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I danni sono stati davvero ingenti, a bancomat e stabile (Ti-Press/D. Agosta)
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Stabio
12.05.2019 - 19:050
Aggiornamento : 21:59

'Colpiti perché capillari sul territorio'

Due assalti in 6 mesi per la Raiffeisen Campagnadorna. Il presidente Baserga se lo spiega così. Il botto al bancomat danneggia anche lo stabile

Dei ladri che, poco dopo le 4 di sabato, hanno preso d'assalto con l'esplosivo il bancomat della banca Raiffeisen della Campagnadorna a Stabio al momento ancora non c'è traccia. Ha lasciato il segno (e le macerie), invece, il botto con cui è stato forzato il distributore automatico in via Ligornetto, a due passi dal Palazzo civico. In effetti, i danni sono stati «ingentissimi». Il presidente della direzione dell'istituto di credito, Doriano Baserga, non teme di esagerare. Oltre al bancomat, completamente divelto, a subire delle ripercussioni importanti è stato pure lo stabile, che conta quattro appartamenti e gli uffici di una ditta. Società che nelle pareti e sul soffitto si è ritrovata i segni del 'colpo'. «Davanti a quello scenario abbiamo ritenuto, infatti, di verificare lo stato della struttura, anche con il supporto di un perito, segnalando subito la situazione al Comune», ci spiega lo stesso Baserga. Il timore, per un attimo, è stato quello di dover evacuare l'edificio. Un rischio scongiurato: in serata, sabato, dalle autorità comunali - intervenute sul posto con l'Ufficio tecnico - è arrivato il nullaosta; e gli inquilini hanno potuto riprendere possesso delle loro abitazioni con l'animo sollevato. Nel frattempo, la banca aveva già provveduto a ripristinare al meglio l'ingresso alla palazzina.

'Essere capillari ci penalizza'

Ormai, quindi, il ripetersi di questi episodi – il terzo nel Mendrisiotto dalla fine del novembre scorso, il secondo ai danni della filiale della Campagnadorna, con il caso di Coldrerio – preoccupa con i responsabili della banca anche i cittadini. Siete nel mirino di queste bande di ladri? «In realtà siamo penalizzati dal fatto di essere capillari sul territorio e presenti in tutti i paesi, che in una regione di frontiera come la nostra, si trovano anche poco distante dal confine», se la spiega così Baserga.

State valutando ulteriori misure? «Stiamo cercano di trovare soluzioni più sicure e ci stiamo impegnando, appunto, sul fronte della sicurezza con la collaborazione della Polizia cantonale. Certo questa situazione va risolta». C'è chi suggerisce di chiudere i bancomat discosti e durante la notte. «Trovare un rimedio subito non è facile, ma chiudere gli impianti non è la riposta - ci dice il presidente -. Garantire l'accesso ai bancomat è un servizio alla clientela, bloccarli sarebbe come negarlo». E non si vuole neppure assoggettarsi alla paura di queste bande.

Indagini: specialisti al lavoro

Ritrovata l'auto della fuga, rubata e abbandonata nella zona di Montalbano, importante sarà ora anche il lavoro degli specialisti giunti da Zurigo e degli artificieri. L'obiettivo, infatti, è risalire al tipo di esplosivo utilizzato; il che darà modo di trovare analogie e differenze rispetto agli altri assalti messi a segno nel Distretto e nel Malcantone in questi mesi. Già adesso si può dire, però, come confermano gli inquirenti, che il 'modus operandi' è simile. L'impressione, comunque, è che stavolta la carica esplosiva fosse maggiore.

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