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Mendrisiotto
25.05.2020 - 21:100
Aggiornamento : 26.05.2020 - 00:10

Ostetricia all'Obv, il punto è la pianificazione ospedaliera

In attesa di una decisione del Cantone, deputati di Verdi, Ps, Plr, Ppd e Lega-Udc rilanciano il tema a difesa del Mendrisiotto

Voci ufficiali non ce ne sono. Non ancora almeno. Sul destino di una parte del Dipartimento donna-bambino dell'Obv per il momento restano solo gli interrogativi aperti e in attesa di una risposta chiara. E ciò nonostante le pressioni della politica in questi giorni si siano fatte sentire, eccome (come riferito su 'laRegione' di oggi). Convocato per la giornata odierna il personale, annunciate delle comunicazioni, spetta solo al governo adesso decidere se mantenere lo 'statu quo' dettato dall'emergenza sanitaria da Covid-19 o tornare alla pianificazione consueta. Ovvero se 'scongelare' i mandati propri ai reparti di ostetricia e neonatologia - sospesi per l'Ospedale regionale di Mendrisio come per Locarno e fatti confluire su Lugano e Bellinzona -, e restituire quindi a ciascuna struttura dell'Ente ospedaliero cantonale (Eoc) le sue competenze. Il punto è che nel Mendrisiotto (e non solo) resiste il timore che la questione non si esaurirà con la firma di una nuova risoluzione cantonale. La preoccupazione di veder scomparire il reparto (assieme al pronto soccorso pediatrico) è, insomma, reale.

'Sono solo speculazioni?'

L'Ente sin qui, però, non si sposta dalle sue posizioni, ribadite su queste colonne dal portavoce Mariano Masserini. Ma fra i banchi del parlamento se ne vuole sapere di più. In altre parole, sul paventato smantellamento si tratta solo di 'speculazioni', come indicato dal'Eoc, o c'è dell'altro? La domanda in sospeso è il perno dell'interrogazione interpartitica - condivisa da Verdi, Ps, Plr, Ppd e Lega-Udc (Udf), prima firmataria Claudia Crivelli-Barella - depositata in Gran consiglio e vergata da tutta la deputazione del Mendrisiotto. Il nodo della faccenda? 'Una decisione del genere - rendono attenti i deputati - dovrebbe prima passare formalmente dalla nuova pianificazione ospedaliera, che vedrà il giorno speriamo prima della fine della legislatura, e non decisa in regime di necessità, urgenza o straordinarietà che denominar si voglia'. E questo, ribadiscono i parlamentari, non solo perché il Mendrisiotto 'merita' di poter contare su un ospedale a tutto tondo, ma ancor più perché la popolazione locale non deve essere 'penalizzata' in un momento unico come 'l’ inizio della vita, prezioso per mamma e bambino e famiglia' e in una regione 'oltretutto duramente colpita dal traffico'.

'L'ipotesi smantellamento va scongiurata'

Gli autori dell'interrogazione non hanno dubbi: 'strappare all’Obv reparti così sensibili, rappresenta una decisione poco lungimirante nell’ottica della qualità delle cure, della medicina di prossimità e di una medicina finalmente più attenta alle questioni di genere". Argomenti richiamati domenica anche nella presa di posizione dell'AlternativA – Verdi e Sinistra insieme. Se, quindi, sussiste l'ipotesi di allontanare l'ostetricia da Mendrisio, questa va scongiurata 'con la massima risolutezza', rilanciano i deputati. Si torna al fatto che, se da una lato, ben si comprendono le ragioni che, nei giorni della pandemia, hanno spinto a riorganizzare (in via provvisoria) la sanità ticinese, dall'altro non si capisce 'per quale motivo i reparti spostati temporaneamente a Lugano non debbano fare rientro a casa, cioè all’Ospedale Beata Vergine, assicurando così al Mendrisiotto un servizio pubblico di prossimità efficiente'.

E qui si innesta un altro aspetto sollevato da più forze politiche. 'Cogliere l’emergenza Covid-19 – di cui nessuno mette in discussione la buona gestione nella fase più drammatica e acuta – per procedere a ristrutturazioni così importanti, ci pare insensato - rincarano anche Verdi, Ps, Plr,Ppd e Lega-Udc (Udf) -. E costituisce un attacco alla medicina di prossimità in un momento in cui è assolutamente necessaria'. La memoria va, dunque, ancora una volta 'all’Iniziativa popolare 'Giù le mani dagli ospedali' (lanciata dall’Mps) che aveva raccolto il 48,71 per cento di voti favorevoli. Ed era stata respinta per poco. L’iniziativa chiedeva, tra l’altro 'di garantire nei quattro ospedali regionali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio reparti di medicina interna, chirurgia, pediatria, ginecologia, ostetricia e terapia intensiva” rispondendo chiaramente alla sensibilità della popolazione”.

Questione di numeri

L'impressione, in ogni caso, è che i numeri potrebbero avere un ruolo anche nel futuro dei servizi dell'Obv. E il riferimento non è solo alle cifre dell'Ente che domani, martedì, saranno setacciate dal dibattito gran consigliare - che darà il là ai rappresentanti Ppd del Mendrisiotto per abbordare la questione -, ma pure le statistiche sulle nascite registrate in questi ultimi anni, in flessione in tutto il cantone. Non fa eccezione la struttura ospedaliera di Mendrisio, dove da un paio di anni si accoglie meno di un nato al giorno sull'arco dell'anno.

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