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04.10.2021 - 10:22
Aggiornamento: 11:51

Chiasso e le prospettive di Corso San Gottardo

A quasi vent’anni dalla pedonalizzazione, Amedeo Mapelli e Giorgio Fonio (Ppd) chiedono al Municipio di stilare un’analisi

chiasso-e-le-prospettive-di-corso-san-gottardo
Corso San Gottardo oggi (archivio Ti-Press)

Sono passati quasi vent’anni da quando Chiasso ha deciso di pedonalizzare Corso San Gottardo, alla dogana a piazza Municipio, togliendo le auto dal centro e privilegiando i pedoni. Una decisione “accolta con differenti umori: per taluni si tratta di un atout di qualità per una cittadina come Chiasso, per altri è l’epitaffio finale per i commerci e l’economia del centro cittadino”. A esprimersi sono i consiglieri comunali del Ppd Amedeo Mapelli e Giorgio Fonio che hanno presentato un’interrogazione al Municipio di Chiasso perché “a quasi un ventennio di distanza, ci risulta più che doveroso stilare un bilancio di tale rivoluzione”. Quella auspicata dai due firmatari è quindi “un’analisi retrospettiva e una visione prospettiva”. Al Municipio viene chiesto di identificare a quantificare gli effetti economici e sociali della decisione di pedonalizzare una parte di Corso San Gottardo; se a oggi, pensando in modo particolare alla porzione tra piazza Elvezia e piazza Indipendenza, “è veramente dedicata esclusivamente ai pedoni”; quali sono le prospettive per il Corso e se c’è già una visione strategica per il medio-lungo periodo e, infine, se secondo l’esecutivo “vi è la necessità di riaprire un discorso politico circa il futuro dell’arteria principale di Chiasso”.

‘Usciamo dalla passività’

«Tra la popolazione si parla molto di Corso San Gottardo, ma politicamente no – spiega, raggiunto da ‘laRegione’, Amedeo Mapelli –. Quella che chiediamo è un’analisi retrospettiva a ormai 20 anni dalla pedonalizzazione, stabilendo quali sono stati i vantaggi e i benefici di questa operazione, dato che la parte bassa è già parzialmente riaperta. Quello che ci piacerebbe capire è anche cosa vorrà fare da grande il nostro Corso e cosa succederà in futuro, anche alla luce del nuovo Piano viario che sarà realtà dalla prossima estate». La classe politica che, vent’anni fa, ha preso la decisione «ha avuto una visione e questo è meritevole – commenta, da noi raggiunto, Giorgio Fonio –. Questa è stata anche l’ultima grande opera realizzata dalla cittadina. Oggi siamo un po’ fermi su noi stessi, è arrivato il momento di uscire dalla passività e riflettere sul nostro centro. Nelle intenzioni di vent’anni fa, il Corso pedonale doveva essere una nuova zona vivibile per le famiglie. Questo sta accadendo?». Negli anni, il fatto è noto, non sono mancati i malumori legati al trasferimento delle auto lontano dal centro. «Bisogna avere il coraggio di fare una valutazione e capire se la strada intrapresa è quella giusta – conclude il consigliere comunale del Ppd –. Da una parte ci sono i commercianti, ma dall’altra ci si interroga sulla vivibilità, con una domanda che è ormai è emersa da tempo: Corso San Gottardo è o non è pedonale? C’è chi lo vorrebbe più aperto, ma anche chi auspica maggiori chiusure e dopo vent’anni è giusto effettuare una bella analisi di quello che questa decisione ha portato».

Vantaggi e inconvenienti

Nell’interrogazione vengono messi in evidenza vantaggi e inconvenienti della pedonalizzazione. “I vantaggi, perlomeno teorici, sono molteplici”, si legge. Tra questi vengono elencati la diminuzione dell’utilizzo dell’auto, con conseguente riduzione di traffico sulle strade circostanti e un probabile aumento del numero di persone a piedi o in bicicletta. Il primo possibile inconveniente, invece, “è sicuramente legato ai posteggi, che potrebbero diventare rari, di breve durata e particolarmente cari, nelle zone centrali della città”. A essere elencata è anche una “grossa incognita’ legata alla scelta di una pedonalizzazione, ovvero “il rischio di desertificare una porzione della città con conseguente danno economico, fiscale e – non da ultimo – d’immagine e reputazionale”.

Città amiche dei pedoni

La città svizzera più amica dei pedoni è Basilea. Il dato, riportato nell’interrogazione, è emerso da uno studio che ha messo sotto la lente la pedonalizzazione di 16 città svizzere. Si tratta di un test che si è focalizzato sull’infrastruttura prevista per la mobilità pedonale, valutandola in base a un elenco d criteri prestabiliti. Per ogni città partecipante – Chiasso non era tra queste – sono stati rilevati e valutati singolarmente gli elementi della rete di mobilità pedonale. “Lo studio – si legge ancora nell’interrogazione – mette in evidenza come le principali città abbiano ancora molto da fare in ambito di mobilità pedonale”. Oltre a Basilea, la classifica ha ‘premiato’ Berna, Zurigo Neuchâtel, Ginevra, Losanna, Lucerna e San Gallo. Nella parte più bassa della graduatoria c’è Bellinzona; mentre i fanalini di coda sono Lugano e Zugo.

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