ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
59 min

Da Sciaffusa a Castel San Pietro per la Masseria di Vigino

Una coppia d’Oltralpe ha dichiarato il suo interesse per l’antico complesso rurale. Effettuato un sopralluogo con l’Ufficio dei beni culturali
Bellinzonese
1 ora

Tragedia in montagna, monitori indagati per omicidio colposo

Inchiesta sui due 14enni varesini morti sopra Ghirone: gli accompagnatori respingono le accuse riguardo alla scelta del sentiero impervio non ufficiale
Bellinzonese
6 ore

Incendio nel grottino di un’abitazione a Gnosca

Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita. Sul posto sono giunti polizia e pompieri, per spegnere le fiamme
Ticino
8 ore

Nicola Klainguti nuovo capo della Sezione sviluppo territoriale

Lo ha nominato il Consiglio di Stato. Il Laureato in scienze della terra al Politecnico federale di Zurigo entrerà in carica il 1. gennaio
Ticino
9 ore

Responsabilità sociale, da Comuni e imprese c’è interesse

Oltre 200 persone hanno seguito una giornata su questo tema organizzata dai consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi
Ticino
9 ore

‘Il Servizio violenza domestica della Cantonale va potenziato’

Tamara Merlo e Maura Nembrini Mossi: ‘250mila franchi in più per raddoppiare le unità’. Più Donne propone un emendamento al Preventivo 2023
Ticino
10 ore

Previdenza, ‘scendiamo in piazza contro la tattica del salame’

‘E perché la fetta è ampia ma la torta inconsistente’. La Rete a difesa delle pensioni lancia la seconda mobilitazione per opporsi ‘ai tagli alle rendite’
Bellinzonese
10 ore

A Bellinzona terza serata di dialogo tra musulmani e cristiani

Sabato 10 dicembre al Centro Spazio Aperto confronto sulla fraternità tra Ismaele e Isacco e le rispettive discendenze
Ticino
11 ore

Parte il treno rossoverde, ‘sui livelli giochi politici’

Partito socialista e Verdi lanciano la campagna elettorale. Noi: ‘Saremo la novità’. Riget: ‘Il Mendrisiotto incarna le emergenze da affrontare’
Bellinzonese
11 ore

A Giubiasco e Bodio mercatini benefici pro associazione Alessia

Ecco gli orari e i giorni di apertura
Bellinzonese
11 ore

Panettonata a Pollegio con l’Atte Blenio-Riviera

Martedì 13 dicembre
Mendrisiotto
11 ore

Chiasso, Gestione favorevole al progetto per l’Ufficio tecnico

La maggior parte della commissione invita il Consiglio comunale ad approvare il credito di 5,2 milioni di franchi
Luganese
11 ore

Hotlanta, il primo album dal vivo allo Studio Foce

Sabato 17 dicembre alle 21.30 a Lugano, i fondatori Bertini e Lombardi con Ballabio, ‘Mad’ Mantello e Rezzonico (e ospiti speciali...)
Bellinzonese
11 ore

Cinema, teatro, libri e castagne: ad Acquarossa la nespolata

L’incontro prenatalizio torna il 14 dicembre con una ricca 22esima edizione
Luganese
11 ore

Lugano, torna il presepe sott’acqua

Fervono i preparativi per l’allestimento del tradizionale evento. L’inaugurazione è prevista sabato 17 dicembre
Bellinzonese
11 ore

A Campo Blenio un assaggio di inverno già questo weekend

Sabato 10 e domenica 11 saranno aperti tappeto mobile e pista di ghiaccio
Bellinzonese
11 ore

A Sementina scocca l’ora della tanto attesa nuova scuola

Il Municipio di Bellinzona rispedisce al mittente la critica e il timore che si voglia procedere con una soluzione d’urgenza provvisoria
Luganese
12 ore

Lugano: l’illuminazione pubblica pesa lo 0,8% sui consumi totali

‘L’infrastruttura cittadina è già molto efficiente’ dice il Municipio, che non vuole spegnere la luce di notte e invita a respingere la mozione dei Verdi
Ticino
12 ore

Con la prima neve ‘fioccano’ anche i radar

La consueta radiografia dei luoghi dove spunteranno i controlli di velocità, da Chiasso ad Airolo passando per Locarno e la Val di Blenio
Mendrisiotto
13 ore

Mendrisio, proiezioni di Natale in piazza Municipio

Un progetto a basso impatto energetico ideato dalle scuole elementari. Lo spettacolo è in funzione dall’8 dicembre fino all’8 gennaio, tutte le sere
Luganese
13 ore

