Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di tre privati alla tappa prioritaria della rete. Il Dt: ‘Importante passo avanti’

Respinto. Il ricorso (l'unico) depositato davanti al Tribunale federale (Tf) in merito alla realizzazione della tappa prioritaria della Rete Tram-treno del Luganese è stato bocciato. La conferma giunge direttamente dal Dipartimento del territorio. La censura al progetto era stata presentata all'Alta Corte l'11 maggio scorso da tre privati, corredata dalla richiesta di rinviare gli atti al Tribunale amministrativo federale (Taf) per nuovi approfondimenti relativi alle proprietà dei ricorrenti. Nessuna contestazione, invece, era stata formulata sulle principali opere infrastrutturali previste. In un primo tempo, in giugno, il Tf non aveva accolto la domanda di conferimento dell’effetto sospensivo, permettendo così di procedere con i lavori preliminari, ufficialmente avviati con la cerimonia e la posa dei primi muri a Manno il 29 ottobre scorso.
A questo punto, rimarca il Dt, "la sentenza conferisce ora il nullaosta definitivo alla realizzazione del progetto, prioritario e cruciale, che consentirà – grazie a tempi di percorrenza dimezzati – di alleviare i problemi di mobilità della città di Lugano, dell’intero Malcantone e della bassa Valle del Vedeggio". Per il Ticino, si ribadisce, "si tratta di un importante passo avanti nell’iter di un’opera che beneficia di un importante finanziamento da parte della Confederazione".