Luganese

Lido San Domenico, Pusterla: ‘Belle parole, ma nei fatti...’

La capogruppo socialista di Lugano critica il Municipio sul futuro della struttura: ‘Non ci si discosta mai dai binari prestabiliti’. Intanto superate le 5’000 firme

Lido San Domenico, Pusterla: ‘Belle parole, ma nei fatti...’
Relax e impegno: uno scorcio dell’incontro pubblico sugli spazi a Lugano dello scorso 4 ottobre
(Ti-Press)
14 ottobre 2026
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«Una volta di più il Municipio fa melina, con risposte molto vaghe. Un’altra occasione persa». Ad avercela con l’Esecutivo di Lugano è Nina Pusterla. Lo scambio tra la capogruppo della Sinistra in Consiglio comunale (Cc) e il sindaco Michele Foletti è arrivato in chiusura di un’intensa seconda seduta di Cc, quale ultima trattanda. Oggetto del dibattito, il Lido San Domenico e l’interpellanza che proprio la Sinistra ha inviato a Palazzo civico alcune settimane fa chiedendo sostanzialmente se il Municipio fosse stato sensibilizzato dalla nuova mobilitazione a sostegno del futuro della struttura balneare, entrata ormai nell’immaginario collettivo come ‘LSD’, dal progetto dei gerenti attuali.

E non una mobilitazione da poco. Anzi: la petizione che chiede alla Città di rinunciare a uno dei due bandi di concorso, quello per investitori, privilegiando la sola gestione, ha raccolto oltre 5’000 firme. «Non sono poche – osserva la consigliera comunale –. Eppure sono voci che non vengono considerate e ancora una volta non c’è la volontà di far nulla per chi ha un pensiero vagamente diverso. È davvero peccato. A partire dalle risposte all’interpellanza, manca concretezza, ad alcune domande non rispondono proprio». E in effetti, alla prima domanda – che chiedeva cosa pensasse il Municipio della petizione –, di fatto si dice solo che i concorsi sono scaduti il 9 ottobre, che si stanno valutando le offerte e che non si è ancora decisa l’opzione. Un concorso, ricordiamo, esclude l’altro.

‘Risposte che creano confusione’

Poco meglio va con la seconda domanda, che chiedeva perché si sia deciso di pubblicare due concorsi distinti e perché l’ente pubblico non si sia assunto i costi del rinnovamento del proprio spazio. Il Municipio ricorda il cambiamento di legge – ovvero l’entrata in vigore della nuova Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione nel 2023, che chiede cucine più grandi per gli esercizi pubblici con mescita –, altre carenze del bagno pubblico (mancano spogliatoi e servizi igienici per il personale) e la peculiarità dei due concorsi, quello per la gestione che implicherebbe un investimento pubblico di circa 250’000 franchi per il rinnovamento e quello che prevede di affidare la ristrutturazione a un privato con conseguente gestione a prezzi di favore. Ma non risponde perché sia stata scelta questa strada. «Anzi, le risposte creano ancor più confusione», secondo Pusterla.

Foletti: ‘Carattere aggregativo, non culturale’. La replica: ‘Logiche commerciali’

Il riferimento è in particolare alla domanda successiva. Si chiede come mai si sia deciso di non integrare nei bandi un criterio con proposte culturali e aggregative concrete, istanza questa ripresa anche nella petizione. «Il Lido – ha risposto Foletti in seduta –, così come tutti gli altri lidi cittadini, è una struttura pubblica che ha come scopo principale la balneazione, accompagnata dalla ristorazione. Inserire contenuti culturali non è escluso, ma non poteva assurgere a criterio di valutazione, poiché la struttura ha caratteristiche sportive e ricreative, in ogni caso aggregative ma non culturali. Sarà libera scelta del gerente organizzare attività a carattere culturali». «Delle due una però – lamenta la capogruppo –: o è una struttura sportiva e basta oppure vanno considerati anche gli aspetti aggregativi, che sono anche di carattere culturale». Il timore è «che la gestione venga affidata a un privato che cambi radicalmente l’impostazione attuale, con una clientela molto diversa. Il rischio che vada a finire così è molto alto e d’altra parte se non ci fosse dietro una logica commerciale, come quasi sempre a Lugano, non si spiegherebbe l’inserimento nei concorsi della riqualifica del grottino sopra al lido».

‘Una strada nuova per una volta...’

Sempre nella stessa risposta, il sindaco ha aggiunto che «ogni evento organizzato dovrà ottenere le necessarie autorizzazioni della polizia, come per tutti gli eventi organizzati in strutture ristorative all’interno di spazi gestiti dalla Città». Una puntualizzazione «fuori luogo» per Pusterla: «Il Municipio ha la necessità di identificare, sempre e in maniera gratuita, eventi non istituzionali come se fossero a rischio». Una visione che sarebbe ideologica e limitata: «Si sarebbe potuta provare una strada nuova una volta ogni tanto, con un concorso diverso dal solito. Eppure tutti dicono che bisogna fare qualcosa per i giovani, per gli spazi aggregativi, per la cultura indipendente. Belle parole. Ma poi all’atto pratico quando c’è la possibilità di fare qualcosa, anche di piccolo, non ci si discosta mai dai binari sempre percorsi, percepiti come più sicuri evidentemente».

Poco soddisfacente anche la laconica risposta alla quarta domanda, in cui si chiedeva se il Municipio intende prendere spunto dagli attuali gerenti dell’LSD per garantire la presenza di proposte costruttive, multiculturali e originali per la cittadinanza. «Il Municipio potrà aprire altri bandi per l’assegnazione di spazi per i contenuti indicati, ma non presso i lidi comunali», la breve risposta di Foletti. Uno spiraglio arriva dalla quinta e ultima domanda, che chiedeva lumi su criteri di valutazione delle candidature e controlli sul rispetto degli obiettivi. Si ricorda che «è stato richiesto che nel menù siano inserite delle proposte economicamente sostenibili». «Al Cc si è parlato tanto e bene del Campo Marzio Sud – la chiusa di Pusterla –. L’LSD è uno dei pochi posti in città con accessibilità al lago, spazi verdi e liberi per i cittadini. Un modello vincente. Eppure, a fronte di due petizioni in due anni che ti chiedono di mantenerlo, decidi di andare da un’altra parte. È davvero peccato».

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