Niente buono natalizio per i cittadini anziani

Il Municipio di Lugano risponde picche: ‘Costerebbe 2 milioni, col rischio di favorire i grandi centri commerciali a discapito di attività più piccole’
Locarnese
13 ore

Mercatino e assemblea per la Pro Centovalli e Pedemonte

Domenica 11 dicembre 2022 in piazza a Intragna l’evento natalizio, seguito alle 20 dalla riunione dell’associazione, presso la Villa San Donato
Luganese
13 ore

Lugano, Natale nella biblioteca della Croce Rossa

L’appuntamento è per lunedì 12 dicembre dalle 14 presso la sede luganese. Non è necessario iscriversi
02.06.2021 - 11:56

Naufraga il recupero della Masseria di Vigino

Ente regionale per lo sviluppo e Municipio di Castello puntano il dito contro il Cantone: 'Ha alzato il prezzo'. E il privato lascia. Rimesso il mandato

naufraga-il-recupero-della-masseria-di-vigino
LaMasseria di Vigino oggi (Ti-Press/F. Agosta)
+3

Il tetto è coperto da plastiche. Le mura potrebbero non reggere ancora per molto ai segni del tempo che passa. Il destino della Masseria di Vigino a Castel San Pietro potrebbe essere ormai segnato. Le istituzioni del Mendrisiotto lo temono fortemente, oggi più di ieri. Una Fondazione promossa da un privato ma di utilità pubblica era pronta, in effetti, a lanciare un salvagente per il recupero di una testimonianza storica e culturale che riporta alla prima metà del XV secolo, ma il Cantone (ovvero il proprietario) non l'ha preso al volo. Anzi, agli occhi dell'Ente regionale per lo sviluppo (Ers) e del Municipio di Castel San Pietro ha, semmai, messo il bastone fra le ruote, facendo naufragare il progetto: i promotori, una famiglia di imprenditori, hanno infatti preferito rinunciare all'impresa. Il risultato? Nei giorni scorsi l'Ers, ha rimesso a sua volta il mandato ricevuto, giusto dieci anni orsono, dall'autorità cantonale. Una decisione inevitabile, fa capire il presidente Corrado Solcà, seppur presa, ammette, a «malincuore». È tutto in una lettera imbucata la settimana scorsa all'indirizzo del Consiglio di Stato e del presidente del Gran consiglio, dalla quale traspaiono delusione e amarezza, oltre a una certa dose di risentimento, come riconosce Solcà. Anche perché l'incarico di trovare una soluzione per il restauro della Masseria, l'Ente l'ha pur sempre portato sino in fondo, epilogo a parte.

'Il Cantone ha cambiato idea da un momento all'altro'

Che qualcosa non quadrava lo si era già intuito fra le righe della risposta dell'autorità cantonale a un atto parlamentare interpartitico (primo firmatario Nicola Schoenenberger). «A cambiare le carte in tavola - dice oggi a chiare lettere il presidente dell'Ers - è stato il Cantone, con lo stupore e il rammarico di tutti. E ancora non abbiamo capito davvero il perché». Eppure una via d'uscita era stata individuata dopo anni di tentativi e riflessioni; e per di più a farsi carico di investire quasi una decina di milioni nella ristrutturazione di un edificio iscritto dal 2007 nell'Inventario cantonale dei beni culturali protetti sarebbe stato, si rimarca più volte, un attore privato, pronto ad adeguarsi a tutti i vincoli e le restrizioni che una tutela comporta.

Cosa è successo? «Sono cambiate le basi della trattativa - spiega a 'laRegione' Solcà -. Data per assodata l'intenzione di cedere la Masseria, circa un anno fa un bene che si era pronti a concedere per qualche migliaio di franchi, da un momento all'altro valeva un milione e rotti - cifra poi scesa a 800mila franchi, ndr -, salvo poi garantire il contributo cantonale - di 1,5 milioni, ndr -, prospettato sin d'all'inizio dell'operazione (e al quale i promotori privati erano disposti anche a rinunciare in parte), e scorporare i terreni agricoli, da affidare alle cure dell'Isitituto agrario di Mezzana, alla ricerca di nuovi appezzamenti per la sua attività didattica». Una mossa, quella della modifica del 'prezzo', che, di fatto, ha arrestato un processo già in corso. Tutto, in effetti, fanno notare a una voce Solcà e la sindaca di Castello Alessia Ponti, era già predisposto per la costituzione della Fondazione (allargata agli enti locali) e la presentazione al Municipio della domanda di costruzione. Autorità comunale che, dal canto suo, aveva già aperto la strada allestendo le varianti di Piano regolatore (avallate dal legislativo).

