Raffica di domande al Consiglio di Stato su controlli del natante, provvedimenti adottati, sicurezza e su possibili indizi di reati perseguibili d’ufficio

“Nel settembre 2026 il battello passeggeri Allegra è stato coinvolto in un incendio presso il Grotto Descanso, alle Cantine di Gandria. Il caso pone un unico problema di interesse pubblico: verificare se il suo impiego nel trasporto professionale di persone sia stato, e sia tuttora, assoggettato a controlli adeguati, indipendenti e uniformi, tanto sul piano tecnico quanto su quello delle autorizzazioni”. Comincia così l’interrogazione intitolata ‘Incendio del battello Allegra e sicurezza del trasporto passeggeri sul Ceresio’ che è stata presentata dal deputato Tiziano Galeazzi (Udc) e sottoscritta da Sergio Morisoli, Andrea Giudici, Aline Prada, Maria Pia Ambrosetti e Roberto Ostinelli.
L'atto parlamentare riprende articoli di cronaca apparsi su alcuni media, che hanno riportato per sommi capi quanto capitato, e le segnalazioni pubblicate da Naufraghi sulle modalità di collaudo, che sono contestate dall’autorità e dall’Associazione Cantieri Nautici Ticinesi, rafforzano l’esigenza di verificare l’uniformità delle procedure applicate all’Allegra, scrivono gli interroganti, secondo i quali “le circostanze dell’incendio impongono di chiarire se emergano indizi di reati perseguibili d’ufficio”. Muovono da queste considerazioni le varie domande poste al Consiglio di Stato. Eccone alcune: “Quali provvedimenti furono adottati nel 2024 in relazione all’impiego del ‘Fenice’ sul collegamento verso Porlezza? Vi furono una sospensione preventiva della tratta e controlli estesi alla flotta di Motoscafi Riuniti? Quali differenze di fatto e di diritto giustificano eventuali diversi provvedimenti rispetto all’Allegra, in materia di autorizzazioni, controlli tecnici e misure cautelari?”.