stati invitati anche i Municipi di Coldrerio e Castel San Pietro. A raccontarci quanto accaduto durante l’incontro, presente anche il capo della Sezione Enti Locali Marzio Della Santa, è il sindaco di Vacallo Marco Rizza. «Il Dipartimento ci ha presentato la modalità di portare avanti questo pre-progetto sempre sulle modalità di quanto viene sviluppato nei Comuni di Faido e Tresa per andare a definire quelli che sono i confini di una possibile aggregazione e per capire quali sono le visioni strategiche e politiche, e non soltanto amministrative, di un’eventuale aggregazione», spiega Rizza.

Questione di confini

Nel suo ruolo di accompagnamento e di supporto in questo percorso, il caposezione ha in sostanza presentato le modalità con cui si vorrebbe andare avanti. «Si tratta di definire un strategia – aggiunge Rizza –. La proposta è quella di organizzare momenti d’incontro che vedranno la partecipazione della parte politica e di stakeholder, ovvero rappresentanti della società civile, per poi arrivare a un tavolo di discussione su più momenti, anche giornate, e tracciare infine un riassunto per capire quali sono le opportunità di un’aggregazione entro i confini che verranno definiti». Un nodo, quello dei confini, che resta ancora da definire, «Questa sera c’è stata ancora discussione – conferma il sindaco di Vacallo –. È emersa una sensibilità che vorrebbe comunque coinvolti anche i restanti Comuni del Mendrisiotto, e quindi anche Mendrisio, per non escludere nessuno dalla discussione. È quello che ci siamo prefissati: ci siamo posti il termine della fine dell’anno per scrivere anche agli altri comuni del Distretto, chiedere loro se vogliono salire su questo progetto e definire anche con loro quali sono le opportunità». Le porte della discussione, insomma, «non sono chiuse: c’è tempo per unirsi fino a quando i Comuni non prenderanno una decisione definitiva sullo studio».

C’è posta per i Comuni

Compito del Municipio di Vacallo sarà ora quello di indirizzare una lettera a tutti i Comuni del Mendrisiotto. «Gli intendimenti saranno diversi – aggiunge Rizza –. Da una parte chiederemo se sono intenzionati a partecipare al pre-studio con o senza Mendrisio. Mentre gli altri saranno informati sulla nostra intenzione di partire con questo pre-studio e ci informeremo sulla loro volontà di eventualmente partecipare». Quella del Comune unico, senza il passaggio dalla ‘tappa intermedia’ del Basso Mendrisiotto, è una strada che diversi Comuni ora al tavolo della discussione avevano auspicato in passato. «Le sensibilità verso quella direzione non sono preponderanti – annota ancora Rizza –. Ma abbiamo deciso di esplorarle perché ci è stato chiesto e perché non vogliamo che un domani qualcuno ci venga a chiedere perché gli altri comuni sono stati esclusi». Questo ulteriore passaggio allunga di «un paio di mesi» la tempistica inizialmente fissata. «Sarebbe stato auspicabile sapere già questa sera chi partecipa e chi meno, ora i termini potrebbero allungarsi di un paio di mesi».

Lo studio? Si decide a metà 2022

Allo stato attuale della discussione ipotizzare delle tempistiche è prematuro. «Entro la metà dell’anno prossimo potremo avere la decisione sull’avviare o meno uno studio aggregativo», risponde Marco Rizza. Il pre-studio, aggiunge Marzio Della Santa, «dà le motivazioni, il resto è amministrativo. Il grosso vantaggio è che, in termini di creazione di un consenso allargato, il coinvolgimento di rappresentanti della società civile permette loro di diventare vettori del ‘cambiamento’, oltre che di dare contenuti e qualità per quelli che saranno visione e obiettivi». Per Della Santa una cosa è certa. «Chi, pur aderendo a questo pre-studio, alla fine darà risposta negativa, è perché non vede opportunità».

Chi si chiama (per ora) fuori

Le reazioni dei Comuni sono diverse. C’è chi ha già aderito, chi preferisce prima discuterne in Municipio e chi vuol sapere cosa farà Mendrisio. «Castel San Pietro ci ha già dato una risposta negativa – conclude Marco Rizza –. Dopo essere stato a suo tempo coinvolto nel processo di aggregazione dell’Alto Mendrisiotto, il Comune ha definito dei suoi obiettivi strategici e in questo momento ritiene di dire no a qualsiasi altro coinvolgimento».

Leggi anche:

Aggregazione del Basso Mendrisiotto, atto primo

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