'Un atteggiamento offensivo'

Inutile dire che da queste parti non hanno preso bene il cambio di passo cantonale. «L'atteggiamento di chiusura del Consiglio di Stato - esterna la sindaca Ponti - ha offeso i privati e le istituzioni locali. Insomma, si millanta tanto il dialogo con i Comuni e i cittadini, ma in questo caso non si è neppure accettato di incontrare i fautori dell'iniziativa per discutere del progetto e cercare un punto di contatto. Il privato, affezionato al nostro territorio e in grado di vedere il potenziale della Masseria, non è stato coinvolto. In più l'autorità cantonale non si è neanche recata sul posto, per vedere da vicino il complesso di Vigino». Complesso che, si assicura, sarebbe rimasto fedele all'idea originaria di trasformarlo in una 'Maison du terrroir', dove potersi fermare qualche giorno e assoporare le peculiarità della regione. Così come se l'era immaginata, a suo tempo, il compianto Mario Ferrari.

«All'Ente - ribadisce il suo presidente - siamo rimasti delusi e sconcertati per il comportamento riservato al Distretto». In effetti, l'Ers come l'esecutivo di Castello hanno sollecitato in più occasioni spiegazioni al Cantone - l'ultimo incontro a Bellinzona è di un mese fa -, senza, però, poter evitare quanto accaduto. «Ci è stato anche detto - fa sapere ancora Corrado Solcà - che vi era il timore di portare un tale progetto in parlamento, pur sapendo di avere il sostegno dell'intero Mendrisiotto e di tutti i partiti locali. Non vi è stato coraggio politico». Poi a mezza voce si lascia intendere che, forse, il nome del promotore (coperto dalla riservatezza) ha portato a questo irrigidimento da parte del Cantone. In ogni caso il risultato non cambia.

'C'è scarsa lungimiranza'

Claudio Guidotti, che ha da circa un anno raccolto il testimone da Bettina Stark alla direzione dell'Ers, non nasconde il suo dispiacere. «Penso soprattutto alla regione e all'opportunità che non è stata colta. In fondo si è lavorato al progetto di recupero per un decennio e ora fa male al cuore vedere in che stato si trova la Masseria di Vigino». Masseria, ricordano tutti, che aveva la possibilità di diventare uno dei punti di riferimento anche nell'itinerario turistico del Mendrisiotto. E allora, anche senza volere, affiora un po' di campanilismo. «Parliamoci chiaro - non si trattiene Alessia Ponti - se Vigino si trovava nel Sopraceneri era già stata ristrutturata. In tutta onestà - ci mette a parte - sono un po' preoccupata per la mancanza di lungimiranza del nostro Cantone».

Guardando al prossimo futuro, cosa c'è da aspettarsi? «Stando alle ultime informazioni ricevute durante l'incontro a Bellinzona - ci risponde Solcà -, ci è stato detto che l'edificio sarà tenuto così com'è. Perché il Cantone ne ha anche altri di stabili in condizioni simili». Ecco che il senso di frustrazione per la scarsa attenzione per i beni locali è aumentato, si confessa. «Dall'autorità cantonale ci aspetteremmo un po' più di coerenza nella salvaguardia del patrimonio pubblico», si rilancia a una voce.

Dieci anni, un iter 'travagliato'

E pensare che sin qui le risorse (di tempo e di denaro) non si sono risparmiate, all'inseguimento di una soluzione definitiva. Del resto, Vigino era la terza sfida - con le Cave di marmo di Arzo e le Fornaci di Riva San Vitale, progetti condotti a buon fine - che l'Ente regionale per lo sviluppo si è assunto, appunto dieci anni orsono. «L'iter - fa notare Corrado Solcà - è stato travagliato. Resa partecipe, in un primo tempo, tutta la regione, strada facendo ci siamo accorti che una operazione pubblica avrebbe comportato una cambiale in bianco per i Comuni quanto a costi di gestione. Rendendo difficoltoso raccogliere il consenso attorno a un progetto impegnativo. Una situazione che ci ha convinto - ripercorre Solcà - a cambiare direzione e a trovare dei finanziatori privati. Con la consapevolezza che sarebbe stato arduo individuare dei privati disposti a investire in un complesso a valenza pubblica. Ma siamo riusciti a superare gli ostacoli e a incrociare delle persone interessate, dei mecenati pronti a dare vita una Fondazione con scopo pubblico e a seguire il concetto che aveva caratterizzato il progetto originario (firmato da Baserga e Mozzetti nel 2013, ndr). Tanto da mettere a punto anche una convenzione». Un approccio, confida Solcà, che aveva appassionato pure i funzionari cantonali che hanno accompagnato il gruppo di lavoro: loro sì, i piani alti no.

 

 

Leggi anche:

Nessuna intesa sul destino della masseria di Vigino

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved