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14.10.2021 - 20:32

‘Riva San Vitale è un paese molto vivace’

Quattro passi con il sindaco Antonio Guidali alla scoperta delle bellezze del Comune e delle sue sensazioni dopo i primi mesi da sindaco

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Antonio Guidali davanti a Palazzo comunale (Ti-Press/B. Galli)
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Riva San Vitale è un Comune dove cultura chiama cultura. Ai monumenti storici conosciuti a livello nazionale, si aggiungerà presto il recupero delle antiche fornaci. Tra le vie del paese non mancano altre testimonianze. Dallo scorso aprile Riva San Vitale ha anche un nuovo sindaco. Ed è proprio Antonio Guidali a farci da guida. L’occasione per scoprire le caratteristiche del paese e per carpire le impressioni dei suoi primi mesi da sindaco. Classe 1963, nato e cresciuto a Riva San Vitale, fino al 2016 Guidali ha lavorato come contabile nell’amministrazione comunale. Nel 2021, come detto, è tornato a Palazzo comunale, prima tappa del nostro incontro, passando dalla porta principale. «È stato emozionante – confessa –. Essere un funzionario dipendente dell’amministrazione o essere il sindaco del paese sono due ruoli ben distinti. La mia vita quotidiana è cambiata: gli impegni si susseguono tra riunioni, colloqui, incontri tra municipali o con i cittadini. Ho sempre partecipato agli eventi, dove oggi vengo invitato anche ufficialmente». Come sono andati i primi mesi da sindaco? «Mi ritengo ancora in fase di apprendistato – risponde Guidali –. Devo ringraziare i colleghi municipali, specialmente quelli più esperti e già presenti nell’ultima legislatura, che mi stanno dando una mano con gli incarti e mi sostengono perché sbagliare o essere insicuri è facile. Il nostro è un lavoro di squadra, e se sei nuovo devi imparare». Restiamo per un attimo nell’amministrazione. In passato, è storia nota a tutti, ci sono stati dei problemi che hanno portato all’intervento di una consulente esterna. Com’è la situazione a 5 anni di distanza? «Ho trovato un’amministrazione funzionante e con dipendenti motivati anche a superare queste difficoltà». Il Municipio si sta invece chinando sul preventivo 2022. «Entrerà in vigore il nuovo modello contabile armonizzato 2 e ci sono degli importanti cambiamenti: il documento sarà molto più dettagliato e trasparente su conti e dicasteri». E riguardo al moltiplicatore? «Il comune di Riva San Vitale sta finanziariamente bene, ha un buon capitale proprio e una stabilità di entrate del gettito fiscale costante (il 90 per cento del gettito è composto dalle persone fisiche). In campagna elettorale ho detto che una valutazione in merito a una piccola riduzione del moltiplicatore potrà essere effettuata: leggendo le parole degli esperti, sembra che l’economia non abbia sofferto come si pensava all’inizio della pandemia e la ripresa sia stata piuttosto veloce. Faremo le dovute analisi con il Municipio».

Seconda fase dei lavori alle scuole

Attraversiamo piazza Grande – «siamo su una zona-30, se tutti la rispettassero il rumore sarebbe minore», la riqualifica sta ora interessando il tratto verso la chiesa d San Rocco – per raggiungere il comparto sportivo e scolastico. «A livello formativo Riva è ideale per le famiglie perché abbiamo dalla scuola dell’infanzia alla Scuola Media – commenta il sindaco –. Siamo anche in fase di discussione per creare un asilo che ci permetterebbe di completare i servizi per le famiglie». Riva San Vitale non sfugge al trend ticinese. «Abbiamo appena fatto una riflessione sulla popolazione: se nel 2018 e nel 2019 siamo rimasti stabili, l’anno scorso abbiamo perso 32 abitanti». Ragionando sui possibili motivi, ci troviamo davanti alle scuole elementari dove è iniziata la seconda fase del restauro conservativo. «È un edificio del Moderno – ricorda Guidali –. Il primo blocco restaurato è venuto bene e ha rispettato i termini di lavoro». Il cantiere delle Elementari terminerà nel 2013. «Dovremo in seguito chinarci sul restauro conservativo della palestra e della scuola dell’infanzia, il cui credito d’investimento non è ancora stato quantificato».

Il patrimonio storico-artistico-culturale

Superato il cantiere, arriviamo alla prima chiesa inclusa nell’importante patrimonio storico-artistico-culturale del Comune. «Siamo davanti alla chiesa di San Rocco, dopo troveremo la chiesa parrocchiale e scorgiamo già il campanile del Tempio di Santa Croce, monumento protetto del tardo Rinascimento». Grazie anche a questo patrimonio, «negli ultimi due anni il numero di turisti è aumentato. Il nostro – sottolinea ancora Guidali – è un turismo di giornata che viene a visitare questi monumenti conosciuti in tutta la Svizzera, per l’offerta naturalistica-paesaggistica del Monte San Giorgio con i suoi fossili e le numerose passeggiate che propone, il lago e il lido comunale. Abbiamo notato anche l’apertura di diverse case di vacanza che negli anni passati erano rimaste chiuse». Davanti a noi troviamo «una chicca di Riva»: Villa Maderni, sede dello Steger Center, succursale dell’università Virginia Tech «che comunemente chiamiamo la scuola americana» dove attualmente 37 studenti, ma da gennaio potrebbero arrivarne una sessantina, studiano architettura, economia e marketing. La proprietà ha un suo valore storico: Casa Maderni è in realtà la casa dell’avvocato Abbondio Bernasconi, l’ispiratore della Repubblica di Riva San Vitale che durò solo 25 giorni. La repubblica venne rovesciata dai luganesi che devastarono il paese, mentre l’avvocato si trovava con una delegazione a Milano per domandare al generale francese Chevallier l’annessione alla Cisalpina di espressione napoleonica. Questo è il passato. In futuro Riva potrebbe guardare a un’aggregazione? «Penso che l’essere indipendenti sia nel Dna dei cittadini di Riva – risponde il sindaco –. Avendo una situazione finanziaria sana e una rete sociale ben estesa con servizi completi, diventa difficile proporre un’aggregazione con qualsiasi comune limitrofo». Abbiamo parlato di studenti. Cosa offre Riva ai giovani? «Possiamo offrire la piazza con i suoi bar, diversi ristoranti sul territorio, escursioni e, in estate, il lago con il lido e la scuola di windsurf – spiega il sindaco –. Abbiamo inoltre oltre una ventina di associazioni, che ringrazio perché quasi tutte si mettono a disposizione volontariamente, dove i ragazzi possono portare avanti le loro passioni».

