Luganese

Quattro anni a uno spacciatore di cocaina

Un 42enne è stato condannato oggi alle Assise criminali di Lugano. Emerso, di nuovo, il tema del sovraffollamento delle carceri

Quattro anni a uno spacciatore di cocaina
Droga per consumatori locali
(Ti-Press)
27 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Quasi 1,2 chili di cocaina. Non è poca la droga trafficata e spacciata da un 42enne, condannato oggi alle Assise criminali di Lugano, a quattro anni di detenzione. Certo, il periodo di attività è piuttosto lungo – dal 2019 al giugno di quest’anno –, ma in mezzo, nel 2023, c’è stata un’altra condanna: un anno sospeso condizionalmente per aver spacciato 70 grammi, sempre di polvere bianca. Una recidiva che, ha sottolineato la presidente della Corte Monica Sartori Lombardi, non gioca a suo favore.

Il processo non si è tenuto nella forma del rito abbreviato, ma è mancata la parte dibattimentale in quanto le parti si sono preventivamente accordate sulla pena. Anche perché l’imputato, cittadino di nazionalità svizzera, è reo confesso. Una decina i clienti, persone locali, alle quali ha fornito la coca, della quale lui non era consumatore. «Ero dipendente dalla cannabis, ne fumavo davvero tanta» in compenso, ha spiegato durante l’interrogatorio. Oggi si dichiara pulito. Ma non ha paura di ricascarci, l’ha incalzato la giudice? «Cercherò di non farlo, l’ho promesso ai miei genitori, mi farò aiutare», ha risposto. «La prima cosa da fare è evitare certi giri di persone», ha aggiunto Sartori Lombardi.

Proprio il grande consumo di erba sarebbe all’origine dello spaccio, si è giustificato, ma la giudice gli ha fatto notare anche il notevole guadagno, in un contesto personale di debiti. «Non l’ho fatto per arricchirmi, ma per aiutare delle persone che pensavo di avere a carico» ha sostenuto lui. E in effetti, quasi 120’000 franchi sospetti sono stati inviati nel suo Paese d’origine, la Repubblica Dominicana, e sono ritenuti oggetto di riciclaggio, reato per il quale è stato condannato assieme all’infrazione e alla contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Per quantificare la pena, la procuratrice pubblica Veronica Lipari ha revocato quella precedente del 2023, inglobandola in quella nuova.

L’avvocato della difesa Daniel Ponti ha acconsentito alle richieste della pubblica accusa, ma ha comunque messo l’accento sul fatto che l’assistito si trovi tuttora alla Farera, dunque in regime carcerario più stretto di quello al quale avrebbe diritto essendo da mesi in espiazione anticipata della pena ma non potendo accedere alla Stampa a causa della lunga lista d’attesa. Un tema, quello del sovraffollamento delle carceri, che emerge ormai regolarmente durante i procedimenti penali. Infine, a favore dell’imputato è stata riconosciuta da entrambe le parti e dalla Corte una buona collaborazione.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali