Sono attesi per l'anno prossimo gli appalti per rinnovare il trattamento delle acque (inclusi i microinquinanti) all'impianto del Luganese

L’Impianto di depurazione delle acque (Ida) di Bioggio ha celebrato ieri il proprio 50esimo anniversario, mezzo secolo di attività al servizio del territorio, della tutela dell’ambiente e della qualità delle acque. L’impianto, entrato in attività nel 1976, raggiunge così un importante traguardo della propria storia. Si è svolta nel sedime dell’impianto di Bioggio la cerimonia, durante la quale sono stati ripercorsi i cinquant’anni di evoluzione del servizio di depurazione, tra innovazione, responsabilità e impegno, l’obiettivo di assicurare un servizio essenziale alla comunità. All’evento hanno partecipato le autorità consortili, comunali e cantonali, i dipendenti e altri partner del Consorzio.
Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, che ha sottolineato come il Lago di Lugano costituisca “una fonte d’acqua potabile pressoché illimitata”: ogni anno oltre “cinque milioni di metri cubi”. Il presidente della Delegazione consortile Francesco Gandolla nel suo intervento ha messo in evidenza che “l’evoluzione normativa, i cambiamenti climatici, la crescita del territorio e il continuo progresso tecnologico richiederanno nuovi investimenti (in particolare rinnovo del trattamento delle acque comprensivo della fase relativa ai microinquinanti), nuove competenze e una costante capacità di adattamento”. In merito, il presidente Tiziano Mauri ha annunciato che “nel corso del 2027 usciranno gli appalti per le nuove opere”, dopo l’approvazione del progetto da parte del Cantone, della Confederazione e la concessione dei crediti. Uno dei momenti simbolici della celebrazione è stato lo svelamento della targa commemorativa dedicata al 50esimo anniversario, a testimonianza del percorso compiuto dal 1976 e dell’importanza che l’Ida ha assunto per il territorio.