Dal Beato Manfredo alle vie del nucleo

Il campanile della chiesa parrocchiale ci annuncia che sono le 11. Dopo una visita all’urna del Beato Manfredo – «l’eremita sul Monte San Giorgio è il personaggio più conosciuto di Riva» – che durante l’anno riposa dietro l’altare, raggiungiamo il Battistero. «Il monumento più importante che in questo momento è oggetto della seconda fase di restauro, e ce ne sarà anche una terza, grazie a una collaborazione tra Cantone, Consiglio parrocchiale e Comune». Ci incamminiamo lungo le vie del nucleo. «È protetto a livello nazionale – ci rende attenti Guidali –. Tantissime case sono state ristrutturate grazie anche al Piano particolareggiato che ha dato la possibilità di svolgere dei lavori. Tutte le case sono abitate e il nucleo vive». Dopo aver costeggiato l’Istituto Canisio, «un’altra importante realtà di Riva», arriviamo al Tempio di Santa Croce, «monumento di grande importanza storica del tardo Rinascimento, con dipinti di Camillo Procaccini, famoso pittore del Comasco».

Progetti e sogni nel cassetto

Mentre percorriamo un tratto di passeggiata a lago, utilizzata anche dal Pedibus, per raggiungere le antiche fornaci, chiediamo ad Antonio Guidali di aprire il cassetto dei progetti e dei sogni. Cosa manca oggi a Riva San Vitale? «Con tutto il Municipio stiamo lavorando per sviluppare e rendere concreti vari progetti – risponde il sindaco –. I miei colleghi si stanno per esempio occupando del porto in zona Battuta (i tempi della politica sono lunghi, ma ci stiamo avvicinando), mentre altri sono al lavoro per la messa in sicurezza pedonale del comparto scuole». Un progetto che sta a cuore a Guidali è legato al lido. «Quando ero ragazzo i miei genitori lo hanno gestito per alcuni anni – ci confida –. Abbiamo delle idee che stiamo valutando per renderlo ancora più attrattivo per le nostre famiglie e i nostri giovani grazie a un potenziamento dell’offerta e nuove attrezzature». Oltre ai lavori per le sottostrutture e alla creazione di un ecocentro («abbiamo appena ottenuto la licenza edilizia»), «un altro importante investimento sarà il ripristino dei boschi di protezione distrutti dalla tempesta dell’ottobre 2020. Sarà un investimento di circa un milione, sussidiato per il 70 per cento da Cantone e Confederazione». Guardando più a lungo termine, Guidali cita il progetto in corso con Mendrisio di messa in sicurezza e rinaturazione del Laveggio, partendo dalla foce. «Tutti temi sui quali il Municipio sta lavorando e che vedremo di avviare almeno entro fine legislatura». All’inizio del triennio, l’esecutivo ha invece deciso di creare il dicastero digitalizzazione. «Dobbiamo adeguarci ai tempi e con questo dicastero vogliamo dare una spinta verso la sicurezza digitale e fornire il servizio al cittadino in grado di usare le nuove tecnologie, mantenendo comunque sempre la presenza allo sportello».

Le fornaci e l’atout dei forni

Il comparto delle antiche fornaci si presenta alla nostra destra. Dopo l’acquisto dei fondi votato dal Consiglio comunale, «stiamo aspettando che il Gran Consiglio stabilisca l’entità dei sussidi per partire con i capitolati e pubblicare i concorsi». Una prima casa è già stata comprata. «Prossimamente acquisteremo anche altre proprietà per poter partire con questo progetto dove tutto sarà recuperato e rimesso a nuovo con atelier, un negozietto per gli artisti e laboratori – spiega ancora il sindaco – L’atout del recupero è la dimensione dei forni. Sono previsti dei forni per la cottura di opere o statue fino a 2 metri: in Svizzera e nella zona lombarda ce ne sono molto pochi per queste dimensioni». Quello delle fornaci «dovrà essere un recupero vivo, con gli artisti che potranno soggiornare e avere uno scambio di cultura e opinioni». Pochi passi ci separano dal piazzale a lago, e dalla fine della nostra passeggiata. Ma non dai progetti. «L’ipotesi di una riqualifica urbana e paesaggistica del piazzale a lago resta sempre valida – conclude Antonio Guidali –. Riva San vitale, come dice il suo nome, è un paese molto vivace. Non potrei mai scegliere un altro comune».

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